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I comitati:"Derisi da sindaco, assessori, consiglieri con i cartelli. I nostri sequestrati" I comitati:"Derisi da sindaco, assessori, consiglieri con i cartelli. I nostri sequestrati"

I comitati:"Derisi da sindaco, assessori, consiglieri con i cartelli. I nostri sequestrati"

FROSINONE - «Che la delibera di spregio per le terme romane e di indifferenza verso un desiderio di appartenenza storica della città fosse approvata, non era scontato, ma certamente prevedibile. Che a tale approvazione seguissero da parte dei consiglieri di maggioranza la derisione del pubblico presente, questo sicuramente era impensabile». L’amaro commento delle associazioni riunite sotto la sigla “Il cittadino Volsco” all’esito del Consiglio comunale di ieri. Con 15 voti a favore e 6 contrari il Consiglio (leggi qui come hanno votato i consiglieri) ha dato il via libera alla convenzione fra Comune e privato per l'edificazione di 35mila metri cubi di cemento fra residenziale (80%) e commerciale (20%) nall'area di De Matthaeis in cui le associazioni chiedono da anni (delibera popolare del 2011 alla mano) la realizzazione di un parco archeologico.
La votazione, nonostante la massiccia presenza e attenzione civica in Aula, è arrivata solo all'una di notte. Ma cittadini di tutte le età sono rimasti in rispettoso ascolto del dibattito in Aula fino all'ultimo, contestando la scelta finale. La protesta e l’azione delle associazioni ha costretto comunque l’amministrazione  Ottaviani a rivedere i punti relativi all’interesse pubblico del progetto di edificazione con emendamenti e ordini del giorno che hanno cambiato la delibera rispetto a quella che Ottaviani avrebbe voluto portare a casa a fine giugno, quando poi furono ritirate le pratiche. «Con queste modifiche - ha spiegato Ottaviani - chiediamo al privato di fare una contribuzione di 500mila euro al Comune e riaprire le aree in cui insiste con certezza l'impianto termale. Questo la dice lunga sulla volontà dell'amministrazione comunale. Noi - ha aggiunto Ottaviani - ci prendiamo la responsabilità di perimetrare quello che è l'interesse pubblico di questo intervento. Il privato in astratto potrebbe anche dire che non gli interessa e che è una nostra manifestazione unilaterale. Per noi l'interesse pubblico non è solo l'acquisizione di alcune aree ma la riapertura di un percorso storico identitario oggi invisibile. Se il privato non dovesse essere d'accordo con questa impostazione è chiaro che ha la possibilità di portare avanti altre idee e altre strade che ritiene compatibili con quelli che sono i propri interessi». Insomma 35mila metri cubi di cemento con  vista sulle Terme romane che dovrebbero essere riscoperte secondo l'amministrazione Ottaviani dal privato (sempre se sarà d'accordo, come ha sottolineato il sindaco) e parola che dal Consiglio passa all’ufficio tecnico. Tutto in un clima da caserma, in cui alla prima minima contestazione veniva minacciato l'allontanamento dei contestatori dal Consiglio, cui la Polizia locale ha strappato dalle mani cartelli pro Terme Romane. A inizio seduta non è mancato un piccolo giallo, quando dopo una discreta attesa è stato fatto entrare il pubblico. I cittadini si sono riversati in massa in Consiglio ma il presidente onorario di Frosinone Bella e Brutta Luciano Bracaglia è stato bloccato, in quanto gli è stato impedito di portare dentro un cartello in favore della valorizzazione delle Terme romane. Nell’agitazione, Bracaglia ha rischiato anche un malore. Tanta la rabbia per il divieto incassato e che lo ha costretto a lasciare il suo cartello di dissenso fuori dall’Aula. “Il comandante dei vigili non mi ha permesso di accedere con il cartello lo ha sequestrato – spiega Bracaglia - Mi stavo sentendo male, ha anche chiamato il 118... ma non è servito. Dove sta scritto che non si possono portare cartelli di protesta in Consiglio? Su quale regolamento?” ha chiesto provocatoriamente Bracaglia. In effetti a domanda il comandante della Polizia locale Donato Mauro ha affermato che il divieto discendeva da direttive “impartite dalla Presidenza”, intendendo la presidenza del Consiglio comunale.
Le associazioni e tantissimi cittadini sognavano tutt'altro, ma beffardamente dalla maggioranza chi ha votato la pratica ha alzato un cartello (alle associazioni in Aula era stato vietato) che sembra una risposta allo slogan dei cittadini: se i frusinati hanno fatto in tantissimi foto col cartello "Io salvo le Terme romane", fra una risata e l'altra giovedì notte  la maggioranza ha alzato lo stesso cartello bianco con scritto però: "Terme romane: gli altri le abbelano noi le riapriamo".  Quindi l’attacco dei comitati all’amministrazione guidata da Ottaviani, che con gli emendamenti ha incassato il voto di Frosinone nel cuore, con un copione già scritto. In caso di voto negativo il gruppo avrebbe potuto perdere anche il ruolo di vicesindaco in Giunta, attribuito a Trina. Così i consiglieri del gruppo Valeria Morgia, Daniele Zaccheddu e Marco Ferrara (che fino a qualche giorno fa, prima degli emendamenti, si era opposto alla pratica, guadagnando anche apprezzamenti dalle associazioni) hanno approvato la delibera, in un mare di critiche e delusione del pubblico presente.  «Qualche “ala” ha cercato di portare punti, non con la costruzione di un gioco proprio ma tentando di rubare il pallone e proporre un contrattacco improvviso - dicono  dai comitati - In questo si è distinto Ferrara che è stato decisivo per la meta finale quando ha provato a respingere le argomentazioni relative leggendo la delibera del 2004 di approvazione del permesso a costruire nella stessa area, credendo, mentre invocava a voce altisonante i nomi dei consiglieri che votarono favorevolmente, di trovare quelle uniche ragioni oppositive che lo sorreggono nella decisioni della cementificazione oggi. Purtroppo però due errori non fanno una ragione.   L’argomentazione massima della maggioranza, dunque, non è stato suffragare le motivazioni che spingevano a consentire la convenzione, ma solamente quella di trovare conferma nelle (disastrose) scelte delle amministrazioni Marzi e Marini». Dai comitati si sottolineano le «volgari, ripetute, insolenze del primo cittadino contro le associazioni e i loro membri colpevoli di opporsi, semplicemente di opporsi. Le associazioni a cui è stato negata: l’esposizione dei cartelli (!?!); l’intervento pubblico in consiglio; così come è stato negata in questi anni, sia formalmente sia informalmente, una audizione con l’amministrazione per un confronto sul progetto; hanno subito quel modo di far politica tipico di questa amministrazione che può trovare agio solo nella polarizzazione delle posizioni e non nel confronto, nella discussione ovviamente povera e non confacente con gli interessi della cittadinanza. Peccato che stavolta, l’insulto finale dei cartelli agitati istintivamente contro la cittadinanza, ancora presente in gran numero alla mezzanotte, e non contro l’armata brancaleone dell’opposizione a cui forse erano indirizzati, è rivolto tristemente proprio alla città. La lotta e l'impegno dei cittadini per salvare le terme e l'area archeologica, contro la Convenzione della cementificazione continua. I becchini della nostra storia non vinceranno. L'ignoranza e l'oscurantismo saranno battuti». I cartelli provocatori degli amministratori non sono stati sventolati da tutti i membri della maggioranza. Qualcuno nel centrodestra dietro le quinte la definisce una “pagliacciata”. Intanto ieri il sindaco Ottaviani ha esultato per il pacchetto urbanistico portato a casa e batte cassa. «Sono stati approvati sei interventi di compartecipazione pubblico - privato - si legge nella nota del Comune - che comporteranno una cessione di 5.800 mq di aree in favore del Comune di Frosinone,  per realizzare piazze, parcheggi e verde, a fronte di superfici edificabili in favore dei privati di circa 21.000 mq. Inoltre, a seguito delle nuove realizzazioni urbane, si sbloccheranno investimenti per circa 50.000.000 di euro, con l'incasso di circa 1.500.000 euro per il Comune di Frosinone,  quale contributo di costruzione ed oneri urbanistici e concessori. Infine,  il 10% del contributo di costruzione,  pari a circa 150.000 euro, sarà destinato alla sistemazione delle aree verdi nel parco dell'acqua,  in zona viale Roma, e sulla fascia prospiciente il fiume Cosa, ai piedi della stazione di valle dell'ascensore inclinato». « Grazie allo strumento dell'articolo 28 bis - dice Ottaviani - vengono sbloccate risorse private che rischiavano di spostarsi verso gli altri Comuni del circondario, facendo venir meno finanziamenti importanti per la riqualificazione urbanistica ed ambientale.  A breve saranno valutate altre proposte». Rispetto alla questione Terme romane e ai dubbi espressi in Consiglio leggi qui

Alessandro Redirossi

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