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Alessandro Nesta a Crotone (foto da Frosinonecalciomagazine.com) Alessandro Nesta a Crotone (foto da Frosinonecalciomagazine.com)

Frosinone, una crisi infinita: col Pisa sarà dentro o fuori

Una nuova sconfitta. L’ennesima di una crisi infinita e inspiegabile. Il Frosinone ha fatto ritorno a mani vuote all’ombra del Campanile dalla trasferta di Crotone. E’ il secondo ko consecutivo incassato per mano di una squadra che non aveva più nulla da chiedere al proprio campionato. Obiettivo Serie A già raggiunto per i pitagorici. Eppure, proprio come accaduto con il Benevento, sembravano loro a possedere maggior motivazioni nonostante l’altissima posta in palio in chiave canarina. A decidere l’incontro il gol siglato nella ripresa da Gomelt. Nel mezzo, tanta imprecisione e davvero poche trame di gioco degne di nota. Specie per la banda Nesta che è scivolata addirittura all’ottavo posto in classifica e che venerdì affronterà in un vero e proprio spareggio playoff il Pisa al “Benito Stirpe” nell’ultimo episodio di questa triste regular season. Una squadra apparsa svuotata e priva di quel necessario mordente per andare a strappare un risultato positivo. 

I numeri - 
I numeri sono eloquenti. Partendo dai dati macro, continua ad emergere la fragilità dei Ciociari. Peggio, in termini di rendimento, ha fatto solo il Livorno in questo post lockdown. Ma includendo anche le due partite precedenti allo stop, il bilancio si aggrava. Su undici gare, sono giunte sei sconfitte, una vittoria e quattro pareggi. Sette punti conseguiti su un totale di trentatré a disposizione. Ritmo retrocessione. Andamento lento che ha portato i canarini fuori dalla corsa alla promozione diretta. E che, adesso, li sta vedendo scendere clamorosamente dal treno playoff. Come non aggiungere alle statistiche evidenziate, anche le diciotto marcature incassate e le nove realizzate. Sempre tenendo conto delle complessive undici sfide in questione. 

Tecnica, qualità e idee: dove siete?
Sul piano tecnico c’è poco da dire. Il gioco non ha mai brillato dalle parti di viale Olimpia. Quelle sei vittorie di fila arrivate tra gennaio e febbraio, cinque delle quali ottenute per 1-0, e annessa clean sheet di Bardi, hanno ingannato. Del resto, una squadra che fa della difesa il suo principale punto di forza e che non vive di idee ma più di guizzi estemporanei dei singoli, non può andare lontano. Specie in un calcio propositivo come quello attuale. Contro il Crotone, rispetto all’uscita col Benevento, si è visto un atteggiamento più remissivo. Baricentro basso e tutti schiacciati nella propria metà campo. I calabresi, però, con la qualità sono usciti fuori quasi sempre mediante un palleggio efficace e corale. Intercambiabilità degli interpreti nella zona nevralgica, dialoghi continui tra attaccanti e mezzali con ricerca sia dell’ampiezza che della verticalità. Aspetti chiari di un modo pensante di fare calcio che è mancato ai ciociari sin da inizio stagione, nonostante il vento del cambiamento sbandierato dalla società in conferenza durante la presentazione di Alessandro Nesta a giugno 2019. Parole poi non supportate dai fatti in sede di mercato. Progetti di mutazione tattica mai concretizzatisi sul rettangolo verde. Anche perché, senza materia prima, tutto diventa complicato. Ed ora venerdì contro il Pisa sarà sfida da dentro o fuori. 

Roberto De Luca

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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