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Frosinone, ai Cavoni ora alzano la voce: «Dimenticati» Frosinone, ai Cavoni ora alzano la voce: «Dimenticati»

Frosinone, ai Cavoni ora alzano la voce: «Dimenticati»

FROSINONE - È bastata un altra scrollata di vento, pioggia e correnti ascensionali varie a far crollare l'ennesimo lampione ai Cavoni, oltre ad estirpare dall'asfalto una panchina. Certo, sugli eventi e le calamità (seppur in maniera lieve) difficile poter prevedere che una strada non si allaghi, che non vi sia un black out improvviso o che un ramo non si spezzi, ma forse (e questa è solo l'opinione della...maggioranza dei residenti del quartiere) bisognerebbe iniziare a prestare un po' di attenzione sulla manutenzione e sullo stato di degrado che ormai imperversa all'interno dei Cavoni.  «È ormai dagli anni '80 che non si fanno opere di manutenzione, nè ordinaria nè straordinaria»: a farlo notare in modo veemente è Mario Cerroni referente dell’associazione “Insieme per Cavoni” contattato telefonicamente per commentare le condizioni di abbandono in cui la zona versa ormai da tempo. «Ribadisco - ha continuato Cerroni - che è una vera vergogna e non è la prima volta che sottolineo come l'amministrazione si sia ormai dimenticata di questo quartiere, come se non fosse Frosinone». Pali della luce che crollano, certo, ma non solo «illuminazione mancante - ha elencato - marciapiedi distrutti, strade piene di voragini sulle quali non viene passato decentemente dell'asfalto da decenni, tubature che perdono, verde incolto, un centro polifunzionale incompleto che è l'emblema dell'abbandono più totale e sporcizia lasciata a marcire in molte zone: questa è la Cavoni che stanno preservando e questo è il risultato di anni di incuria e disinteresse. Noi del Comitato abbiamo dimostrato, già ai tempi della giunta Marini, per fare un esempio recente, come più di 5000 famiglie vengano sistematicamente trascurate. Ultimamente, ad esempio, ho ribadito il concetto attraverso mezzi stampa e la risposta del Sindaco, Nicola Ottaviani è stata semplicemente una piccata e sterile replica sulla mancanza d'identità ciociara da parte nostra che facciamo emergere e notare queste problematiche, come se il problema fosse quello. È forse mancanza di identità ciociara ammettere che i Cavoni sono lasciati alla deriva e all'abbandono? È forse mancanza di identità riscontrare come il nostro quartiere viene posto al centro delle promesse politiche esclusivamente in periodo di campagna elettorale? È forse mancanza di identità ciociara appurare come, ultimamente, per alcune zone si provi ad intervenire con lavori di manutenzione atti a renderli più vivibili, mentre qui, nonostante le ripetute segnalazioni, non si fanno interventi concreti e decenti da più di 30 anni? È proprio perchè ci teniamo al nostro tessuto urbano, alla nostra zona e alle nostre radici che insistiamo su questi punti, ma non veniamo mai ascoltati. E pensare che qui ai Cavoni risiedono anche dei rappresentanti dell’amministrazione che potrebbero anche "spezzare una lancia" per questo quartiere». «Non c'è nulla da fare - ha commentato tra rabbia e amarezza, invece, Matteo Battisti, presidente del Centro Anziani dei Cavoni - ci ignorano completamente, nonostante le nostre continue segnalazioni. Mesi fa, prima dell'inizio delle scuole, feci notare al Sindaco come e quanto fosse pericoloso per mamme e bambini l'attraversamento pedonale nei pressi della scuola elementare. Dopo aver preso atto di ciò, assieme al Capo dei Vigili Urbani, la situazione, dopo mesi e mesi, è sempre la stessa e l'anno scolastico è iniziato da un pezzo. Non ci ascoltano, fanno "orecchie da mercante" sulla manutenzione qui ai Cavoni che manca da circa 34 anni. Cadono i pali della luce, le panchine vengono sradicate, i marciapiedi e il manto stradale sono allo stremo per non parlare del Centro Polifunzionale e di tutta l'area circostante, lasciata all'incuria più totale ed emblema di abbandono» simbolo più eloquente di ciò che la zona Cavoni pare costretta a diventare. «Sono mesi - ha continuato Battisti - che cerco di avere spiegazioni in merito ai giochi per bambini installati nella zona verde della piastra: ho parlato con Ottaviani, ho chiesto all'assessore Tagliaferri, portandogli anche una lista di ciò che manca, ma non è cambiato nulla. Noi, da parte nostra, segnalazioni, telefonate e incontri per esporre queste problematiche le abbiamo sempre fatte è dall'altra parte che manca la risposta, è completamente assente» a parte, ovvio, un "faremo presente" che sempre aleggia sulle questioni legate ai Cavoni: aleggia nell'etere per perdersi in una folata di vento. Luciano Bracaglia, Presidente onorario dell'Associazione "Frosinone Bella&Brutta" descrive la raccapricciante situazione di degrado che vige persistente in tutta la zona, evidenziando i pesanti "coni d'ombra" che insistono soprattutto nelle vicinanze della piastra: «La situazione di degrado ed incuria è evidente. Come associazione, Frosinone Bella&Brutta si è impegnata, da tempo, anche a stilare una lista delle cose che non vanno nel quartiere, presentandola all'assessor Tagliaferri. È cambiato qualcosa? Assolutamente no. Le mattonelle della pavimentazione della piastra sono tutte disconnesse e basta una pioggerellina un po' più forte per trasformare quell'area in un pantano; i marciapiedi sono distrutti completamente; ringhiere di ferro ormai inclinate da anni e che sono sul punto di staccarsi dal cemento del tutto; arbusti incolti sono ormai così alti e frondosi che coprono del tutto quei pochi lampioni rimasti, nascondendo la luce e gettando tutta la zona nell'ombra: è una vergogna e noi continueremo a insistere su queste criticità evidenti a tutti». Proprio ieri notte, tra l'altro, testimonianze di alcuni residenti in zona hanno riportato come, all'interno del Centro Polifunzionale abbandonato, si siano sentiti rumori sospetti, rumori (sembrerebbe tipo di attrezzi da lavoro: trapani etc) che hanno allarmato alcuni cittadini i quali hanno allertato la polizia. Giunte sul posto le Forze dell'Ordine sembrerebbero non aver riscontrato nulla di sospetto: certo è che se il buio finisce per creare ostacoli ad eventuali operazioni di polizia, ovviamente differente è il discorso per possibili operazioni criminose, che proprio nell'oscurità trovano il loro humus ed habitat ideale.

 

Federico Cirillo

 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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