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Tav e rifiuti, Di Mambro: «Un movimento per ricucire il tessuto sociale a difesa del Sud Lazio»

Dal Movimento "Liberi e Forti" arriva una forte presa di contro la politica della Regione Lazio che vessa la nostra provincia dal punto di vista ambientale e sanitario.
A parlare è il già consigliere comunale di Cassino Carmine Di Mambro, ben conosciuto in provincia di Frosinone soprattutto per la sua personale battaglia finalizzata all'istituzione del registro tumori e per le diverse progettualità sanitarie e ambientali.
«Non si può sottacere la divisione che ha creato la politica regionale su questo territorio, dividendo la provincia in due zone, e facendo diventare il Lazio meridionale, che ruota attorno al ruolo fondamentale della città di Cassino, come una discarica a cielo aperto», esordisce Di Mambro.
Che continua: «È chiaro l'intento divisivo da parte della Regione Lazio ma è importante che tutte le forze politiche provinciali si coalizzino per difendere il territorio. La zona sud della provincia è ormai l'immondezzaio della regione: MAD, SAF, discarica di Cerreto e il termocombustore di San Vittore dove, dopo aver fatto partire sotto traccia e con molti dubbi certificativi la terza linea, adesso Acea sta facendo la stessa cosa con la quarta linea, nella piena indifferenza della politica, soprattutto quella che contesta Acea di giorno e ci fa accordi di notte mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini. Strada spianata per la 4^ linea dentro al termovalorizzatore di San Vittore del Lazio - evidenzia Di Mambro -. Gliela apre il Movimento 5 Stelle con un emendamento approvato in Regione Lazio. È quello proposto dal consigliere Devid Porrello ed inserito nella legge di semplificazione Regionale approvata nel mese di febbraio. Quello che per lui è una vittoria di Roma capitale, è per noi una sconfitta della politica dei vaffà e soprattutto una vittoria della politica clientelare e di conseguenza la morte di un territorio di confine. Purtroppo il lavoro incessante del sindaco Nadia Bucci, al momento non ha portato i frutti sperati…pieno appoggio al sindaco di San Vittore del Lazio».
Ma c’è anche il «via libera alla sopraelevazione della discarica di Roccasecca. La presidenza del Consiglio dei ministri, su richiesta della Regione Lazio, con la scusante dell'emergenza Covid-19, ha deciso di revocare la precedente deliberazione (un mese prima) con la sopraelevazione della discarica, uccidendo definitivamente questa zona soprattutto dal punto di vista ambientale e sanitario. La Regione Lazio con determina dirigenziale autorizza la sopraelevazione della discarica a 16,70 rispetto ai 10 in precedenza stabiliti con l'opposizione del ministero dei Beni culturali, addirittura sbandierandolo come un premio al lavoro svolto dalla MAD. Siamo ad una sceneggiata indegna di un paese che dovrebbe essere normale. E se non si trattasse di una ragione di fondamentale importanza lo dovremmo isolare in un contesto carnevalesco, dove gli scherzi sono all’ordine del giorno. E invece, purtroppo, è tutto vero. Purtroppo il lavoro incessante del sindaco Giuseppe Sacco, al momento non ha portato i frutti sperati…pieno appoggio al sindaco di Roccasecca».
Secondo Di Mambro, «c'è un pericolo sostanziale a cui è sottoposto tutto il sud della provincia di Frosinone e non è pensabile che gli eletti di questo territorio non battano mai un colpo e subiscano solo. E mi riferisco non soltanto agli eletti regionali ma anche a chi è stato eletto nel collegio Sud del parlamento. Non una parola vera se non di circostanza, non una vera battaglia, nulla, nel silenzio assoluto del governo a cui appartiene. Interrogazioni e sfilate oramai sono passate di moda, soprattutto se non si da un seguito concreto».
Secondo l’ex consgliere comunale e promotore del movimento “Liberi e orti”, «è ora che un gruppo con la stessa visione di territorio si metta insieme, facendo sentire forte la sua voce e le proprie capacità sia nei confronti della provincia che soprattutto della regione. Un gruppo formato da diverse estrazioni politiche, senza guardare alla propria appartenenza o ideologia politica, solo a difesa del territorio, per portare avanti progettualità vere che possano garantire un futuro in questo territorio ai nostri figli».
«Un gruppo - spiega Di Mambro - che sia trainato, oltre che dagli amministratori tutti, da tutte le associazioni e le persone che hanno a cuore la difesa di questo territorio. La conferenza dei sindaci non può essere convocata soltanto dopo che i buoi sono usciti dalla stalla, solo per una vergognosa operazione di facciata, come è accaduto in queste settimane sulla questione TAV».
«Ma è pur vero che i sindaci senza il supporto di tutto il territorio possono fare poco, ed allora sarà compito di tutte quante quelle persone che hanno a cuore gli interessi della provincia, e soprattutto del Lazio meridionale, metterci costantemente la faccia e l'impegno, vale la pena, ora piu che mai perché il treno pasa una sola volta a prescindere dove sia la fermata. Perché la pena ne vale davvero, se consideriamo che il depauperamento industriale di questo territorio ha comportato il crollo dell’occupazione, la fuga dei cervelli, una sanità sempre più bistrattata e tutto il resto. Mentre gli spaventosi tassi di inquinamento del nostro territorio ha fatto impennare la curva di diverse malattie, ha distrutto l’habitat, ha scoraggiato gli investimenti e ha perfino messo le aziende in una difficoltà enorme».
«Nel nostro territorio bisognerebbe soprattutto ricucire i fili tra la politica di ogni  livello, le associazioni di categoria, le parti sociali, i sindacati. Non c’è più traccia di tutto questo. Qualcuno se la sente? Io si e credo anche tutti voi», conclude Di Mambro con un moto di ottimismo che pare anche un invito alla mobilitazione dei tanti che hanno compreso la difficoltà e l’importanza della fase che attraversiamo.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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