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Frosinone - Ai Piloni in «pericolo frana» tutto resta com'è in attesa di nuovi sopralluoghi Frosinone - Ai Piloni in «pericolo frana» tutto resta com'è in attesa di nuovi sopralluoghi

Frosinone - Ai Piloni in «pericolo frana» tutto resta com'è in attesa di nuovi sopralluoghi

FROSINONE - Ad una settimana dalla comparsa di recinsioni e cartelli di «pericolo frana», sotto e sopra la zona dei Piloni, tutto rimane immutato e fermo - fin troppo forse – mentre la cittadinanza allarmata dai rischi cui potrebbe andare in contro, chiede delle risposte esaustive. Il “caso” è scoppiato giovedì scorso quando, alcuni esponenti delle associazioni “Frosinone Bella & Brutta” e “Vivi Ciociaria”, hanno pubblicato su un noto social network la foto di uno dei cornicioni dei Piloni, sanato e percorso da una grossa crepa. Evidenziando così il presunto rischio – sia per l’incolumità dei pedoni che degli automobilisti che circolano in quella zona - la notizia è rimbalzata da una parte all’altra della rete per arrivare poi presso gli uffici comunali. Uno dei cittadini che ha segnalato il fatto, è stato anche promotore di un esposto alla Polizia Locale. Dall’Ente si sono attivati delimitando - dopo un sopralluogo da parte dei Vigili del Fuoco che hanno relazionato la situazione all’ufficio tecnico del Comune – una parte lunga circa 3 metri di marciapiede in Corso della Repubblica (proprio nella zona superiore ai Piloni) con delle recinzioni della Polizia Locale per ridurre il passaggio pedonale. Nella parte sottostante invece, sono apparsi lungo l’intero tratto di strada alcuni cartelli di divieto di sosta che molto spesso non vengono rispettati. Per fare chiarezza sulla stabilità o meno dell’arcata, e pure sulla presunta pericolosità della vicenda, abbiamo chiesto aggiornamenti in merito al dirigente del Settore Lavori Pubblici Elio Noce.  «È una cosa vecchissima, saranno non so quanti anni che persiste questa situazione – ha dichiarato l’architetto Noce - Li c’è un concio (blocco di pietra squadrato utilizzato per costruzioni,ndr) così evidente, che già a suo tempo era lì ed era stato segnalato. Non c’è niente di eccessivamente preoccupante. I cartelli di divieto sono stati messi in via precauzionale, per un po’ di giorni starà così poi appena riusciremo, torneremo per un ulteriore sopralluogo con il mezzo scala, saliremo con il cestello, e cercheremo di vedere se qualche pezzo d’intonaco può cadere». Abbiamo poi chiesto a Noce in che modo individueranno l’entità del pericolo. «Dobbiamo battere l’intonaco – ha risposto - ma è una situazione vecchissima e già a suo tempo erano stati incaricati tecnici esterni di esaminarla». L’architetto ha sottolineato inoltre che il problema non è dato dalle infiltrazioni d’acqua, altrimenti sulla parte alta si vedrebbero segni maggiormente evidenti. «Non bisogna creare un caso – ha aggiunto - Per maggiore sicurezza saliremo prossimamente su con il cestello battendo l’intonaco; se dovesse suonare a vuoto lo si fa cadere e finisce la». Dall’intervento effettuato dai Vigili del Fuoco, come ha spiegato lo stesso Noce, è emerso che la situazione del passato non risulterebbe affatto mutata. «Il cornicione è sceso di 2-3 centimetri, ma è stato sempre così già dalla prima realizzazione, è la misura del concio di chiusura della volta, anche ad un altro livello c’è una differenza similare». Insomma il pericolo sembrerebbe non esistere, o almeno non di nuova natura, ma per l’esito definitivo bisognerà aspettare comunque l’ennesimo sopralluogo d’accertamento.

Luca Claretti da L'Inchiesta Quotidiano oggi in edicola

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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