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La dottoressa Ilaria Quattrociocche La dottoressa Ilaria Quattrociocche

Covid-19 e distorsioni cognitive. La scienza, le convinzioni granitiche, i no-Vax

Dalle notizie delle ultime ore emerge una crescita dei casi Covid-19. La curva sale, non molto lentamente e in modo costante. E può bastare davvero poco per ripiombare nell’emergenza, in base ad una dichiarazione di Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Oms distaccato a Roma per seguire da vicino i fatti italiani. Sono stata contattata da una cara lettrice che mi ha chiesto cosa ne penso di un eventuale vaccino per il Covid-19. Possiamo tentare insieme di esaminare alcuni fatti, dati alla mano, e cercare di trovare una possibile interpretazione psicologica ai comportamenti che si attuano anche in situazioni come questa.

Pochi giorni fa si leggeva su “http//quifinanza.it” che proprio alle porte di Roma è stato sviluppato un vaccino anti-covid e che questo verrà testato nelle prossime settimane su 90 volontari (in poco più di  24 ore sono arrivate oltre 4 mila candidature) così da poterne valutare gli effetti (ed eventuali effetti collaterali). Ma insieme al timore di un nuovo lockdown, mentre il virus riconquista spazi che sembravano perduti, riemergono anche, specialmente sui mezzi di comunicazione di massa, informazioni cariche di contenuti ed ideazioni complottiste, alcune delle quali strutturate al punto da creare comportamenti e movimenti oppositivi  come i NO-VAX.

Ad aprile c’era stato il caso di un vicesindaco che metteva in guardia sui pericoli di un eventuale vaccino, a detta del quale verrebbero utilizzati farmaci "per farci diventare degli zombie”, poi c’è chi accusa il 5G di essere la causa della pandemia, fino alla teoria della creazione in laboratorio del Covid-19. Il termine NO-VAX , in italiano “antivaccinismo” indica la posizione di coloro che sono contrari alla somministrazione dei vaccini, assumendo in tal modo una posizione contraria all'indirizzo consolidato nella comunità scientifica che invece ne sottolinea l'efficacia e sicurezza.

I movimenti No-VAX negli ultimi decenni si sono consolidati perché si è verificato un aumento dell'incidenza di alcune malattie nel mondo e molti programmi di educazione ed informazione scientifica, basati appunto sull’evidenza scientifica di centinaia di ricerche, sembrano essere stati deficitari, e lo sono tutt’ora. Questo aspetto potrebbe far pensare che agli aderenti ai movimenti antivaccinisti manchi la capacità di comprendere o addirittura di voler comprendere. E può accadere molto spesso anche che, nonostante gli interventi che scardinano senza ombra di dubbio i miti e le leggende antiscientifiche relative ai vaccini, più si spiega, più si informa, più si mostrano meta-analisi o studi longitudinali, più il movimento No-VAX si arrocca e rinforza le sue idee che in taluni casi si potrebbero definire “simil-deliranti". Anche il parere scientifico di esperti mondiali sull’argomento vaccino non basta, non serve e viene deriso (http://www.psychiatryonline.it). 

Come mai accade questo? Quali potrebbero essere i fattori psicologici che conducono le persone anti-vacciniste a rifiutare categoricamente il consenso scientifico internazionale sulla vaccinazione? Un articolo della American Psychological Association (APA), una delle più grandi e famose organizzazioni psicologiche e scientifiche mondiali nel 2018 ha pubblicato un articolo interessante dove espone la ricerca del Dr. Hornsey e colleghi della Università di Queensland. Obiettivo della ricerca era comprendere l’atteggiamento e il pensiero delle persone verso le vaccinazioni. Hanno indagato la loro credenza nelle teorie cospirative, reattanza (la tendenza delle persone ad avere una bassa tolleranza verso chi secondo loro limita la loro libertà), la sensibilità al disgusto verso il sangue e gli aghi e sulle credenze delle persone su come la società possa controllarli. 

La posizione fortemente anti-vaccinista si è dimostrata più alta tanto quanto erano più alti i pensieri conspirazionistici, con un’alta reattanza, e con un alto disgusto per sangue ed aghi. Con questo dato si potrebbe ipotizzare che l’informazione scientifica non riesca a scardinare le convinzioni deliranti perché sono radicate nella personalità dell’individuo, con caratteristiche probabilmente di ideazione paranoide e persecuzione.

Un’altra dinamica psicologica che si potrebbe rilevare nel gruppo dei NO-VAX è l’effetto Dunning-Kruger. L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva (ovvero un errore di pensiero che causa una sofferenza emotiva) a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità, autovalutandosi e sopravvalutandosi, a torto degli esperti in quel campo. Per capire meglio, domanda a bruciapelo: tu che leggi ora, ti consideri un guidatore nella media o sopra la media? Secondo uno studio del 2013 il 93% delle persone è convinto di avere abilità di guida sopra la media (mentre il restante 7% non ha la patente). Questa tendenza a sopravvalutare le proprie capacità non riguarda soltanto i guidatori di auto e oggi la ritroviamo in molti altri ambiti, come quello oggetto di questo articolo.

Questa distorsione viene attribuita all'incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori. Sebbene i benefici e la sicurezza dei vaccini siano ampiamente riconosciuti dalla medicina mondiale, ci possono essere persone che credono di poter discutere “alla pari” con medici specializzati in immunologia opponendo alla conoscenza dell’esperto le proprie nozioni apprese navigando in rete. Con l’avvento di Internet, infatti, milioni di persone hanno avuto accesso istantaneo ad un bacino di informazioni pressoché illimitato (ma sono informazioni, non conoscenza!).

Ulteriori ricerche, in merito alla valutazione di quanto alcune persone aderenti al movimento NO-VAX si sentissero preparate su vaccini (Dr. Matthew Mottaa e colleghi dell’Università della Pennsylvania), dimostrano come la presenza di eccessiva sicurezza è massima tra quelli con i più bassi livelli di conoscenza sulle cause delle patologie e quelli con alti livelli di disinformazione scientifica. Un altro elemento interessante è che i livelli bassi di conoscenza oggettivi sugli argomenti erano correlati a idee complottiste spesso acquisite tramite mass-media. Particolari caratteristiche di personalità e l’effetto Dunning-Kruger possono aiutarci a comprendere, con nuove chiavi di lettura, la grande opposizione pubblica verso le politiche di vaccinazione. 

Percorsi di consapevolezza di sé, di scoperta del proprio essere nel mondo e di come strutturiamo le nostre credenze potrebbero ridurre queste distorsioni cognitive per aprirci a nuovi scenari, consentendo alle nostre menti di essere più accoglienti rispetto ai saperi ed alle conoscenze che non ci appartengono. 

Sarò  lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse e per tale motivo Vi lascio qui il mio personale indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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