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Francesca Cerquozzi

Cerquozzi, il segreto del buon governo è un Pd in sintonia con le aspettative dei verolani

A Veroli è forse il personaggio amministrativo più controverso, nel senso che nell’opinione pubblica suscita reazioni manichee. O la si apprezza o la si critica, in entrambi i casi forse più di quanto non meriti. E’ una delle ‘young guns’ della potentissima corrente del PD che fa capo a Francesco De Angelis, Pensare Democratico, la corrente che avrebbe dovuto soccombere alle logiche di un congresso provinciale unitario che Covid ha cancellato dal calendario primaverile. A Veroli ha la delega alla Cultura, ma come consigliere, non in reggenza di assessorato. Dinamica, molto social, appassionata di filosofia che ha studiato, tanto giovane da andare qualche volta in credito di spessore e tanto spessa da andare qualche volta in credito di incoscienza giovanile, Francesca Cerquozzi è una di cui non si può fare a meno di parlare. Perché, piaccia o meno, è una delle colonne del team Cretaro dopo essere stata candidata ‘pigliatutto’ alle amministrative dell’anno scorso.

Consigliere, vacciniamoci subito: lei viene spesso criticata per essere molto ‘prezzemolina’ sui social, anche in merito ad ambiti amministrativi che non attengono il suo ruolo, e un po’ più ‘legata’ quando si tratta di applicare empiricamente le regole di governo. E’ vero? E’ vero solo in parte o è falso? “Sì, vacciniamoci e mettiamoci d'accordo subito: se non ci si interessa di tutti i temi si viene criticati perché assenteisti, se, invece, si cerca di dare il proprio contributo su tutti i temi allora si tira fuori il “prezzemolina”. Io mi limito a dire una cosa: al ruolo ed al compito di rappresentanza politica ed amministrativa non mi sottraggo, consapevole del grande prestigio e della responsabilità di essere consigliere comunale in una città importante qual è Veroli. Una consapevolezza che dura da cinque anni ormai e che mi porta ad emozionarmi ancora ogni qualvolta varco la soglia del Comune”.

 Come reagirà Veroli, nel contesto che più è congeniale alla città, cioè quello culturale, alla bufera Covid? Ci illustri qualche progetto a lungo termine, magari con un occhio alla riapertura della stagione teatrale. “La cultura ed il turismo sono stati tra i settori più colpiti dal Covid. Siamo stati costretti nostro malgrado ad interrompere tutte le attività già definite, specie i grandi eventi come i Fasti ed Ernica Etnica. Contemporaneamente non siamo stati fermi ed abbiamo programmato iniziative culturali da poter realizzare in sicurezza nel centro storico ed anche nelle contrade. Un pubblico limitato, nel rispetto delle linee guida sul distanziamento sociale, potrà essere accolto in sicurezza a Veroli. Stiamo organizzando eventi di alto spessore culturale, che spero avranno grande successo, ma non posso anticiparne i particolari, che renderemo noti non appena ultimato il programma”.

Il PD ha nell’organico di governo territoriale di Veroli una testa di ponte fortissima. Si è mai trovata nell’imbarazzo di dover conciliare il dovere di possedere una tessera con quello di possedere un certificato di residenza?  “Sì è vero, abbiamo una testa di ponte fortissima. Assunta Parente è un’amministratrice competente, una donna straordinaria, dall'esperienza e capacità indiscusse. A lei sono legata da amicizia, stima e rispetto. Riguardo ‘all’essere verolana ed appartenere ad un partito, imbarazzo e necessità di conciliare tale aspetto’, posso affermare che personalmente non mi sono mai trovata dinanzi a tale bivio e sa perché? Perché ho la fortuna di far parte di un partito in sintonia con il Governo cittadino e le aspettative dei Verolani” Far parte di un Partito non significa vedersi limitato nella propria opinione individuale ma appartenere ad una grande comunità che sta insieme non per un obiettivo ma per un'idea di Paese, di società e di vita. Tantissime persone che non hanno l'ambizione di fare il consigliere o l'assessore comunale o il sindaco e con le quali condividiamo tanti valori, fanno parte del PD e portano avanti con passione questa appartenenza. A questa grande Comunità, a tutte questa persone, mi sento visceralmente legata. Sa perché ho aderito al PD? Perché è il partito del cambiamento e dell'eguaglianza sociale. Sono tanto legata ad una citazione di Luciano Violante il quale spiegava come due ragazzi che provengono da due famiglie con condizioni economiche differenti devono avere ai nastri di partenza della vita gli stessi diritti e le  stesse opportunità  per fare in modo che sia il loro talento ad accompagnarli sempre. Ecco quando il mio Partito sposa queste battaglie io sono fiera di farne parte”.

Consigliere, rumors e qualche fonte danno per certa la presenza, in giunta e  squadra di governo, di elementi che proprio non gradiscono il suo operato. Questo perché troppo ‘collegato’, anche solo concettualmente, ai desiderata della segreteria del partito in cui milita. Conferma di avere ‘nemici’ interni? “Rumors più fonti non rivelate, uguale chiacchiere”.

Monia Lauroni

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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