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L'assessore comunale Barbara Alifuoco L'assessore comunale Barbara Alifuoco

Pd Cassino, l'assessore Alifuoco: l'elezione a sindaco di Salera resti punto di partenza per ricostruire il partito

Quello che manca oggi, è quel sentimento comune di ricostruzione e di riconoscimento di un principio ancora valido: soltanto all’interno di un gruppo, che non si deve avere paura di chiamare anche Partito, si può combattere per affermare quei diritti che stanno a cuore proprio a quel popolo, a quel Partito. 

Molti pensano che la parola sinistra, sia qualcosa di pericoloso da pronunciare, che possa essere più aggregante spostarsi al centro, che, addirittura, possa essere passato di moda parlarne, che si possa stare tutti insieme, allegramente, sotto un ombrello che io chiamerei, senza se e senza ma, qualunquismo puro. Io non lo penso; io penso che, anche per non tradire la natura di tanta gente che in quella sinistra vuole ancora riconoscersi, non bisogna avere paura di prendere posizione, anche estrema. E non bisogna mai dimenticare, che, con rinnovato approccio, il partito è ancora quell’organizzazione, quell’alveo in cui riconoscersi, sentirsi forte, per affrontare le battaglie che stanno a cuore alla gente, alla nostra città. Eppure si lascia fare a chi, non avverte il peso del proprio ruolo e affila le armi non per fare, ma per disfare. Se tanta energia la si utilizzasse per iniziare una battaglia culturale e cercare di puntare il dito contro chi non rispetta le regole, prima ancora che contro chi, tutti i giorni, lotta per farle rispettare quelle regole, già saremmo a buon punto. 

Senza andare a scomodare il centralismo democratico, che pure, se applicato, qualche beneficio lo apporterebbe, io penso che non sia in nessun modo sensato che, un Partito che si è stretto, senza se e senza ma intorno al nostro sindaco, Enzo Salera, oggi sia, in qualche piega, protagonista di beghe e chiacchiere che, seppur di dubbio livello, non sono del tutto innocue. La mia preoccupazione e la mia profonda amarezza nasce dalla consapevolezza che, da iscritta, tutto questo contribuisce ad allontanare la gente dalla politica, e che crei un danno alla collettività enorme. Vorrei che chiunque abbia la responsabilità all’interno di un gruppo politico, questa responsabilità la senta e sappia di essere in vetrina, prima di fare affermazioni destabilizzanti e, a volte, prive di significato. L’ho dichiarato mesi fa ad un giornale cassinate: se vogliamo ricostruire un partito, avvicinare le persone alla politica, dobbiamo farlo a partire dall’elezione a sindaco di Enzo Salera, colui che aveva messo insieme tante forze all’interno della città, dal mondo dell’associazionismo, al sindacato, alla scuola, all’Università, e tante altre energie presenti sul territorio ed aveva così, insieme al PD, parlato a quella gente che, stufa del mercato della politica, aveva ricominciato ad avvicinarsi a quell’arte nobile che, non dimentichiamolo mai, significa governare per i cittadini e con i cittadini. 

I confronti sono utili, servono, e penso che avere idee diverse non sia un delitto, ma credo che vadano utilizzate sedi e modalità opportune e credo che il populismo e il cavalcare temi che possano soltanto aizzare e contribuire a sfilacciare un tessuto sociale già abbastanza indebolito, sia da irresponsabili. Sono convinta che debba essere posto un freno a tutto questo,che non sia possibile fare finta di niente. 

Sebbene io abbia sempre avuto un solo credo in politica e sebbene abbia sempre pensato che l’unico freno agli “ismi” possa essere rappresentato soltanto dalla sinistra (che ha perso consensi negli anni proprio perché ha abbandonato le sue origini), sono iscritta da pochi mesi al Partito: l’ho fatto perché l’elezione a sindaco di Cassino di Enzo Salera mi ha avvicinato alla politica attiva, mi ha fatto sperare che si potesse pensare di innestare un corso nuovo nella nostra città, e lo penso ancora. L’attività destabilizzante messa in atto in qualche luogo non riconosciuto allontana, non avvicina, allontana soprattutto quella parte sana della città, quel voto di opinione che, come me, si è avvicinata alla politica riconoscendosi in Enzo Salera, l’unico, in questo momento sul nostro territorio, che oggi ha la forza per aggregare fuori e dentro al PD. Per questo penso sia logico che, ognuno nel proprio ruolo debba sentire una responsabilità “collettiva” non individuale, abbandonare le isterie personali e lottare, senza distruggere, ciò che va migliorato, perché senza dubbio, c’è tanto fa fare e migliorare. Ma non dimentichiamo che abbiamo di fronte una voragine chiamata “dissesto”, mezzo milione di euro in meno nelle casse per aver rinunciato ad incassare tributi a favore di chi è uscito dal COVID mal messo, personale risicato la cui gran parte ha l’occhio rivolto ai nipotini da portare al parco. Non cerchiamo scuse, ma la situazione reale è questa. Che ci piaccia o no. Governare è una cosa che, negli ultimi decenni, non ha fatto quasi più nessuno, in questo Paese. 

Resta fondamentale l’affermazione di un principio, che vale anche fuori dalla politica: avere la consapevolezza del proprio ruolo ed avvertire la responsabilità che ci si assume quando ci si mette ad un balcone e si comincia a gridare a più non posso qualsiasi cosa, pur di essere ascoltati. 

BARBARA ALIFUOCO

Assessore comunale di Cassino

 

PRECISAZIONE: Il testo dell'intervista che appare sull'edizione digitale di questa sera -lunedì 6 luglio 2020 - non appartiene all'assessore Alifuoco. Per problemi tecnici c'è stato uno scambio fra i testi destinati, in videoimpaginazione, all'apertura della coppia di pagine 6-7. Ce ne scusiamo con la diretta interessata e con i lettori de L'Inchiesta di Sera. Il direttore s.d.s.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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