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La Trincea, il diario dal 15 al 18 giugno. Silenzio sulla stazione Tav e solita speranza Fca, veleni Salvini-Pd

LUNEDI' 15 GIUGNO

La domenica della Tav è trascorsa via tra discorsi ufficiali, brindisi e nastri tricolori: almeno per ora, le chiacchiere forse ingigantiscono la sostanza dei collegamenti veloci concretamente a disposizione per raggiungere Napoli, Roma ed il nord del Paese. Ma i Frecciarossa che fermano per due volte al giorno a Frosinone e Cassino rappresentano indubbiamente una buona notizia. Sperando che l’occasione cresca in fatto di numero di utenti, di spostamenti, di opportunità turistiche e di affari; che i territori ne recepiscano l’importanza e che tutto il Paese possa guardare con simpatia alle due tappe che si aggiungono all’elenco, nella rete di connessione tra le grandi città del Paese. Il sindaco di Cassino Salera, in fin dei conti, ha fatto il suo dovere ricordando i vantaggi competitivi legati alla posizione geografica strategica. Perché il centro della scacchiera delle interconnessioni e dei trasporti sta proprio qua e non altrove.

Tutti si sono ben guardati dal parlare della stazione Tav in linea che, dal cassinate, Battisti e Zingaretti hanno sulle carte spostato a Ferentino. L’ad di Ferrovie s’è trincerato dietro un no-comment, anche se è noto che la sottrazione del progetto al Cassinate è in gran parte “merito” del supermanager fiuggino. Appunto. E siccome l’incantevole città gigliata è la localizzazione individuata, il presidente Antonio Pompeo non si è risparmiato nel ricordare l’importanza dell’unità della provincia. Chissà se si sarebbe speso lo stesso per Roccasecca, dove invece non si prodiga per far scegliere un sito alternativo alla discarica. Zingaretti e amici si preparano a ricorrere davanti al Consiglio di Stato per lasciare aperta e ampliare Cerreto, mente l’ospedale Santa Scolastica resta a corto di anestesisti. Tanto per citare due cosette serie almeno quanto le corse del Frecciarossa. Solo che non c’è niente da applaudire.

 

MARTEDI' 16 GIUGNO

Fca ferma e commercio in panne. Ancora nessun segnale di ripresa dal turismo. Non sono le due fermate Tav a poter incidere positivamente in questo contesto. Ecco perché non ci si può mettere tutti ad aspettare. Nicola Ottaviani s’è inventato il Consorzio Frosinone Alta Velocità per animare i soggetti sociali ed economici del capoluogo. Ci si deve industriale su tutti i territori. Specialmente in quelli più devastati dalla crisi e, si sa, più si va a Sud e più il panorama si fa allarmante.

A Cassino i commercianti della zona San Giovanni sono corsi da Salera visto il fatturato crollato dopo lo spostamento del mercato settimanale. Coletta (ConfimpreseItalia) dice che così non va, perché i negozi continuano a chiudere. Anche dentro i centri commerciali. L’unica possibilità è guardare con speranza al grande stabilimento automobilistico di Piedimonte San Germano, dove regna drammaticamente il silenzio.

Eppure qualcosa si muove. Iniziano proprio in queste ore le attività per rendere possibile il montaggio del Levantino, il suv Maserati con motorizzazione ibrida di cui è prevista la salita produttiva nel 2021. Una nuova vettura che servirà a puntellare i livelli occupazionali, bene che vada. Ma pare l’unica cosa concreta all’orizzonte. Mentre i servizi crollano a partire dalla sanità. Carmine Di Mambro, che frequenta gli ospedali, ha scattato una foto cruda ma autentica. Condivisa con pazienti e familiari. In questo Lazio meridionale piegato come non mai dalla stagnazione.  

 

MERCOLEDI' 17 GIUGNO

Pigliacelli torna sulle nostre colonne. Stavolta non per il retroscena di una cena dalle finalità discutibili (convincere gli eletti di un territorio che la stazione Tav conviene farla su un altro territorio) o per l’eco di un video decisamente ruvido. Ma per un’intervista resa a L’inchiesta. Che le domande le ha fatte tutte o quasi (ci sarebbe stata quella su vicende sviluppatesi sul web, ma meglio dimenticare). Tra le molte cose dette dal presidente della Camera di Commercio ce n’è una che riguarda l’idea che i vertici provinciali si tramandano da generazioni sul Cassinate e sull’ex Terra di Lavoro.

Una favoletta che fa scuola da 90 anni e che, vista da sud (ma dovrebbe essere lo stesso dal Sorano e dalla Valcomino), rappresenta l’essenza della campagna di cancellazione della memoria collettiva e dell’identità di un pezzo di territorio a confine tra Lazio e Campania. La Ciociaria è unica, sancisce Pigliacelli. La provincia è unita, ha rivendicato il presidente Pompeo. Ma che film è questo? Davvero si pensa ancora di utilizzare le definizioni e le parole per etichettare qualcosa che nasconda i fatti, la storia dei luoghi, le aspirazioni delle persone? Davvero Cassino, che per decenni ha sperato di diventare Provincia, lo faceva solo per sterile campanilismo? O non c’è una regione che, senza offesa per nessuno, non è mai stata Ciociaria e che vuol riacquistare un proprio nome, la possibilità di valutare propri interessi, adottando scelte che a quelle esigenze specifiche si ispirino. Un insegnante sa bene che è “proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva”. Sarebbe il caso di spedire un messaggio al nord.  

 

GIOVEDI' 18 GIUGNO

E’ venuto oggi in Consiglio regionale giusto per sparare una bordata micidiale al presidente Zingaretti: «Sulle mascherine, se Fontana è stato ascoltato, venga sentito dai magistrati anche lui», ha scandito Matteo Salvini. Si riferisce alla penosa questione dei 35 milioni di pubblico denaro in fumo. La famosa “fake news” che poi s’è trasformata in fascicolo della Procura della capitale. Il Pd ha replicato a stretto giro con il vicesegretario regionale Enzo Foschi: «Invece di venire a fare lezioni nel Lazio, Salvini ci spieghi come mai i mafiosi, come accertato dalla Procura, a Latina votavano per i candidati della Lega. Magari lo aiuterebbe a rendere più credibile e trasparente la squadra di 50 persone che vorrebbero mettere su...».  

Non finisce qui. Il Gruppo consiliare del Carroccio firma in breve una nota durissima contro Foschi e la giunta regionale in cui annota: «Il trombato politico Enzo Foschi, noto per essere imputato sulle spese pazze del Pd alla Pisana, ne risponderà in tribunale. Salvatore Buzzi ha finanziato Nicola Zingaretti alle regionali del 2013, sostenendo gli esponenti del Pd elettoralmente e assumendo del personale nelle cooperative. In più l'ex capo di gabinetto di Zingaretti, Maurizio Venafro, è stato condannato in Appello nel processo Mondo di mezzo. Insomma, l'illegalita è altrove e non è certo da trovare nella Lega, in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata.

Per carità, siamo garantisti anche per Foschi...». Segue uno scambio con Astorre al quale la Lega chiede dove siano finiti i 14 milioni assegnati ad Ecotech. La campagna elettorale è esplosa furente. Il nemico vero è il vuoto pneumatico di idee per superare la crisi, dare ossigeno ai territori e speranze ai giovani. A  parte far uscire “sperimentalmente” due treni Tav a San Vittore e farli rientrare in linea a Supino e viceversa.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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