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Cardinale Amato cardinale Amato

Ripartiamo dall'umiltà di San Benedetto e dal valore della donna

Un breve inciso, ma evocativo di quel territorio che quotidianamente si stringe intorno alla comunità di monaci dell’abbazia di Montecassino. Una presenza costante e discreta, lontana da inutili sfarzi. L’abate dom Donato Ogliari, ieri mattina si è rivolto al Cardinale Angelo Amato per mostrargli proprio noi, parte del popolo della Terra Sancti Benedicti. «Quella che vede, Eminenza Reverendissima, è una porzione rappresentativa di quel Popolo di Dio che vive in questo territorio che, lungo i secoli, è stato generato alla fede e alla civiltà grazie alla presenza spirituale e operosa dei figli di S.Benedetto. Continui Egli a vegliare su tutti noi e ci aiuti ad essere, come lui, testimoni autentici di pace e di amore in questo nostro mondo, così spesso confuso e lacerato da divisioni». Così Ogliari nella Basilica Cattedrale in occasione delle celebrazioni nel giorno di San Benedetto. S.E. il cardinale Amato nell’omelia ha sottolineato il valore dell’umiltà che è parte essenziale e costituente della Regola di San Benedetto. «Con la superbia si scende, con l’umiltà si salgono tutti i dodici gradini che portano alla perfezione. Il dodicesimo grado è quello del monaco, la cui umiltà traspare di fronte a chiunque lo osservi da tutto il suo atteggiamento esteriore». Semplici regole del galateo, ma che rivelano quella interiorità che si addice ad un vero monaco. Poi, l’alto prelato ha tratteggiato la figura della benedettina medievale tedesca Ildegarda di Bingen, badessa di due monasteri che nel 2012 Papa Benedetto ha ornato del titolo di Dottore della Chiesa. Un passaggio che ha colpito, perché ha messo in risalto, forse per la prima volta in queste celebrazioni benedettine, il ruolo di una donna che, tra il 1159 e il 1171 «esercitò un fecondo apostolato - allora inconsueto per una donna e ancor meno per una monaca, ufficialmente tenuta alla clausura». Una donna che effettuò alcuni «grandi viaggi apostolici predicando nelle pubbliche piazze e in chiese cattedrali. La badessa renana non è ancora molto conosciuta, ma la sua vita è un concentrato di cultura benedettina alla quale dobbiamo la trasmissione di tante opere della classicità greco-latina e che era attenta alla liturgia, alla musica sacra, alla natura». Ecco, ieri il cardinale Amato, da dieci anni prefetto della Congregazione per le cause dei santi, ha collocato la figura femminile al centro dei festeggiamenti di San Benedetto. Attraverso una santa coltissima ma anche anticonformista e, per il suo tempo, controcorrente. Alla lunghissima messa concelebrata da circa 30 sacerdoti, alla presenza dei vescovi Reali, Vari, Cibotti e Antonazzo, hanno preso parte il prefetto Zarrilli, il questore Amato, il sindaco di Cassino, il rettore dell’Unicas Betta, il consigliere provinciale Mignanelli in rappresentaza della Provincia, tutti i comandanti provinciali delle forze armate e numerosi imprenditori e numerosi sindaci del comprensorio. Gli autorevoli ospiti sono stati accolti da dom Luigi Maria Di Bussolo. Assente il governatore del Lazio, cancellata in extremis la presenza del sottosegretario agli esteri, onorevole Amendola.                         Foto Antonio Nardelli 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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