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Covid-19 e crisi, Ugl metalmeccanici manifesta davanti la Prefettura di Frosinone

L’Ugl Metalmeccanici scende in piazza. Venerdì 26 giugno, dalle 9.30 alle 12, il Segretario Provinciale Metalmeccanici Gerardo Minotti, il Segretario Generale Enzo Valente e i rappresentanti sindacali, effettueranno un sit-in davanti la Prefettura di Frosinone per difendere il lavoro che il lockdown ha messo in ginocchio.

Al rappresentante del governo l'Ugl Metalmeccanici lancerà la richiesta di mettere in sicurezza i lavoratori a partire da una più celere erogazione degli ammortizzatori sociali, l'immediato blocco dei licenziamenti e fino alla fine del 2020, il prolungamento delle Naspi in scadenza affinché si evitino tagli occupazionali e la dismissione di interi stabilimenti produttivi.

Verrà sensibilizzata anche l’opinione pubblica attraverso un volantinaggio affinché la politica deve riprenda in mano la situazione e sostenere il comparto metalmeccanico e manifatturiero, già duramente provato dalla crisi economica ed occupazionale, e ulteriormente indebolito dalla pandemia. Le proiezioni del Centro Studi dell'Ugl nazionale stimano oltre un milione di posti di lavoro a rischio nei prossimi mesi se non si si interverrà con un forte shock economico-fiscale. L'Ugl ritiene indispensabile agire con determinazione sulle politiche di sviluppo industriale, intervenendo con la riduzione della pressione fiscale, il taglio del cuneo fiscale, ed il sostegno ai salari incentivando il rilancio del mercato interno:

«Il documento – spiegano Minotti e Valente – verrà consegnato alle autorità territoriali, perché è più che mai indispensabile un rilancio economico e sociale del lavoro in questa delicata fase congiunturale. Il settore metalmeccanico in provincia di Frosinone non gode affatto di buona salute.

Pensiamo a quanto accade alla Omron, all’Italtractor, ma anche alla Fca e l’intero indotto del cassinate oggi in ginocchio, se non interverrà con misure shock per imprese e lavoratori si rischia di mettere in discussione il futuro delle nostre generazioni future».

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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