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Castillo con la maglia del Pisa Castillo con la maglia del Pisa

Frosinone-Pisa, il doppio ex Castillo a "L'inchiesta": «Match da tripla»

«Sarà una partita per cuori forti, aperta ad ogni tipo di risultato. In casi come questi a contare è soprattutto il coraggio». Firmato José Ignacio Castillo. “Nacho”, volendo affidarci al nome attraverso cui è noto nell’ambiente calcistico. Ci risponde via telefono direttamente da Tandil, città situata nella provincia di Buenos Aires. Sua terra natia, l’Argentina sta vivendo in questi giorni la fase più acuta del coronavirus. «È un momento certamente complicato. Qui, nella zona in cui mi trovo io –ha raccontato alla nostra redazione- non c’è una grande diffusione dei contagi. Diversa la situazione, invece, a Buenos Aires. Tutti sappiamo quanto sia difficile la lotta contro questo nemico ma ce la faremo». Parole di speranza, pronunciate durante un cooling break nel mezzo della solita corsa pomeridiana tenuta. Perché tenersi in forma è sempre prioritario. Pandemia che, ovviamente, non sta distogliendo l’ex attaccante dalla sua più grande passione: il calcio. Ed in veste di giocatore che ha militato in entrambe le squadre oltre a Fiorentina, Bari e tante altre, seguirà con grande interesse la sfida di questa sera tra Frosinone e Pisa. In palio l’accesso ai playoff: «Il fattore psicologico, unito a cuore e coraggio, rivestirà un ruolo determinante. Senza queste componenti non si va da nessuna parte». L’esperienza dei Ciociari, abituati a calcare il rettangolo verde in occasioni dal notevole peso, potrebbe aiutare: «Nella gestione dei vari momenti di una gara, l’esperienza diventa essenziale. E’ come se riuscisse a trascinarti, spingendoti anche oltre le tue possibilità». Questione di lettura delle situazioni di campo, comprensibilmente influenzata dalla contingenza dell’attualità: «Lo si vede anche nei match di Serie A. Le squadre non hanno gamba per sostenere oltre 90’. Le temperature alte, confronti in programma ogni tre giorni, impossibilità di allenarsi con efficacia e l’assenza del pubblico sugli spalti. Ecco, sono solo alcuni dei fattori più rilevanti che stanno determinando gli esiti degli incontri. Escono fuori risultati strani, inattesi alla vigilia. Ma per stasera mi resta difficile immaginare ad una presenza massiccia di elementi del genere». E’ come se si azzerasse tutto: «Il percorso precedente, per quanto importante, si annulla. Contano solo quei 90’». 

Il crollo del Frosinone -
Sorprende, però, il calo di rendimento avuto dai canarini di Alessandro Nesta. Dalla lotta per la promozione diretta al rischio di scendere dal treno spareggi: «Se guardo la classifica –ha ammesso “Nacho” Castillo- resto stupito. Parliamo di una squadra costruita per lottare al vertice. Il discorso lockdown non è casuale perché la flessione c’è stata proprio nel momento della ripartenza. Non so se è una questione fisica o altro. Detto ciò, anche io faccio l’allenatore e non me la sento di giudicare il lavoro di un grande ex campione come Alessandro Nesta. Sarà la società a farlo a tempo debito». La certezza è che, al netto di quanto si possa dire e pensare, il futuro è ancora tutto da scrivere. «Se il Frosinone vince, va ai playoff e poi lì cambia tutto. Ripeto, è in queste occasioni che devono venir fuori l’esperienza e la mentalità. Se bisogna lottare, occorre farlo fino alla fine». 

Alessandro Nesta (foto Grillotti da Frosinonecalcio.com)
Alessandro Nesta (foto Grillotti da Frosinonecalcio.com)

L’entusiasmo del Pisa -
A Pisa, invece, a regnare è l’entusiasmo. Le immagini dei tifosi nerazzurri che scortano la banda D’Angelo sono arrivate anche lì in Sud America. «Avendo giocato in Toscana, posso dire –ha sottolineato l’ex attaccante- che lì c’è un tifo eccezionale. E quelle immagini lo dimostrano. La città è molto attaccata alla squadra. I genitori cercano di trasmettere questo amore viscerale per il Pisa ai propri figli. Nonostante sia stato soltanto un anno lì, ammetto che quell’ambiente mi è rimasto dentro. Si tifa solo per il Pisa e la passione per quella maglia non cambierà mai. Anche a distanza si percepisce la convinzione, in questo momento, di tentare il colpaccio a Frosinone». 

L'allenatore del Pisa, Luca D'Angelo
L'allenatore del Pisa, Luca D'Angelo

I ricordi Ciociari con la famiglia Stirpe -
Curioso vedere come il destino abbia fatto incrociare questi due team, imminenti avversari sul campo in uno scontro vibrante, nella carriera di Nacho Castillo. Prima l’arrivo all’ombra del Campanile nella stagione 2006-07. Il primo storico anno in cadetteria: «Ringrazierò per sempre il Frosinone perché mi ha dato la possibilità di arrivare in B per la prima volta nella mia carriera. Ho un bellissimo ricordo di mister Iaconi, una persona perbene e sincera. Come non rimarcare anche qui i tifosi. Calore e sostegno costante alla squadra. Al “Matusa” chiunque andava in difficoltà». Un progetto che, pian piano, è cresciuto in maniera esponenziale. «Merito –le parole dell’argentino- della famiglia Stirpe. Ricordo un’immagine stupenda che ha accompagnato il percorso Ciociaro: Benito e Maurizio Stirpe insieme, padre e figlio sempre vicini a noi. Ci seguivano con una passione incredibile. Dentro di me pensavo convintamente che questa società sarebbe diventata grande grazie alla mentalità della famiglia Stirpe». 

L’approdo in Toscana -
30 presenze e 5 gol messi a segno non bastano per la riconferma all’ombra del Campanile. Ecco che, dunque, approda in Toscana. Col Pisa è subito amore. Esordio da urlo con doppietta rifilata al Bari. Segna 21 reti durante la regular season, stabilendo il record di marcature segnate da un giocatore del club in Serie B. A detenere il primato in precedenza era Lamberto Piovanelli. «La fiducia è stata fondamentale. I numeri di Piovanelli, un mito per il tifo nerazzurro, nessuno può cancellarli. Neanche il mio record. Ma questi dati mi riempiono di orgoglio». 

Gli obiettivi personali futuri -
L’auspicio per il futuro è uno: «Mi piacerebbe tornare in Italia. Fino all’anno scorso ho allenato la Primavera del Santamarina ma voglio raggiungere di nuovo quel paese che tanto mi ha dato. Anche perché mio figlio è un giovane calciatore e fargli sostenere qualche provino rientra nei miei pensieri». Nel frattempo, tra poche ore osserverà da vicino il big match dello “Stirpe”. «Che vinca il migliore». 

Roberto De Luca

DA "L'INCHIESTA-QUOTIDIANO DI SERA"

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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