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La celebrazione del 2 giugno svolta ad Alatri

Una cerimonia sotto tono quella della festa della Repubblica, e non soltanto per le restrizioni derivate dall'emergenza sanitaria. Alle 11 da piazza Santa Maria Maggiore si è snodato un ridotto corteo composto dal sindaco Giuseppe Morini, dal suo vice Fabio Di Fabio, dal presidente del consiglio Fausto Lisi, dal consigliere Maurizio Maggi, dal comandante la Polizia Locale Dino Padovani e alcuni agenti, da alcuni rappresentanti della Protezione civile comunale e dai rappresentanti delle associazioni dei carabinieri e dell' Unuci, ed il capo di gabinetto del sindaco Antonio D'Alatri. Una volta arrivati presso il Monumento ai caduti c'era il luogotenente dei carabinieri Luciano Di Iorio comandante della locale stazione.

«Oggi celebriamo il 74° Anniversario della nascita della Repubblica Italiana, dopo la vittoria al Referendum del 2 e 3 giugno 1946, in cui gli Italiani scelsero di vivere in una  Repubblica, regolata da legge democratiche e soprattutto da una nobilissima Carta Costituzione - ha spiegato il sindaco Morini, citando anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Allora gli Italiani, spinti dall’orrore della guerra e dell’oppressione dimostrarono un alto senso di unità e di maturità e responsabilmente votarono a favore di un ordinamento dello stato più libero, più giusto e più democratico. Oggi noi Italiani stiamo vivendo un altro momento di crisi e di sofferenza terribile,  dovuto al coronavirus e siamo nuovamente chiamati a riflettere e a decidere sul nostro futuro.

Coscienti del fatto che non  usciremo da questo tunnel senza la nostra piena volontà, sarà necessario raccogliere ancora una volta le nostre forze e il nostro orgoglio collettivo per superare e vincere l’emergenza sanitaria, sociale  ed economica. Sono certo che ancora una volta tutti sapremo dare il meglio di noi stessi e come i nostri padri accompagneremo il nostro paese fuori da questa difficile condizione.  E’ tradizione che il popolo italiano, solo nei momenti più difficili riesce a ritrovare l’unione e ad esprimere  il meglio di se e sono sicuro che anche questa volta, con l’impegno di tutti,  ce la faremo. Sono anche sicuro che per rinascere sarà necessario riscoprire le nostre capacità è la nostra consapevolezza, facendo ricorso ai nostri valori.

Sarà necessario riscoprire il senso della semplicità e della essenzialità, escludendo  l’inutile e il superfluo e rivalutando valori come la salute, il lavoro, il rispetto, la sopportazione reciproca, la rettitudine e l’educazione civica e morale. Sarà necessario riscoprire il senso dell’unione e della comunità, rimuovendo l’egoismo e l’individualismo che spesso ispirano e guidano l’azione quotidiana. Sarà necessario riscoprire la consapevolezza e l’orgoglio delle nostre radici, della nostra storia e delle nostre capacità individuali e collettive.  Siamo un grande popolo quando pensiamo e operiamo tutti uniti,  pertanto ciascuno di noi deve abbandonare le divisioni e dare un contributo tangibile e convinto verso il comune obiettivo della crescita e della rinascita.

Per la salute, per la sicurezza, per la rinascita sociale, culturale  ed economica  e soprattutto per il futuro di noi tutti e del nostro paese, dobbiamo essere più uniti e più collaborativi, consapevoli che solo così potrà andare tutto bene e potremo risorgere come hanno saputo fare i nostri padri, dopo la grande guerra.  E’ certo che nessuno può sperare di farcela da solo.  Come i nostri padri ci hanno lasciato un nobile esempio da seguire, anteponendo il bene comune alle diversità di opinioni,  anche noi abbiamo l’obbligo di impegnarci con  energia incessante e unione costante, alla crescita e rinascita delle nostre famiglie e del nostro paese.

Tutto questo è doveroso come atto di riconoscenza verso le tante vittime del contagio,  ma soprattutto come esempio  da seguire verso i nostri figli e come testimonianza che ciascuno di noi è artefice del nostro destino. Con questa speranza,  voglio ringraziare tutti  i presenti e quanti hanno collaborato a questa semplice ma importantissima cerimonia, salutandoli con un abbraccio simbolico. A tutti voi presenti e a chi,  impossibilitato,  ci segue da casa Auguro sentitamente: Buona Festa della Repubblica! Viva L’Italia e Viva gli Italiani».     

Bruno Gatta                        

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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