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Frosinone in serie A, ieri mattina caos al Fornaci per gli abbonamenti Frosinone in serie A, ieri mattina caos al Fornaci per gli abbonamenti

Frosinone in serie A, ieri mattina caos al Fornaci per gli abbonamenti

FROSINONE - Attesa, Alta tensione e Ampia disorganizzazione: queste le tre A che stanno caratterizzando, in questi giorni, la corsa agli abbonamenti del Frosinone Calcio per la sua prima e nuova stagione in massima serie. A pochi giorni dall'uscita nei cinema del nuovo "Mission Impossible", la vera missione impossibile è sembrata proprio, per i tantissimi appassionati tifosi dei giallo azzurri accorsi questa settimana al Fornaci Cinema Village, far valere il loro diritto di prelazione per la sottoscrizione del nuovo abbonamento. Infatti la campagna partita questo lunedì ha causato un vero e proprio assalto all'unico Frosinone Point adibito alla distribuzione della tanto agognata tessera valida per la prossima importante e storia stagione: capannelli di persone sin dalle 4 del mattino per assicurarsi un posto in prima fila, animi che ribollivano per l'attesa infinita e per il gran caldo e organizzazione quanto mai da rivedere, se non del tutto da bocciare. Così, in meno di 24 ore, la situazione ha assunto immediatamente le fattezze di un vero e proprio "assalto ai forni" di manzoniana memoria.«È inaccettabile - ha dichiarato Luciano Bracaglia, presidente onorario di "Frosinone Bella e Brutta" - una disorganizzazione simile. Ieri (l'altro ieri per chi legge ndr) appena hanno aperto le porte per consentire alle persone di entrare e fare l'abbonamento, si è creato, ovviamente un grande assedio, in quanto, inizialmente, non si era pensato a come gestire la fila, ad esempio con dei numeri in ordine crescente da assegnare ad ognuno, da qui il panico». Infatti, i cittadini, ritenendola cosa opportuna, hanno iniziato ad autogestirsi, segnando su un foglio di carta una lista di nomi dei presenti, assegnando, autonomamente un numero ad ognuno, fino a che «la lista - ha continuato Bracaglia -  è stata presa dagli steward del centro Fornaci Village - chiamati in soccorso dalla società Frosinone Calcio per gestire una situazione che, rapidamente, rischiava di sfuggire di mano - i quali, dopo aver transennato la zona, hanno iniziato a distribuire dei biglietti numerati "ufficiali" stampati direttamente dal Frosinone Point che, però, ricominciavano da zero la numerazione» non considerando chi, magari conscio di avere un numero "ufficioso" più elevato, si era momentaneamente allontanato. Risultato? «Molti - ha aggiunto Luciano - si sono ritrovati tagliati completamente fuori da questa nuova numerazione, in più all'improvviso è arrivata la comunicazione che la vendita sarebbe proseguita fino al numero 200 per riprendere poi stamattina (ieri mattina ndr) dal numero zero» per la gioia, insomma, del 201...Così, ieri mattina, seppur fosse arrivata la buona notizia della ripartenza della vendita dal numero sospeso il giorno prima, stessa situazione di tensione: un solo sportello Frosinone Point aperto e adibito alla vendita, nessun servizio online per ottemperare all'acquisto e temperatura degli animi che saliva di pari passo con quella atmosferica:  "Non possiamo restare sempre al palo - ha poi commentato lo stesso Luciano Bracaglia in un post pubblicato sul suo blog - e gli unici a rimetterci, in tempo e stress, sono sempre gli abbonati.... Ad iniziare dalla location ove si fanno gli abbonamenti, una vera e propria sauna, ove per ore ed ore si vive nell'incertezza dell'organizzazione che non c'è..." prendendo le parti anche degli steward stessi i quali, ingiustamente, il più delle volte venivano presi di mira ma «noi - ha affermato uno di loro lì presente - stiamo solamente svolgendo il nostro lavoro secondo le direttive della Società e cercando di mantenere ordine e sicurezza».Insomma tra un andirivieni di persone che reclamavano il loro posto numerato precedentemente e poi improvvisamente perso, tra le urla degli steward che, senza neanche un megafono chiamavano gli aventi diritto alla prelazione a seconda dei nomi presenti sulla lista, un soffocante capannello di uomini, donne, bambini, anziani e ragazzi che si accatastavano ansiosi, ansimanti e accaldati alla "porta dell'Eden", si esauriva la scia di improvviso delirio di inizio agosto che altri, curiosi o semplici passanti, osservavano sbigottiti da lontano.«Io sono qui dalle 6 di questa mattina - mi fa notare un signore - e, alle 12, ancora non so se riuscirò ad entrare, eppure ho il numero»; «io - continua un altro -  avevo il numero che ieri (lunedì ndr) ci eravamo segnati noi e solo stamattina ho scoperto che non era più valido, quindi, sono fuori dalla lista? Come faccio? È assurda una cosa del genere da una società di serie A», queste, bene o male, le contestazioni più frequenti che si aggiungono al vociferare che «tanto - sottolineano alcuni - tutto questo strazio ce lo sorbiamo noi, mentre altri "tifosi" non hanno bisogno di fare la fila perchè, pare, ci pensi direttamente qualcun altro a sbrigare per tutti la faccenda abbonamenti», ma questa è un'altra, solita, storia (?).

Federico Cirillo 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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