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L'assessore Tagliaferri di fronte al muretto contestato L'assessore Tagliaferri di fronte al muretto contestato

«Demoliamo il muro. Basta con i privati che dettano legge»

FROSINONE - Un muretto di pochi centimetri da abbattere che diventa emblema della lotta per far prevalere l’interesse pubblico sul privato in una città in cui questo non è sempre avvenuto. Così ieri l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Tagliaferri ha convocato in pochi minuti una conferenza stampa lampo in via De Matthaeis, davanti all’omonima scuola, per porre sotto i riflettori un “caso” con il quale punta a lanciare un messaggio di rottura con il passato. «Da qualche giorno, con lavori in economia, facendo leva sulle cooperative che prestano servizio per il Comune, stiamo procedendo alla sistemazione degli indecenti marciapiedi di via De Matthaeis - dice l’assessore Tagliaferri - Ma ci siamo accorti che proprio a pochi passi dall’entrata della scuola si trova un muretto che invade il marciapiede e non permette il passaggio pedonale, costituendo una vera barriera per i disabili. La presenza della scuola rende ancora più grave la situazione, visto che i ragazzi per passare devono scendere dal marciapiede e andare sulla carreggiata». Il muretto in questione è il prolungamento di quello che divide la scuola da una proprietà su cui campeggia la targa della Autoservizi Zeppieri Spa. L’assessore ha spiegato di aver contattato i privati senza ricevere la collaborazione richiesta. «Ho chiesto di demolire questo piccolo pezzo di muro per permettere il passaggio dei pedoni, ma non ho ricevuto collaborazione  - ha detto Tagliaferri - I privati in questa città hanno sempre rivendicato e preteso i loro diritti di fronte alla Pubblica amministrazione e poi quando si chiede loro di collaborare a favore della collettività questo non avviene. Magari per fare questo muretto i privati avevano anche i loro diritti e le loro ragioni, ma esiste sempre il buon senso. Se il privato in questione non verrà incontro ai bisogni della collettività, con la procedura della pubblica utilità il muretto lo demolirà il Comune». Una demolizione dal sapore simbolico,  al di là del caso particolare, come ha sottolineato proprio l’assessore. «Dispiace arrivare alle contrapposizioni - dice Tagliaferri - Un’azione del genere può essere un simbolo. Rompiamo gli schemi rispetto a dinamiche per cui spesso i privati hanno dettato legge in città». E proprio facendo riferimento alla superitorità degli interessi pubblici rispetto a quelli privati, l’assessore si è rivolto al vicino parcheggio di un palazzo sotto il quale si trovano i resti delle Terme Romane, con il nullaosta della Soprintendenza. «Qui a Frosinone abbiamo anche le Terme Romane seppellite sotto un parcheggio. Mi sono battuto quando ero Consigliere, lo farò anche da assessore. Le Terme vanno riscoperte». Da L'Inchiesta oggi in edicola

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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