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Archeologia e cemento vicino alla Villa, comitati e cittadini pronti a invadere il Consiglio Archeologia e cemento vicino alla Villa, comitati e cittadini pronti a invadere il Consiglio

Archeologia e cemento vicino alla Villa, comitati e cittadini pronti a invadere il Consiglio

FROSINONE - «Ancora una volta ci troviamo dinanzi all’esatto contrario di quanto promesso ai propri elettori, i quali non comprendono come conciliare frasi come: “lo sviluppo della città non può prescindere dal rispetto dei valori culturali, storici e naturali” con la “distruzione” di un immenso (e ancora non completamente esplorato) patrimonio storico-archeologico a favore delle solite logiche “speculative”». Così Antiqua, Osservatorio Peppino Impastato, Blog Aut, Oltre l’Occidente, Aipa, Frosinone Bella e Brutta, Cobas prendono nettamente posizione rispetto alle scelte dell’amministrazione Ottaviani in campo urbanistico. La rabbia delle associazioni si concentra in particolare su un punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, la convenzione fra Comune e privato per l’edificazione nell’area attigua alla Villa comunale.

I ritrovamenti archeologici nella zona e la lotta delle associazioni

Nella zona, nell’ultimo quindicennio, sono emersi fra il 2000 e il 2007 un basolato romano e le Terme Romane. Patrimonio invisibile ai cittadini di Frosinone in quanto la Soprintendenza archeologica, in attesa dei fondi per la valorizzazione del sito delle Terme Romane, ha autorizzato la realizzazione di un parcheggio a raso sui resti. Dopo 8 anni il momento fatidico della riscoperta non è arrivato. Nel frattempo durante l’amministrazione Marini si è scatenata una lotta da parte delle associazioni frusinati per chiedere la tutela delle Terme (e si è arrivati così all’apposizione del vincolo archeologico indiretto da parte della Soprintendenza). Nello stesso momento le associazioni hanno lottato  contro la costruzione su un terreno di proprietà della Nuova Immobiliare,  adiacente a quello del ritrovamento delle Terme. Nel terreno della società privata, nel 2011, dopo gli scavi della Soprintendenza archeologica, è stato rinvenuto un antico villaggio, testimonianza di un insediamento di epoca arcaica. Tuttavia gli enti di tutela hanno, con alcune prescrizioni, autorizzato dal punto di vista archeologico e paesaggistico la costruzione del complesso “I Portici” da 35mila metri cubi fra residenziale e commerciale da parte della Nuova Immobiliare. Le associazioni , con una delibera popolare approvata all’unanimità in Consiglio nel 2011, hanno ribadito un concetto: per loro quell’area va destinata a parco archeologico da collegare alla Villa comunale e a tutte le zone adiacenti oggetto degli altri ritrovamenti (fra cui le Terme).  Un anno fa, a giugno, il sindaco Ottaviani specificava che «a seguito dell’approfondimento dell’autorità di tutela è arrivato il nullaosta all’intervento. Per la legge quella è un’area edificabile». Intanto  le associazioni hanno continuato invano a sollevare dubbi, come quelli su una fascia di terreno mai indagata. Proprio all’inizio della proprietà della società che vuole costruire, al confine con il parcheggio dove sono seppellite le Terme Romane la Soprintendenza ha apposto un vincolo indiretto. Un tipo di vincolo che in sostanza crea una fascia di rispetto attorno al bene da tutelare (le Terme Romane) e nella quale non è possibile costruire. Infatti nel progetto de “I Portici” proprio per la presenza del vincolo indiretto non erano previste costruzioni in quel punto. Ma da tempo le associazioni si chiedono perchè quell’area nel terreno della Nuova Immobiliare non sia stata indagata, sostenendo che se in quell’area fossero ritrovate delle strutture collegate all’impianto termale il vincolo si estenderebbe ulteriormente. Dopo i nullaosta archeologico e paesaggistico sulla costruzione l’anno scorso le associazioni avevano poi inviato al Comune delle osservazioni rispetto a quelle che ritengono delle criticità dell’iter autorizzatorio dell’intervento. Ma non hanno ancora ricevuto risposte del Comune.    

Le grane urbanistiche del Comune e le scelte dell'amministrazione Ottaviani contestate

Proprio a fine 2014, però, il Tar ha bocciato lo strumento urbanistico attraverso il quale si sarebbe arrivati, tra le altre, all’edificazione de I Portici. Per il permesso a costruire si attendeva infatti solo il versamento degli oneri concessori.   Invece il Tar ha bocciato la variante all’articolo 18 delle Norme Tecniche di attuazione del Prg per l’edificazione diretta proprio in zona B. In base a quella sentenza per costruire sarebbe stato necessario dunque approvare un piano particolareggiato. A quel punto l’amministrazione Ottaviani ha trovato un altro strumento urbanistico per autorizzare l’edificazione in questione e altre in zona B, dopo le modifiche introdotte dallo Sblocca Italia. Le associazioni oggi sottolineano che  «l’Amministrazione Ottaviani tenta la strada del “Permesso di Costruire Convenzionato ex art. 28 bis” – introdotto dalle recenti modifiche al TU per l’Edilizia – per consentire di edificare 35 mila metri cubi di cemento». In questo modo  secondo le associazioni si “seppellirebbero” «le speranze di tanti cittadini di rilancio della identità e della cultura di questo territorio.  Al prossimo Consiglio Comunale - aggiungono le associazioni -  ancora una volta convocato in seconda convocazione, saranno portate all’approvazione una serie di “convenzioni urbanistiche” tra cui quella dell’area tra Via De Matthaeis e Via Tommaso Landolfi, appunto, che fa capo alla Società “Nuova Immobiliare srl”. L’approvazione dello schema di convenzione costituisce un importantissimo tassello nella formazione del PdC (permesso di costruire, ndr) e rappresenta un passaggio altrettanto cruciale sotto il profilo politico, perché è in questo atto che sono esplicitati i contenuti di “interesse pubblico” dell’intervento proposto». Rinviando per ora le valutazioni rispetto alla convenzione stipulata      i comitati sottolineano che «ciò che oggi preme – anzi allarma fortemente – è la volontà di questa Amministrazione di consentire l’ennesimo scempio al patrimonio storico-culturale di questa città». Ricordano come Frosinone sia stata «già abbondantemente “martoriata” da un sistema di potere, tanto arrogante quanto barbaro, di cui l’Anfiteatro di Viale Roma rappresentava il simbolo sino ad oggi. L’attuale amministrazione - aggiungono - si accinge a conseguire un altro storico risultato anche in materia di “cancellazione” delle memorie storiche della città, dopo il “fallito” tentativo di sottrarre risorse al Museo Archeologico. E si appresta a farlo calpestando la volontà dei cittadini e delle associazioni che da tempo si battono per la tutela integrale di quell’area, che rappresenta l’unica strada percorribile a detta di più parti autorevoli, ivi compreso l’attuale Dirigente all’Urbanistica, che con una nota indirizzata alla Giunta Comunale (Prot. 20130026346 del 08/05/2013) sottolineava la necessità di estendere il vincolo di tutela dell’area anche alla luce degli ulteriori ritrovamenti degli anni 2011 e 2012. Così il Sindaco che ha dimenticato il proprio programma elettorale, che alla pag. 56 prometteva:  “E’ ferma intenzione della nuova amministrazione valorizzare il patrimonio archeologico di Frosinone, restaurando  i monumenti esistenti e dando, poi, vita al Parco dei Volsci, nel luogo di ritrovamento di alcune importanti tracce di insediamenti nei pressi della Villa Comunale considerato anche che nella zona insiste una necropoli di imponenti dimensioni” …..e ancora: “Frosinone deve diventare punto di riferimento per un turismo culturale incentrato sulla riscoperta di questo antico popolo”».

L'appello ad associazioni, cittadini e consiglieri comunali: lunedì mobilitazione in Consiglio per chiedere la bocciatura della delibera

«I cittadini di Frosinone sono abbondantemente stufi! - tuonano -  Essi chiedono ai Consiglieri Comunali, tutti, di bocciare la Delibera di Approvazione dello Schema di Convenzione» tra il Comune di Frosinone e privato.I comitati lanciano un forte messaggio ad altre associazioni cittadine affinchè aderiscano alla protesta e  annunciano un confronto con i consiglieri comunali    fissato per domani alle ore 17.30 presso la saletta Coop di via Monti Lepini (quartiere Cavoni). Lanciano l’appello ai cittadini di Frosinone affinchè siano presenti in Consiglio comunale quando si discuterà la pratica urbanistica (lunedì 29 giugno alle 18 e 30, in seconda convocazione)  «per impedire, con la forza della protesta civile, la volontà di non essere derubati per l’ennesima volta di un bene comune». 

Da L'Inchiesta quotidiano oggi in edicola
 

Alessandro Redirossi

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