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Frosinone, le associazioni:«No a biomasse e biogas in Comuni con l'aria inquinata come i nostri» Frosinone, le associazioni:«No a biomasse e biogas in Comuni con l'aria inquinata come i nostri»

Frosinone, le associazioni:«No a biomasse e biogas in Comuni con l'aria inquinata come i nostri»

FROSINONE - Bene l’energia “verde”, ma occhio all’impianto a biomasse. Questo il messaggio lanciato da “Frosinone Bella e Brutta” e dall’associazione dei “Medici di famiglia per l’ambiente”. 
Sabato scorso, organizzato dal centro studi Tolerus, si è svolto a Ceccano un convegno, riguardante l'inquinamento del nostro territorio, cui ha preso parte il dottor Aldo Palombo della Direzione Regionale qualità dell'ambiente della Regione Lazio. «Il dirigente - dicono da Bella e Brutta e dall’associazione dei medici - ha confermato la disponibilità di risorse economiche da parte della Regione Lazio ed in particolare ha esplicitato il D.G.R.688/2016 riservato anche ai Comuni della Valle del Sacco, riguardante nel merito le Energie Rinnovabili per le quali sono previsti finanziamenti. Per il nostro territorio, il rinnovabile non si identifica di certo con ecologico. Il termine rinnovabile è altamente confondente e non sovrapponibile al concetto di energia verde. Precisiamo che per energie rinnovabili vengono intesi soprattutto impianti a biomasse e biogas produttori di ingenti quantità di polveri sottili, già tristemente relate all'insorgenza di malattie e morti per gli abitanti dei nostri comuni. Per tali motivi Biomasse e Biogas non dovrebbero neppure essere enunciate o ipotizzate, a nostro avviso, nei nostri Comuni, i più inquinati d'Italia a livello dell’aria, proprio dalle polveri sottili che tanto vengono emesse dagli impianti energetici in questione». In base alla nota delle associazioni Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia e Frosinone Bella e Brutta, dopo queste precisazioni dei comitati il funzionario regionale avrebbe spiegato che «il regolamento regionale in fieri, ha un carattere generale rispetto gli inquinanti e non precipuo rispetto alle polveri sottili». Come si legge nella nota congiunta, le associazioni sostengono che il funzionario regionale avrebbe poi sottolineato che «nel caso di previsione di impianti giudicati dannosi per la salute, in quanto producenti polveri sottili, i sindaci sono in possesso della potente arma legale dell’adozione del diniego di autorizzazione degli impianti stessi a salvaguardia della salute pubblica. Sorge spontanea una considerazione – si domandano le due associazioni -  ed una forte preoccupazione: se il funzionario regionale che sta, a suo dire, partecipando alla stesura del regolamento, ci ricorda che i sindaci possono e devono salvaguardare la salute dei concittadini, è intuibile ed estrapolabile, a nostro avviso, che dalla Regione verrà prodotto un regolamento che, ancora una volta, non terrà conto della salute dei cittadini della Valle del Sacco, tanto da dover sperare nell'intervento locale dei sindaci. Il futuro del nostro territorio dipenderà, quindi, dalle decisioni dei sindaci come massimi responsabili e depositari per legge della salute pubblica ed ai quali iniziamo ad appellarci».
Matteo Ferazzoli da L'Inchiesta oggi in edicola

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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