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Ruspa nell'area attigua alle Terme Romane. Intanto la convenzione privato-Comune non ancora siglata Ruspa nell'area attigua alle Terme Romane. Intanto la convenzione privato-Comune non ancora siglata

Ruspa nell'area attigua alle Terme Romane. Intanto la convenzione privato-Comune non ancora siglata

FROSINONE - Una ruspa in movimento nell’area attigua alla Villa comunale e alla proprietà nella quale sono attualmente seppellite le Terme romane. La circostanza che ha riportato i riflettori sulla vicenda che ha infiammato l’estate di Frosinone: l’edificazione  di un complesso residenziale e commerciale da 35mila metri cubi di cemento nell’area di De Matthaeis. Alle costruzioni si oppongono un numero significativo di associazioni e cittadini che contestano da anni la prospettiva di un’edificazione in zona e chiedono invece che venga realizzato in quell’area un parco archeologico (senza cubature di cemento) che inglobi anche le Terme romane ora seppellite sotto un parcheggio in una proprietà adiacente. 
Il privato interessato a costruire, la società Nuova Immobiliare, ha in mano i nullaosta archeologico e paesaggistico per edificare nell’area di sua proprietà, visto che la Soprintendenza ha autorizzato (con alcune prescrizioni) la costruzione.  Fra le altre cose, le associazioni contestano il fatto che non sia mai stata indagata un’area di terreno al confine fra la proprietà in cui si vuole edificare e quella in cui si trovano le Terme (una frazione della particella 159, dietro il palazzo Scerrato). Nel contestatissimo Consiglio comunale del 23 luglio scorso, la maggioranza Ottaviani ha dato il via libera allo schema di convenzione che porterebbe all’edificazione dei 35mila metri cubi di cemento, indicando che fosse inserita una clausola per cui il privato dovrebbe investire delle risorse sulla riscoperta del sito delle Terme Romane. Insomma, palazzi “con vista” sulle Terme Romane, questo sarebbe lo schema. Come accaduto a settembre, alcuni cittadini e associazioni hanno notato ieri alcuni movimenti nell’area di proprietà della società che vuole edificare. Allora si trattava di camion e ruspe e della posa di alcune componenti di gru. Ieri pomeriggio sul terreno era in moto una ruspa. E il terreno sembra essere stato in parte smosso, come si nota anche dalle foto. «La delibera di luglio è stata pubblicata - dice il dirigente dell’Urbanistica Elio Noce - Ma la convenzione con il privato non è stata ancora sottoscritta. Il privato deve fare degli adempimenti, ci sono anche le polizze da stipulare, gli oneri concessori da versare. Non si può procedere senza quegli adempimenti.Delle pratiche andate in Consiglio a luglio per 2 o 3 siamo arrivati al perfezionamento della convenzione. Per questa, in particolare, la sottoscrizione non è ancora arrivata». 
Non essendoci la convenzione siglata e non essendoci ancora tutti gli adempimenti del caso, il permesso a costruire non è ancora arrivato. È possibile dunque che sull’area si muova una ruspa? «Se è un’attività di manutenzione ordinaria, come ad esempio quella di pulizia,  e non c’è modifica dello stato dei luoghi allora è un’attività libera» ha risposto il dirigente.  
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Alessandro Redirossi

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