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Cassino - Itis "E. Majorana", emozioni medievali alla Rocca Janula

CASSINO - A regalare emozioni sono stati i giovani rievocatori aderenti al progetto La Storia in Campo” promosso dai docenti dell’Istituto tecnico industriale “E. Majorana” di Cassino. A fare da cornice alla meravigliosa rappresentazione storica medievale, tenutasi la mattina di sabato cinque novembre, alla presenza del sindaco. Carlo Maria D’alessandro, sono state le mura della Rocca Janula, piccolo gioiello storico, orgoglio di questa terra, che bene incarna la forza della nostra città  risorta più volte, come una fenice, dalle proprie ceneri. 
La Rocca, costruita nel X secolo,  per secoli il fulcro militare della Terra di San Benedetto,  è la fortezza medievale che domina la città di Cassino. Il termine Janula deriva dal nome del dio Janus ed è stata edificata dall’Abate Aligerno. Faceva parte di un unico sistema difensivo della città di San Germano, consistente in mura perimetrali e torri impiantate lungo le mura stesse. Le mura di cinta, poste a protezione della torre, presentano feritoie usate dagli arcieri e dai balestrieri  per difendere il castello. All’ingresso  a presidio dell’entrata c’era il corpo di guardia. Nella torre pentagonale della Rocca Janula risiedeva il comandante con  la sua  famiglia; a lui spettava il compito di proteggere i territori circostanti,  all’interno della rocca trovavano dimora le  guardie e le loro famiglie.
Sabato mattina, entrare all’ interno di queste mura,  è stato   fare un salto indietro nella storia. I nostri amici studenti, indossati abiti d’epoca, si sono trasformati in bravi Artieri e   hanno fatto vivere a noi  e ai turisti presenti una mattinata emozionante grazie alle loro precise spiegazioni e alla rievocazione. 
Lì,  sulle mura di cinta , dinanzi alle feritoie,  ecco schierati gli arcieri, sempre in allerta, pronti ad arrestare  l’assalto del nemico.  Nel cortile, il fabbro intento a forgiare  armi, scudi e utensili vari. Ad allietare lo svolgimento delle mansioni quotidiane, un gruppo di musici, con i loro strumenti a fiato, a corde e a percussione, che diffondono liete melodie. 
In questo piccolo mondo, racchiuso tra  le antiche mura,  non poteva mancare una piccola e graziosa  chiesetta con il suo crocifisso di legno, l’ essenziale altare di pietra, illuminato dalla flebile luce delle candele.
Rapiti  dalle sensazioni di antiche reminiscenze  abbiamo vissuto un’esperienza unica e indimenticabile.
Le antiche mura di cinta, recentemente ristrutturate, hanno ritrovato il loro splendore e sono tornate a svolgere, durante queste giornate rievocative, il loro  antico compito: proteggere la corte e la città. Una lezione di storia diversa, attraente, innovativa. Una lezione che ci ha coinvolto perché resi partecipi di questa attività. Un modo nuovo  per conoscere il  nostro territorio e  per conoscere gli usi, i costumi e le principali vicende di un’epoca affascinante. 
Stefano Di Rosa, Davide Lena Giulia Trelle, Romano Vizzaccaro, Eliseo Vettese
Classe I sez. A

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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