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Giuseppina Bonaviri Giuseppina Bonaviri

Rete La Fenice, Bonaviri: le elezioni Usa di meta' mandato ci riguardano molto

Oggi i cittadini statunitensi sono chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato, considerate una sorta di referendum sul presidente Trump. I sondaggi danno attualmente  i democratici in vantaggio del 7 per cento sui repubblicani. Giuseppina Bonaviri, portavoce della Rete La Fenice di Frosinone, spiega perché l'appuntamento americano interessa da vicino anche il nostro territorio: "Le elezioni che si svolgeranno negli Stati Uniti per il rinnovo di un terzo dei seggi del Senato e dell’intera Camera dei Rappresentanti ci interessano per i legami non retorici che ci legano a quel Paese. A rendere rilevante queste elezioni chiamate di “mezzo termine” perché avvengono a metà del mandato presidenziale vi sono i contenuti del tutto nuovi che il presidente Donald Trump ha impresso alla politica degli Stati Uniti per dare seguito al suo slogan “America first”. Le conseguenze del “Prima l’America” sono: la messa in discussione di accordi internazionali che sono stati fondamentali, pur nella loro incompiutezza, per mantenere basso il livello di conflittualità nelle relazioni internazionali, sia sul piano economico che militare; i dazi imposti alle esportazioni in particolare cinesi, ma anche europee che stanno provocando un rallentamento del commercio internazionale che penalizza la forza trainante della Cina e la crescita economica nel resto del mondo; l’ostilità verso i Paesi europei, giudicati approfittatori della politica di libero scambio incoraggiando quei paesi che maggiormente mettono in crisi la già debole Unione Europea (fra i quali strumentalmente anche il governo italiano); un’estemporanea politica estera fatta di aperture e chiusure finalizzate alla logica del “dividit ed impera”. I danni prodotti da questa politica sono già visibili con un aumento della conflittualità fra i paesi nei diversi continenti che sta provocando un aumento delle spese militari a danno delle politiche di sviluppo".

"Per dimostrare la validità della sua linea - ricorda Giuseppina Bonaviri - il Presidente Trump ha accompagnato queste misure con una riduzione delle tasse per i redditi più elevati all’interno degli Stati Uniti che aumenta le differenze già insopportabili fra i pochi che posseggono gran parte della ricchezza nazionale e di chi vive di sussidi o rischia di perdere la propria abitazione perdendo completamente il posto di lavoro. Nell’immediato le misure di Trump prolungano la crescita economica in atto da dieci anni, ma non tranquillizzano le borse, a cominciare da Wall Street, sulle prospettive future. Oltre la sua visione economica e militare, il Presidente Trump in vista del voto del 6 novembre, ha ripristinato le volgarità che caratterizzarono la sua campagna elettorale per le presidenziali e sta strumentalizzando la pressione esercitata da quanti vogliono emigrare negli Stati Uniti. Non è vero che voglia contrastare l’immigrazione illegale perché con diverse misure ha ridotto ad un decimo gli stanziamenti per i richiedenti asilo dall’Africa equiparndoli a potenziali delinquenti: una palese menzogna che contraddice la concezione di grande Paese, conquistata anche accogliendo milioni di persone da sempre".

La conclusione? "Nessun Paese è un’isola e non vogliamo che prevalga questa concezione della politica, protezionista e con un contenuto razziale. Dobbiamo salvaguardare le nostre civiltà. Per agire insieme non è mai troppo tardi", è l'invito di Bonaviri e della Rete La Fenice.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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