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Non si può andare in Paradiso. A dispetto dei Santi

I parroci fanno una richiesta al sindaco, la giunta approva una delibera, la delibera viene annullata. Il sindaco telefona al vescovo. Il sindaco scrive ai parroci. I parroci rispondono al sindaco. E poi riscrivono ancora. Sembra la filastrocca di Branduardi, invece è quanto accaduto in queste settimane, giorni ed ultime ore nella nostra città, nella diocesi che risponde al nome di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo. E dove una moltitudine di voci si sono levate più in alto che potevano. Esacerbando oltre ogni limite gli animi per una vicenda, quella di elevare Cassino a ‘Civitas Mariae’ che già di per sé era confusa come non mai.

Quanto più ci si prefiggeva di fare chiarezza, tanto più si confondevano le acque. E si infittivano i misteri. Della fede, della parola e della comunicazione. Andare uniti alla meta. Poi separati. Comune da una parte, parrocchie dall'altra. Con una Bolla. E poi senza, aspettando tempi migliori. A pochi giorni dall’Incoronazione, prevale la linea dell’attendismo della chiesa diocesana. I parroci, con quello che definiscono «un atto di saggezza» che «offrendo un percorso di riflessione e di approfondimento sul ricco ed  articolato  patrimonio spirituale  che  la  caratterizza, perché nulla e nessuno sia escluso, ma ogni elemento sia valorizzato per la crescita e la  promozione  personale e comunitaria» si ritirano dall’agone che ha visto contrapposti, giocoforza, Madonna dell’Assunta e San Benedetto per anticipare che «saranno maturi i modi e i tempi per un Atto pubblico di riconoscimento della Città mariana». 
Tradotto: facciamo dietrofront. Ma non ci arrendiamo mica.

Ecco il testo integrale della lettera che oggi viene letta in tutte le chiese dai parroci durante le celebrazioni eucaristiche:

“Sopra tutte queste cose rivestitevi della carità” (Col 3,14). Consapevoli che “bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini” (Atti 5,29), desideriamo che il bene supremo della pace e della concordia resti il principio e la regola dell’ordinamento sociale e della comunione ecclesiale. Rivestiti di tale responsabilità, confermiamo e desideriamo accrescere la centralità delle comunità parrocchiali nel tessuto civile e religioso di Cassino. La piena autonomia della vita pastorale della Città è illuminata dalla comunione sacramentale con il proprio Pastore, il Vescovo, in obbedienza docile e filiale alla volontà della Chiesa. Pertanto, desideriamo guardare con fiducia e serenità al futuro della nostra Città offrendo un percorso di riflessione e di approfondimento sul ricco ed articolato patrimonio spirituale che la caratterizza, perché nulla e nessuno sia escluso, ma ogni elemento sia valorizzato per la crescita e la promozione personale e comunitaria. Tale processo di discernimento condurrà senza dubbio a pensieri concordi e unanimi che rendano pubblica ragione anche della radicata fede e devozione nei riguardi della Vergine Maria Assunta in cielo. Saranno maturi i modi e i tempi per un Atto pubblico di riconoscimento della Città mariana. Il nostro è un atto di saggezza, non certo di mancata considerazione del desiderio e delle aspettative della gran parte del popolo cassinate. A tutti voi carissimi fedeli, devoti della Vergine Assunta, chiediamo comprensione, carità e perdono verso chiunque abbia offeso o offuscato i sentimenti sinceri della devozione popolare. Ce lo chiede la Madonna Assunta nel nome del suo Figlio, e a Lei noi rispondiamo con la nostra autentica e filiale obbedienza. Così vivono i cristiani! La vostra straordinaria partecipazione al solenne Rito di Incoronazione del 14 agosto prossimo manifesterà ancora una volta e per sempre il secolare affetto filiale e grato di tutti verso la Vergine Maria. Diremo grazie alla Madonna con il solenne Atto di affidamento per la sua protezione, sperimentata anche in tempi recentissimi nella dura prova della pandemia. L’Incoronazione del sacro e venerato simulacro dell’Assunta porterà a compimento ogni nostro anelito verso di Lei. Prevalga ora il buon senso da parte di tutti, perché l’intera comunità rafforzi il suo cammino di coesione, di cui tutti noi, pastori e fedeli, vogliamo essere costruttori.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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