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Il pubblico presente alla prima serata Il pubblico presente alla prima serata

Veroli, Galimberti impreziosisce la prima serata del Festival della Filosofia

«Ascoltiamo i giovani. E parliamo con loro. Li capiremmo più di quanto non li capiamo quando leggiamo o ascoltiamo le considerazioni di psicologi, sociologi, insegnanti, educatori che parlano di loro. I giovani che mi scrivono lo vogliono il futuro. E l’argomento che adducono è che, se non altro per ragioni biologiche, il futuro è comunque loro».

Questo il forte messaggio lanciato dal filosofo Umberto Galimberti a Veroli, nella prima serata con la quale ieri sera venerdì 16 luglio si è aperta la prima edizione del Festival della Filosofia di Veroli.

In due piazze gremitissime, quella di Santa Maria Salome dove Galimberti dal vivo ha tenuto la lectio magistralis  su “Il disagio giovanile nell’età del nichilismo” e quella adiacente dell’Orto del Vescovo con le immagini che scorrevano su un maxi schermo, l’illustre filosofo ha catalizzato l’attenzione del numeroso pubblico su tematiche molto attuali quali l’adolescenza, il ruolo educativo dei genitori, quello degli insegnanti della scuola primaria e docenti delle scuole superiori, per toccare problematiche di carattere sociale molto impegnative come quella dei migranti.

Tra le problematiche connesse al mondo giovanile, Galimberti ha approfondito quella sull’educazione  evidenziando che «è una cosa assai diversa e molto più seria dell’alfabetizzazione informatica. La scuola, e quindi il futuro della società, sono troppo importanti per essere affidati ai fanatici delle neotecnologie, ai fabbricanti di computer e di software e agli esperti di marketing. Non possiamo rinunciare all’uso di questi mezzi perché equivarrebbe a una sorta di esclusione sociale e questo la dice lunga sulla nostra libertà di far uso o meno dei mezzi informatici. E di questo dovrebbe rendersi conto anche la scuola, che oggi ha a che fare con ragazzi che sanno cose, dalle più elementari alle più complesse, non per averle lette da qualche parte, ma per averle viste in televisione, al cinema o sullo schermo di un computer o di un telefonino, oppure sentite alla radio o da due cuffie applicate alle orecchie e collegate a un iPad.  I giovani chiedono insegnanti motivati e carismatici, perché si impara per fascinazione».

Consensi, dunque, per l’organizzazione dell’evento che il Comune di Veroli, con il contributo della Regione Lazio ed il patrocinio della Provincia di Frosinone, ha lanciato con coraggio ed attenzione sul distanziamento sociale attraverso l’adozione di un protocollo di sicurezza condiviso con la Asl di Frosinone “Veroli Sicuramente”.

«Il successo di questa prima serata – ha detto il sindaco, Simone Cretaro – è la straordinaria partecipazione del pubblico e che, quindi, ci sprona a continuare ad investire in Cultura quale mezzo fondamentale per valorizzare l’indubbio patrimonio artistico e paesaggistico della nostra città».

«E’ stato davvero straordinario vedere tante persone ascoltare una lezione di filosofia e di vita – ha detto Francesca Cerquozzi, Consigliera delegata alla Cultura – tangibile dimostrazione che abbiamo bisogno di momenti di riflessione e di confronto sulle grandi tematiche che la modernità ci mette di fronte. E Veroli, città d’arte, di storia, di fede, di cultura, può diventare anche città della Filosofia».

Una serata d’apertura di successo, andata al di là delle pur rosee aspettative, che lancia il programma del Festival della Filosofia di Veroli 2020 verso le serate della prossima settimana. «Appuntamenti altrettanto importanti – ha detto Fabrizio Vona, direttore artistico del festival – che ci porteranno ad approfondire argomenti rilevanti grazie al contributo di ospiti del calibro, in ordine di serate, di Antonio Cecere, Gabriele Lavia, Claudio Martelli, Bruno Montanari e Giovanni Magrì, Paolo Quintili e, per finire, Emma Bonino. L’attenzione del numeroso pubblico che ha seguito il prof Galimberti, dimostra la crescente domanda di tali appuntamenti da parte delle persone appartenenti a tutti i ceti sociali».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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