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Frusinate, altre sentenze del Tar a favore di Acea: continueranno i distacchi

FRUSINATE - Dopo i casi di Torrice, Cas­sino e Alatri, risalenti a qualche settimana fa, arrivano altre cinque sentenze con le quali il Tar di Latina accoglie i ricorsi promossi da Acea Ato 5 Spa per l’annullamento delle ordinanze sindacali emesse dai sindaci dei Comuni di Cassino (due uten­ti), Torrice, Ceccano (un utente, il cui caso è stato già segnalato oggi sulla stampa) e San Giovanni Incarico (un utente). «Come nelle altre sentenze - spiega in una nota Acea-Ato 5 -, i giudici hanno ribadito un concetto chiave: il sindaco non può adottare un’ordi- nanza sindacale per imporre al gestore del SII il ripristino dell’u­tenza privata distaccata per moro- sità in quanto estraneo al rapporto contrattuale che intercorre tra Acea Ato 5 Spa ed il singolo utente. Nello specifico le sentenze ribadisco­no che un intervento del sindaco (ma anche, come nel caso di Ceccano, del commissario prefettizio) significherebbe “uno sviamento di potere, che vede il Comune, estraneo al rapporto contrattuale gestore – utente, impedire al medesimo gestore di azionare i rimedi di legge tesi ad interrompere la somministrazio­ne di acqua nei confronti di utenti non in regola con il pagamento della prevista tariffa, e ciò a prescindere dall’imputabilità di siffatto inadempimento a ragioni di ordine sociale” e, pertanto, che “all’Autorità comunale non può essere riconosciuto un ruolo nello svolgersi del rapporto di utenza tra il soggetto gestore ed il destinatario della fornitura idrica”. Dall’annullamento anche di queste altre ordinanze ne consegue il diritto del gestore di provvedere al distacco dell’utenza nei casi di morosità. Confermata - sottolineano sempre dal gestore idrico -, insomma, ulteriormente, la legittimità dell’operato di Acea Ato 5. Inoltre i giudici, come negli altri tre casi precedenti, hanno condannato i Comuni in questione, anche se in qualche caso non si sono costituiti in giudizio, “al pagamento, in favore della società ricorrente, delle spese e degli onorari di cau­sa, che liquida in via forfettaria in 2.000 euro più gli accessori di legge”».
«Ormai l’Acea sentendosi accerchiata anche dalle ordinanze Sindacali contro i distacchi non trova niente di meglio che creare i presupposti per incentivare una guer­ra tra poveri - commenta da parte sua Mario Antonellis, del Coordinamento provinciale Acqua Pubblica -. Il territorio del conflitto è quello dell’Ato5, i “nemici” che dovrebbero entrare in lotta due gruppi ben distinti di cittadini utenti. Da un lato gli utenti “ignari” vessati e spremuti come limoni che pur lamentandosi, ancora per poco, riescono a pagare “bollette da usura”, dall’altro gli utenti avveduti che si stanno tutelando dalle inadempienze, vessazioni e illegalità con ricorsi circostanziati fino a sospendere il pagamento. Ai primi l’Acea dà l’appellativo di “virtuosi” ai secondi quelli di “morosi”».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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