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Frosinone, incompiuta Cavoni:consiglieri in pressing sul Comune. "Attendiamo ancora i documenti" Frosinone, incompiuta Cavoni:consiglieri in pressing sul Comune. "Attendiamo ancora i documenti"

Frosinone, incompiuta Cavoni:consiglieri in pressing sul Comune. "Attendiamo ancora i documenti"

FROSINONE - «Abbiamo diritto ad avere tutta la documentazione ma ancora non ce la danno. È dal 14 ottobre che abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti al sindaco, all’assessore ai Lavori Pubblici, al dirigente del settore e all’Avvocatura comunale. A oggi ancora nessuna risposta, mentre sarebbe dovuta arrivarci nel giro di pochi giorni. Adesso diciamo basta».  Il duro affondo del consigliere comunale di Impegno civico Pasquale Cirillo, presidente della Commissione Servizi sociali, che torna a incalzare la struttura comunale sulla questione del centro polifunzionale mai completato, ormai noto come l’Incompiuta. Una struttura che avrebbe dovuto ospitare alloggi per anziani, un centro salute, una ludoteca e un consultorio e invece risulta abbandonata al momento. I consiglieri premono ora sull’acceleratore affinchè si superi la fase di stallo che si protrae da anni. In base a quanto emerso a maggio in una Commissione servizi sociali con il dirigente ai Lavori Pubblici Francesco Acanfora i lavori sono fermi  «per il fallimento della società mandante dell’Ati (associazione temporanea di imprese,ndr) aggiudicataria della gara d’appalto» (come si apprende dal verbale). In quella Commissione era emerso come i danni e i furti sul cantiere (a fine settembre erano scattati anche degli arresti) fossero stati quantificati in 700mila euro, mentre 900mila era la cifra complessiva di interventi necessari per completare l’opera pubblica (i 700mila di danni e furti più le cifre necessarie a finire i lavori). La soluzione individuata, secondo quanto comunicato dal dirigente ai consiglieri a maggio, è quella della risoluzione del contratto d’appalto con l’Ati aggiudicataria e dell’affidamento dei lavori mancanti alla seconda classificata in graduatoria. Da allora però i consiglieri non hanno saputo più nulla, tanto da dover ricorrere a un’interrogazione in Consiglio comunale, il 7 ottobre scorso, che Marco Ferrara, capogruppo di Frosinone nel cuore e membro della Commissione, rivolse all’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Tagliaferri per chiedere conto dello stato dell’arte. «Per l’architetto Acanfora, devo dire anche preso da mille cose, stadio e dintorni, non è̀ che diventi tanto facile poi dedicarsi a tutto  - disse in quell’occasione Tagliaferri - Non lo sto giustificando però̀ purtroppo la vita è̀ fatta di priorità. Le ore sono quelle. Anch’io ho sollecitato più volte per risolvere questo problema. E lui lo sta risolvendo. Come? Aggiudicando il completamento dell’opera alla seconda ditta che sta in graduatoria. L’ha già̀ contattata e si stanno avviando tutte le procedure». Insomma, questione di “priorità” e lo stato dell’arte (almeno secondo quanto emerso in Aula) a inizio ottobre sembrava lo stesso di maggio. In quell’occasione Tagliaferri fece però riferimento a un’assicurazione che dovrebbe coprire il costo dei furti all’Incompiuta. Sette giorni dopo, con una richiesta a firma dei consiglieri Cirillo, Ferrara e Dino Grimaldi si arrivava dunque alla richiesta di accesso agli atti relativi al “Contratto di quartiere” dei Cavoni che non avrebbe ottenuto risposte secondo i consiglieri. Intanto con il turnover in Giunta Tagliaferri non sarà assessore fino a gennaio. «L'accesso agli atti - dice Ferrara -  è divenuto necessario per poter comprendere se ci sono i presupposti giuridici per poter provare ad escutere a vantaggio del Comune l'assicurazione sottoscritta dalle due ditte che formarono l'Ati che si aggiudicò l'appalto e per poter ottenere ristoro monetario dai furti e dai danni subiti dall'Incompiuta dei Cavoni. Come cittadino sono indignato per l'inerzia protratta da chi doveva intervenire in merito a questa vicenda, come consigliere comunale non mi sento rispettato da chi non è mai presente ai consigli comunali, da chi non interviene quasi mai in commissione servizi sociali pur essendo stato sempre preventivamente convocato. È necessario che il consiglio comunale, il sindaco e la giunta intervengano con forza per risolvere urgentemente il problema».

Alessandro Redirossi

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