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Il segretario provinciale Silp Cgil di Frosinone, Angelo Di Paola Il segretario provinciale Silp Cgil di Frosinone, Angelo Di Paola

Silp Cgil Frosinone a congresso, Di Paola: urgono uomini per la Polizia non promesse

Angelo Di Paola, segretario Silp - Cgil dal novembre del 2013, si avvia verso il congresso per il rinnovo della segreteria in programma il 14 no- vembre alle 10,30 presso la Sala Restagno a Cassino. Parteciperanno il segretario generale nazionale del Silp-Cgil, Daniele Tissone, il segretario generale Cgil Frosinone-Latina Anselmo Briganti, il segretario generale Silp-Cgil Roma e Lazio, Antonio Patitucci e il segretario Cgil Frosinone-Latina Dario D’Arcangelis.
Che bilancio fa del suo mandato da segretario?
«Un bilancio assolutamente positivo, con un trend di iscrizioni sempre in crescita dal 2013. Anche in termini di credibilità nei confronti sia dell’amministrazione che della collettività».
Più volte la sua organizzazione ha battuto i pugni, come nel caso della soppressione della sezione Polstrada di Cassino o per il potenziamento dei Commissariati di Sora, Fiuggi e Cassino. Qual è lo stato di cose?
«La situazione rispetto a qualche anno fa in termini di numeri non è assolutamente migliorata. Anzi, abbiamo messo in campo un’iniziativa insieme alla segreteria nazionale e quindi con valore per l’intero Paese che va sotto il titolo di “Diamo i numeri”. In cui si mettono a confronto gli organici di qualche anno fa con quelli attuali. Già possiamo dire che per il Commissariato di Sora erano 42 di operativi effettivi nel 2006 e sono oggi 35. Quanto a Cassino erano 61 gli operativi ed oggi sono 49. Questo trend in negativo riguarda in ogni caso tutta la nazione».
Eppure il nuovo governo ha dichiarato di voler dare organici e mezzi adeguati alle forze dell’ordine.
«A niente sono servite le promesse in campagna elettorale dell’attuale governo che ha messo in campo per la sola Polizia di Stato nei prossimi 5 anni circa 1900 nuove assunzioni. Secondo una stima ci saranno almeno 3mila pensionamenti ogni anno: quindi il bilancio prettamente numerico è in negativo. Del tutto insufficiente a colmare i vuoti d’organico».
Questa situazione che tipo di ripercussioni ha sul nostro territorio?
«Ovviamente laddove esistono problemi di criminalità diffusa in provincia così come in ogni parte d’Italia, non si può pretendere di produrre sicurezza avendo pochi uomini e con un’età anagrafica di media molto alta. Basti pensare che in provincia di Frosinone l’età media è di 49 anni. E’ ben chiaro che, grazie all’impegno ed al sacrificio dei lavoratori di Polizia, lo standard di sicurezza rimane comunque alto. Ma questo lo si ottiene solamente con un carico di lavoro che fa mettere in secondo piano la vita personale e familiare dei poliziotti che, con senso di responsabilità, adempiono ai compiti di istituto».
Da qualche tempo abbiamo un nuovo Questore e sono cambiati alcuni dirigenti: qual è la vostra valutazione del rinnovamento in atto?
«Finora il dialogo con i nuovi dirigenti ed il Questore sono stati votati al confronto franco e responsabile. Da parte nostra abbiamo evitato ogni atteggiamento pregiudiziale o strumentale delle azioni di difesa dei diritti dei lavoratori di polizia che restano comunque il faro della nostra attività. Abbiamo comunque riscontrato una particolare attenzione ai temi messi in campo».
Sulla logistica battete molto...
«Infatti, non da ultimo va posta attenzione agli immobili che ospitano i presidi di polizia.  Faccio gli esempi del commissariato di Sora per il quale, tuttavia, abbiamo già riscontrato l’interesse del Questore Amato alla soluzione della problematica e il posto Polfer di Frosinone che vede 20 uomini lavorare in due sole stanze».
Uno dei filoni su cui il Silp-Cgil si è sempre distinto e l’allarme relativo alle attività delle mafie sul nostro territorio. Cosa è successo in questi anni e cosa chiede il Silp-Cgil all’amministrazione?
«In questi anni la situazione legata al fenomeno della criminalità organizzata ha registrato alcune vicende giudiziarie che hanno interessato dei personaggi legati ai Casalesi. Ci sono stati due arresti di esponenti di quel mondo malavitoso. Questi episodi consolidano ancora di più l’evidenza che questo territorio, così come diciamo da anni, non è immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. Chiediamo ovviamente una forte attenzione su questa problematica valutando che i clan non operano solamente attraverso il controllo armato del territorio, come succede in molte parti del Paese, ma anche attraverso il lavaggio di denaro sporco, e - come sembra in questo territorio - anche come luogo in cui svernano malavitosi in cerca di tranquillità. Non meno preoccupante il fenomeno connesso dell’usura».
Concludiamo con le prospettive del rinnovo contrattuale. Quali sono?
«Anche qui la nota è dolente. Dopo roboanti promesse in campagna elettorale, circa l’attenzione che avrebbero riservato alle forze dell’ordine, ci ritroviamo - a seguito dell’approvazione del Def - di fronte alla circostanza che gli aumenti saranno a regime e, quindi dopo tre anni, di 46 euro lordi. Una cifra non dignitosa e che non va incontro a quelle che sono le esigenze dei lavoratori di Polizia e che non ne ripagano certamente l’importante servizio che offrono alla collettività»

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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