L'Inchiesta Quotidiano OnLine

La Trincea, il diario dal 18 al 23 maggio. Maxi prestito a Fca, tariffe Acea e interessi del Cassinate

LUNEDI' 18 MAGGIO

Da domani e per soli 3 giorni le officine di Piedimonte torneranno a produrre Giulia e Stelvio. Non Giulietta. Un breve arco di 72 ore prima di tornare al ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria per tutti e 3527 i lavoratori del sito di Piedimonte. Un numero che la dice lunga su quanto l’occupazione - ora messa a dura prova anche nella tenuta dei livelli minimi - si sia negli ultimi anni assottigliata drammaticamente. Lasciando a casa prima di tutto i ragazzi che con entusiasmo erano entrati in officina quando le superberline del Biscione iniziavano ad essere montate. Correva l’anno 2016 ma sembra davvero diversi lustri fa. Giulia è l’auto che Marchionne volle fortemente.
Bellissima e potente più delle tedesche. I ragazzi con la felpa del Biscione giravano orgogliosi per le nostre strade sapendo di contribuire ad un progetto capace di sfidare l’eccellenza di tutti gli altri produttori. Ma i tedeschi avevano dalla loro un sistema Paese solido, il denaro e perfino gli italiani che non avrebbero mai voltato le spalle a Bmw, Audi e Mercedes. E’ finita con una crisi di vendite che non ha risparmiato neppure il suv Stelvio. Un declino pesantissimo iniziato prima del Covid. A Piedimonte arriveranno ora l’ibridazione delle due Alfa ed anche il Maserati Levantino. Fca Italia ha richiesto la famosa garanzia da 6,3 miliardi a Sace per un prestito triennale che intende chiedere a Intesa San Paolo. Soldi che serviranno a pagare stipendi e aziende dell’indotto. Una cosa che ci tocca da vicino. Perché avrà le sue sedi legale e operativa pure in Olanda e Inghilterra
ma questa storia resta molto italiana. Riguarda direttamente pranzi e cene dei nostri vicini di casa. E’ bene non dimenticarlo.

 

MARTEDI' 19 MAGGIO

L’apertura dell’ufficio distaccato Ater al Colosseo è davvero un gesto di magnanimità. Se poi si calcola pure che i referenti dem provinciali e regionali si scomodano a convocare una videoconferenza riservata a segretari di circolo e sindaci del Cassinate, si può intuire quanto sia grande la benevolenza che riservano alla contea del Sud. Si spera che sia troppo tardi per darla a bere ai cassinati. Soprattutto ai dem che hanno sottoscritto e condiviso il documento dei 13 circoli, illuminante sulla situazione complessiva. Ma, certo, tra bottegai e sabotatori specializzati, i vertici che tutto decidono e stabiliscono per sistemare le cose loro, hanno sempre molti “assi” (si fa per dire) nascosti nelle maniche. Da sottolineare il dibattito in corso nella destra locale ma anche la presa di posizione dei pontecorvesi Renzi e Tanzi (Pd) che, sulla difesa degli interessi legittimi di sviluppo, sono non a caso su posizioni simili a quelle del loro primo cittadino (Fi). Perché c’è una situazione che va affrontata in maniera chiaramente a-politica. Anzi, pre-politica. Sarebbe utile un movimento trasversale e civico capace di assumere su di sé l’onere di rappresentare gli interessi territoriali, sottraendoli alla predazione sistematica ad opera dei partiti e delle lobby dominanti, che estraggono risorse dalla depurazione industriale, dalla gestione del ciclo dei rifiuti, dall’acqua privatizzata. Mentre nessuno si occupa dell’abbandono delle fasce deboli, disoccupati, piccoli imprenditori, disabili, anziani, giovani neet, partite Iva di necessità, immigrati, italiani ridotti all’accattonaggio. L’allegra “aristocrazia” che s’è piazzata nei palazzi a nostre spese, meriterebbe solo un bel foglio di via. Come fanno i Carabinieri coi soggetti indesiderati. 

 

MERCOLEDI' 20 MAGGIO

Nelle intercettazioni tutti si mostravano consapevoli che gli impianti avevano gravi problemi, ma loro - politici e dirigenti - restavano comunque incuranti di fronte all’urgenza di tutelare i corsi d’acqua. Intanto si smaltivano scarichi dalle fogne non trattati, se non perfino immessi direttamente nei corsi d’acqua. Fiumi e torrenti ridotti a cloache appestate da solidi sospesi, alluminio e piombo, concentrazioni di azoto ammoniacale e azoto nitrico. Una parte della politica - quella ancora non “addomesticata” - intanto si accorgeva dei conflitti d’interesse dirompenti tra controllori e gestori del servizio idrico integrato. Ma di che storia parliamo? Sembra una vicenda nota e sempre troppo vicina (alla nostra salute). Invece è lo scandalo Gesesa (società facente capo ad Acea) operante a Benevento. La bufera sulla controllata sannita della multiutility della capitale dovrebbe accendere una luce rossa nella testa di chi può fermare la speculazione ai danni dell’ambiente e degli utenti, spremuti come limoni per un servizio che neppure ricevono. Stavolta parliamo di depurazione. Quanto all’acqua, neppure il Covid-19 è riuscito a far ravvedere nessuno. La Provincia di Frosinone doveva affrettarsi a convocare la Consulta Ato 5 per chiedere il taglio delle tariffe. Solo Antonellis, De Sanctis ed i reduci del movimento per l’acqua pubblica (manco più sostenuti dai Cinquestelle al potere, attenti: non parliamo della base) se lo ricordano e lo gridano (dalle colonne digitali del nostro giornale). Ma davvero la lezione delle privatizzazioni smodate non è ancora bastata? Questa sistema non può tenere più. Rassegnatevi e liberateci.

 

GIOVEDI' 21 MAGGIO

La partita su Fca è già in gran parte giocata. Per il territorio e per la nazione, probabilmente persa in maniera irreparabile. Chi segue L’inchiesta lo sa da tempo. Per cui, quando scriviamo che oggi non è irrilevante concedere il prestito da 6,3 miliardi, secondo regole del gioco già fissate dal Governo, è per evidenziare una questione che interessa da vicino anche i lavoratori e l’indotto dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Perché sono risorse che saranno destinate dal Gruppo ai siti nazionali e impegnano l'azienda a non licenziare.
Ma qui si esauriscono le notizie che potrebbero confortare. La direzione Fca cassinate ha parlato coi sindacati e confermato che siamo ad una paralisi produttiva che si protrarrà almeno fino al 30 giugno tra fermo Covid e Cigo. Nulla lascia presagire che dopo di allora qualcosa possa mutare in meglio. Elkann peraltro ha dichiarato d’essere disposto a rinunciare perfino alla garanzia Sace (e al prestito relativo) pur di conservare il superdividendo che scaturirà dalla vendita del gruppo ai francesi di Psa, partecipati da Macron.
Quella di oggi è una giornata che porta ulteriori elementi di riflessione e dovrebbe consigliare il territorio e la politica a guardare subito e attrezzarsi per quel che ci riserverà il 2021, con la perdita pressoché totale di qualsiasi capacità contrattuale con Parigi. Fiat non sarà più la Fiat che abbiamo impressa nei nostri ricordi. E lo spaesamento, è noto, porta solo
angoscia. Solo la politica - che da Marchionne ad oggi ha guardato altrove - avrebbe potuto costruire scenari certi per le nostre famiglie. Al di là degli Agnelli che preferiscono intonare la marsigliese e incassare per Exor.

 

VENERDI' 22 MAGGIO

A Formia il Pd esulta perché «il gestore Acqualatina potrà essere ridimensionato nelle sue scelte, spesso arbitrarie, e sarà costretto a rendere conto del proprio operato e della gestione delle nostre risorse». In provincia di Frosinone mai alcuna voce si levò contro il gestore Acea: davvero ossequiosi questi dem dell’entroterra. O rispettosi degli accordi presi a suo tempo da Scalia e ribaditi da schiere di eletti, inclusi sindaci furbacchioni. Intanto un po’ in tutt’Italia - incluse le zone servite dalla multiutility del Campidoglio - fioccano bollette pesanti, determinate dalla tariffa applicata in ottemperanza alla delibera Arera n. 665/2017, che basa il suo calcolo sul consumo pro capite. Parliamo della stessa Authority che ha stabilito, tra l’altro, il blocco dei distacchi solo fino al 17 maggio (si sa che dal 18 maggio... il Covid non c’è più e tutti possono strapagare l’acqua in attesa che si metta un contatore all’aria). Insomma quando si tratta di svenare gli utenti non c’è emergenza coronavirus che conti: diventa legittimo usare un bene di tutti per i profitti propri e dei soci, a partire dal Comune di Roma. In questo solco si inserisce la perla che il presidente Pompeo ha dovuto rendere nota in una lettera ai sindaci della provincia. Indica che, a margine di un incontro tra gestore e Sto, Acea Ato 5 non ha ritenuto «accoglibile la più volte richiesta riduzione temporanea del 50% della tariffa, in assenza, secondo la propria valutazione, di determinazioni di competenza dell’autorità preposta (Arera)». Cita proprio l’Authority che dovrebbe stare dalla parte degli utenti. O no? 

 

SABATO 23 MAGGIO

Marco Delle Cese, presidente del Cosilam, cerca di guadagnar tempo e di evitare che qualcuno tiri un brutto scherzo a Francesco De Angelis. Quest’ultimo, ormai, punta solo a cancellare il prima possibile il consorzio industriale cassinate, facendo assurgere anche il suo fedele presidente, a consigliere di amministrazione del consorzione industriale unico del Lazio. Una bella supercazzola d’ente inutile che macinerà, però, compensi e consulenze in maniera centralizzata. I depuratori restano ad AeA, tranquilli. Il sindaco di Cassino, che Delle Cese ha nominato insieme al forzista Quadrini nella nota operazione “Abbruzzese via - liberi tutti”, s’è scavato una posizione in trincea. Non dice chiaramente che la stazione Tav a Ferentino non va bene - come dovrebbe dire chiunque abbia seguito gli spasmi del Cassinate dietro a questo progetto -; ma non dice manco che Roccasecca va bene. Afferma solo che sarebbe giusto fare la stazione nel Cassinate. “Sarebbe”, appunto. Il presidente Delle Cese aveva sostenuto che il tavolo sull’alta velocità a Roccasecca, dopo la conferenzona stampa di Battisti e Zingaretti sull’intesa Regione-Ferrovie, si sarebbe occupato ormai solo degli “altri investimenti” sulla linea. Quali? Bho! Intanto se ne è uscito con una convocazione surreale per uno che, alla fine dei conti, in quel progetto non ci aveva mai creduto: sindaci Sacco, Salera, Mazzaroppi e Rotondo, presidente Pompeo, rettore Unicas e presidente Bpc chiamati a discutere della fermata Tav a Roccasecca. La notizia, solo apparentemente positiva, servirebbe a mettere definitivamente fuori gioco Sacco e la location roccaseccana. Una bella spaccatura fra primi cittadini è proprio cosa utile alla “causa”. Deangelisiana naturalmente. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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