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Il candidato alle primarie Paolo Renzi Il candidato alle primarie Paolo Renzi

Paolo Renzi ospite della nostra rubrica "Pontecorvo che vorrei"

PONTECORVO - Oggi è Paolo Renzi il protagonista della nostra rubrica “Pontecorvo che vorrei”. Un uomo che in questo momento è al centro dell’attenzione, dato che è tra i candidati alle primarie del Pd ed è un politico di lungo corso che vanta nel passato l’esperienza di amministratore comunale, di consigliere regionale e vari incarichi professionali di spessore. Così, in vista di questa nuova sfida politica, e dimostrando profonda conoscenza del territorio e di Pontecorvo, ci ha onorato della sua partecipazione: «Conosco molto bene lo stampo di questa rubrica ma mi piacerebbe andare fuori traccia. Infatti, benché capisca l’importanza di alcune strutture o servizi che oggi si dovrebbero migliorare nella città, credo che abbiamo bisogno di qualcosa in più: puntare al futturo e così, valorizzare Pontecorvo nel tempo. Per quanto sia essenziale la riapertura di via Lungo Liri o incrementare i servizi della Casa della Salute sono convinto che affrontare questi punti sia solo mettere delle toppe in un paese che deve essere rilanciato dal basso. Perciò credo che al primo posto in assoluto, nella mia “Pontecorvo che vorrei”, ci deve essere il dialogo continuo con la cittadinanza e ancor di più con la cittadinanza attiva. Sono loro a dover segnalare o consigliare agli amministratori in carica i problemi del paese, senza rivolgersi al politico di turno, ma instaurando un confronto continuo rivolto al bene comune. Solo tramite la condivisione di intenti si potrà portare avanti un vero programma di tutela per la cittadinanza, che provenga proprio da loro, di spessore il percorso di Agorà. Anche le primarie della società, e non del Pd come molti pensano, ne sono un esempio. La mia candidatura non è nella visione di una falsa campagna elettorale, ma è l’intenzione di fare veramente una politica rivolto al futuro per i nostri figli. Come farlo? E’ necessaria la programmazione, che è il miosecondo punto. E’ ora di dire basta a interventi fatti sotto richiesta. Che sia il camion della spazzatura che perde percolato, o la viabilità, si deve creare un programma affinché tutto ciò che c’è in paese sia controllato e migliorato periodicamente. Al terzo posto la  partecipazione ai finanziamenti pubblici. Per farlo c’è bisogno di competenza e di obiettivi a lungo termine. In questo potrebbero partecipare persone che a titolo gratuito mettano a disposizione la loro professionalità. Al xquarto posto, credo che si debba fare uno studio particolare del territorio. Cioè, conoscere bene le potenzialità di ciò che abbiamo, come Carnevale, l’apparizione di San Giovanni, e pianificare bene come rilanciare queste “perle” del paese. Perché è proprio il territorio, con tradizioni, usi, costumi e storia, lo strumento principale per rilanciare Pontecorvo. E così l’economia con il turismo, la cultura, l’occupazione, tutti settori collegati, anche stringendo una cooperazione con i paesi limitrofi. Spesso ci si dimentica la centralità della nostra posizione e le potenzialità che da essa derivino. Al quinto posto, riportare “in auge” la centralità degli uffici pubblici. Partendo dai servizi sanitari, quali la Casa della Salute una struttura che può puntare all’eccellenza, fino agli uffici comunali che devono tornare ad essere un punto di riferimento per il cittadino. Le nostre risorse, con l’aiuto di finanziamenti esterni, hanno un potenziale mai stato calcolato. Ed è proprio questo che si deve iniziare a fare, non continuare a mettere toppe sulle perdite».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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