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Impianto a biomasse,dopo le frasi di Ottaviani la società:«La parte politica sapeva dell’impianto» Impianto a biomasse,dopo le frasi di Ottaviani la società:«La parte politica sapeva dell’impianto»

Impianto a biomasse,dopo le frasi di Ottaviani la società:«La parte politica sapeva dell’impianto»

FROSINONE - «Ci sono consiglieri comunali che conoscono questa vicenda meglio di altri. Mi rendo conto del vostro imbarazzo su questa questione».«La comunicazione al sindaco su questa autorizzazione non è prevista:come facevo a saperlo? Quella pratica non è passata nè in Giunta nè in Consiglio. Quando il problema è venuto fuori mi sono preso una responsabilità che voi non vi sareste presi. E l’avete dimostrato perché avete voi concorso alla realizzazione di quella pratica». Le frasi rivolte dal sindaco Nicola Ottaviani verso i banchi dell’opposizione in Consiglio comunale quando Angelo Pizzutelli (Pd) gli chiedeva conto del perchè il Comune avesse prima autorizzato con i suoi uffici tecnici l’impianto a biomasse per poi fare un passo indietro con un’ordinanza del sindaco. Ieri, alla conferenza stampa di Bioenergia, un consigliere di opposizione era anche presente in sala, Luigi Arduini del Pd. A poche sedie da lui il progettista dell’impianto Giuseppe Arduini, il fratello. Proprio Giuseppe Arduini ha ricordato che, comunque, al Comune «la parte politica è stata messa a conoscenza di questo progetto: nel mese di luglio l’azienda ha avuto un incontro presso il Comune di Frosinone alla presenza dell’assessore all’Ambiente quando si iniziava a parlare del Piano dei sindaci rispetto all’efficientamento energetico e si è parlato di questo progetto». In sostanza il sindaco quindi, se non informato dagli uffici tecnici, avrebbe dovuto sapere dell’esistenza del progetto dell’impianto a biomasse dal suo vicesindaco e assessore all’Ambiente Francesco Trina.
In merito alle dichiarazioni di Ottaviani rivolte all’opposizione abbiamo chiesto ai rappresentanti della Bioenergia se  volessero in qualche modo rispondere alle parole al vetriolo del sindaco rispetto al ruolo dell’opposizione consiliare.  Roberto Testarmata, che cura la comunicazione per la società, ha ricordato che le «Istituzioni che hanno autorizzato l’impianto non sono politicizzate. Inoltre al contrario di alcune cose che ho sentito non c’è stato alcun “tempo lampo” per l’autorizzazione: i tempi di legge sono 90 giorni. Qui ci sono voluti due anni». Filippo Quattrociocchi, amministratore della Bioenergia ha ribadito: «La politica con noi non c’entra nulla. Noi facciamo impresa e non politica» e ha aggiunto: «Prima della presentazione del progetto siamo andati dall'assessore e abbiamo esposto il tutto. Ci ha detto che avrebbe aperto un tavolo di confronto con l'amministrazione e ci avrebbe fatto sapere. Ma non lo abbiamo più sentito». 
È stato poi ribadito che Bioenergia ha in questa fase tutto l’interesse e la volontà a confrontarsi con l’amministrazione comunale e i cittadini. Rispetto ai rapporti con il Comune, il 25 marzo ci sarà una conferenza tecnica voluta dall’amministrazione Ottaviani per confrontarsi con gli enti che hanno rilasciato i pareri per l’impianto. A proposito di quell’incontro il vicesindaco con delega all’Ambiente Francesco Trina non ha ancora sciolto le riserve circa la possibile presenza  della Bioenergia (che dice di non essere stata invitata per ora) ma ha osservato: «Dobbiamo valutare in maniera seria questa situazione, senza proclami e slogan.  C’è un problema di qualità dell’aria in questa città: gli organi preposti  devono verificare se quello che hanno fatto è giusto o sbagliato. Noi abbiamo delle perplessità, perchè su Frosinone c’è un grosso problema. Nelle riunioni con la Regione  siamo stati chiari. Noi chiediamo divieti per impianti a biomasse in zone critiche come Frosinone, sul modello lombardo».
 

Alessandro Redirossi DA L'INCHIESTA OGGI IN EDICOLA

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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