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La Trincea, il diario dal 29 giugno al 1° luglio. sui rifiuti Mazzaroppi, il fantasma M5S e la solita oligarchia

LUNEDI' 29 GIUGNO

L’assemblea Saf in corso oggi pomeriggio al Fornaci Village ha visto un esiguo ma determinato fronte che si è schierato per una svolta nella gestione. Nessuno della governance ha neppure accennato alla vicenda dei rifiuti romani che, pure, resta centrale per l’impatto ambientale e per i conti della società. Così Libero Mazzaroppi, sindaco di Aquino, è stato tra i primi a chiedere «coraggio, fantasia, cambiamento. Invece non si vuole scontentare nessuno, si va avanti a mezze misure, si conserva il vecchio, a volte ridipinto da nuovo, si danno mance, sussidi, soluzioni temporanee. Come se il tempo fosse una medicina politica.

Non cresciamo perché siamo zavorrati dalla paura di cambiare le cose. Ma non solo in politica purtroppo. La Saf ha, da sempre, lo stesso modus operandi. Va avanti cercando di restare in vita senza evolversi finché non la politica, quella seria, la toglie dalle mani del potente di turno». «Voto no - ha scandito Mazzaroppi - perché non voglio che i rifiuti di Roma vengano assorbiti dai nostri figli e dai nostri nipoti». Critico anche il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani. Ma ci sono stati anche altri “no” alla gestione benedetta anche da Francesco De Angelis, intervenuto lo scorso week end con la sua sponsorizzazione della presidenza uscente.

Non ci stanno, al di là di Aquino e Frosinone, neanche Colle San Magno, Acuto e pure Fiuggi. I dubbi non mancano: sulla cosiddetta “Fabbrica di materiali” annunciata per il 2021: cosa farà la società partecipata dai Comuni della provincia, toglierà lavoro ai privati che operano da sempre nella differenziata? Invece sull’organico - dove il pubblico dovrebbe fare la sua parte - Saf pensa di mettere su una partnership con un privato: Saxa Gres. Approfondiremo domani

 

MARTEDI' 30 GIUGNO

Cinquestelle fantasma, scomparsi nel nulla quando ci sono cose che contano anche per loro, come acqua e rifiuti. Cacciatore, che aveva presentato un esposto sulla cava di Monte Carnevale con proprietà riconducibile alla Mad, va via oggi dal movimento. Aveva anche osato emendare il piano regionale rifiuti ipotizzando che Roma smaltisse i propri scarti sul proprio territorio metropolitano: “orrore” per l’accoppiata Zingaretti-Raggi.

A Frosinone resta ottimamente al suo posto l’organigramma stabilito da De Angelis e amici per la Saf, un po’ come per i consorzi industriali. Un po’ come per gli enti intermedi e per qualche Comune pesante. Se questa è più democrazia o oligarchia giudicate voi. Già, la Saf che chiude in perdita tre anni dopo... come tre anni fa. Che ha pure un reparto in meno (l’organico) e che rischia di scippare il lavoro ai privati che di differenziata si occupano da sempre. Quella Saf contro la quale il solo Mazzaroppi, sindaco di Aquino, ha pronunciato parole inequivocabili ed ha espresso due voti contrari. Tutti gli altri in vista (ad eccezione del noto Ottaviani e di un pugno di amministratori) acquattati, allineati, silenti. Bella figura, complimenti.

Sull’acqua la stessa lobby prepara l’accordo tra Acea ed Ato 5: il giro di giostra è sempre lo stesso. Insopportabile per chi deve pagare bollette dei rifiuti, idriche, o recarsi in ospedali dove tra poco non si può operare neppure in emergenza. Sempre del Santa Scolastica parliamo. Il centrodestra - complice del Pd - fa finta di litigare al proprio interno e ricorda i “tempi” del duetto Abbruzzese-De Angelis. Uffa che noia, che barba, uffa che barba che noia! Eppure è tutta roba in bolletta. Paghiamo noi, da troppo tempo.

 

MERCOLEDI' 1 LUGLIO

Per sovvertire la sentenza del Tar che ha annullato l’autorizzazione del V bacino, il Consiglio dei ministri tornerà domani ad occuparsi di Roccasecca, dietro pressione della Regione Lazio. Quando si tratta di stiparci di rifiuti c’è accanimento, quando c’è urgenza di dare servizi (sanitari) e infrastrutture, il sud del Lazio non esiste. Per il principio di giustizia ed il diritto alla salute dei residenti del Cassinate la partita è proibitiva, visto e considerato che tra Zingaretti e Conte la questione è solo politica e vola molto sopra le teste degli amministrati e perfino dei togati. Non è un racconto esaltante per uno stato di diritto che voglia essere annoverato tra le nazioni civili che lo sono. E’ una storia tipica di quei regimi che camuffano con la ragion di Stato le scelte più ipocrite ed anche stupide, perché destinate a ricadere sulle future generazioni.

Del resto siamo all’indomani di un’assemblea Saf in cui la governance - che vuole continuare a ricevere i rifiuti della capitale - è stata tranquillamente confermata ai suoi posti di comando. Con l’unico voto nettamente contrario di Mazzaroppi (sindaco di Aquino) e di un pugno di altri centri minori. Sacco (Roccasecca) s’è stufato e non s’è presentato. C’è da chiedersi che fine abbiano fatto gli altri oppositori alla monnezza capitale. C’è da prendere atto - tra Tav, Ato 5 e Saf - che Cassino è fedelissima all’asse Dem. Ma c’è davvero ancora la possibilità di far finta che sia normale schierarsi coi noti che vanno per la maggiore e brandeggiano il potere, dall’acqua di tutti alle bollette Tari? La domanda è: questa politica sorridente e ricca di prebende, capace di trovare lavoro a chi dice lei, è da considerarsi davvero ancora fedele alla Costituzione della Repubblica?

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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