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Fiume Sacco, altro sversamento. Intervento dei volontari della Task Force "Allerta" Fiume Sacco, altro sversamento. Intervento dei volontari della Task Force "Allerta"

Fiume Sacco, altro sversamento. Intervento dei volontari della Task Force "Allerta"

Sabato 21 novembre 2018, dopo solo pochi giorni, ennesimo attacco delinquenziale nelle acque del Sacco che sono apparse ricoperte totalmente da un’intensa coltre di schiuma bianca nel centro di Ceccano. Questa volta si presume che il tutto possa essere partito poco prima del ponte di Santa Maria a Fiume. Abbiamo saputo che i due canali di comunicazione della Task Force Allerta Valle del Sacco sono stati subito intasati ed abbiamo chiesto ad uno dei volontari che fa parte del coordinamento, come siano andate le cose. Non desidera rivelare il proprio nome per motivi vari e lo citeremo con lo pseudonimo di ‘Rocco’.

 

Rocco, come è andato l'intervento di ieri sera e come hanno risposto i volontari? «Tutti da lodare, un’euforia che forse ha anche messo in crisi chi coordinava gli interventi e si è dovuto affannare per far capire che per le chiacchiere da tastiera, c’era l’altro canale su Messenger di facebook ove poter dare libero sfogo ma che il canale WhatsApp doveva essere lasciato libero ed a disposizione dei soli volontari intervenuti. Sul gruppo WA, infatti, la segnalazione di allerta è arrivato alle 18.50, quando Teresa Malizia ha pubblicato la prima foto inquietante realizzata da un condomino di palazzo Evangelisti di Ceccano. Poi si sono susseguiti tanti video che hanno invaso i profili di FB e sono diventati virali. La solita porcata che i delinquenti mettono in campo generalmente quando ci sono forti temporali e durante i week-end. Il gruppo di WA è apparso subito intasato da messaggi di volontari intervenuti senza il bisogno di essere chiamati per individuare il punto di partenza del fenomeno anche se le condizioni meteo avverse e l'oscurità non hanno giocato a nostro favore. Il coordinatore ha subito allertato i CC di Anagni che si sono recati prontamente alla cascatella di Mola Bragaglia, ove altre volte si è verificato il fenomeno ma questa volta invece, l'area incriminata è stata localizzata in prossimità del depuratore ASI di Ceccano. I Carabinieri di Frosinone sono quindi stati fatti intervenire a Ceccano, per competenza di territorio ed hanno potuto perlustrare la zona. Spetterà ora loro dare seguito alle indagini di rito, con il contributo di ARPA LAZIO, augurandoci che l’ente di controllo sia intervenuto, come assicurato dai carabinieri. Il nostro impegno lo abbiamo profuso al massimo, nonostante le condizioni avverse e sono stati prelevati anche alcuni campioni di acqua, in diversi tratti di fiume e saranno analizzati da un laboratorio di Roma, pronto a sostenerci. Prelievi sono stati effettuati anche da personale del comune di Ceccano ma se non rispettano i protocolli dell’ARPA, difficilmente avranno valore legale sulle indagini».

Quindi sta lanciando un messaggio al sindaco Caligiore di rendere l’attività di controllo valida a livello legale? «Mi pare il modo migliore per evitare sperpero di denaro pubblico senza poter avere poi tale valenza. Abbiamo saputo anche che il direttore di un notiziario ambientalista ha chiesto di usare le immagini video di un volontario, per farne un articolo su 'Termoli Wild', quindi il tam-tam messo in piedi sui social si sta diffondendo a livello nazionale. Questo è uno dei nostri principali obiettivi, cercare di amplificare il più possibile le violenze che questa nostra Valle del Sacco è costretta a subire da oltre 60 anni e cercare di arrivare al Prefetto al più presto, per chiedere una cabina di regia da ubicare in prefettura che possa coordinare al meglio le varie forze messe in campo, sia a livello politico che civico e dei preposti alle indagini ed ai controlli. Si percepisce forte nella popolazione, la sensazione che non ci si senta tutelati dalle istituzioni e questo lo abbiamo denunciato anche nel recente incontro nel Coordinamento dei sindaci in provincia. Un altro episodio ho visto che è stato filmato da un cittadino di Casto dei Volsci la mattina del 23 ma, non essendo coperta la zona da volontari della Task Force ha avuto poca rilevanza. Abbiamo saputo a tal proposito che la Task Force sta provvedendo ad organizzare incontri in tutte le località rivierasche e presto si spera di riuscire a coprire di volontari, l'intera asta fluviale. Altra cosa molto importante, l’abbiamo letta su un articolo di Tuttoggi, quotidiano online dell'Umbria, nel quale si legge che nel 2011, furono mappati la bellezza di 626 scarichi “sconosciuti all'Arpa”, scoperti dalle Guardie Forestali in un'indagine andata avanti per quattro mesi su tutti i corsi d'acqua del territorio regionale. Perché non prevederlo anche per i fiumi della Valle del Sacco? Occorre a nostro avviso, un intervento del Ministero dell'Ambiente, per mettere in campo certe azioni perché non è più sopportabile quanto sta accadendo! In serata, quando è stato lanciato l'allerta, sul gruppo T.F., c'è stata una risposta con mobilitazione molto massiccia da parte degli iscritti al gruppo e nuove persone si sono volute aggiungere per collaborare. In tanti siamo intervenuti fisicamente portandoci in varie tratte dell'asta fluviale ed in particolare, la maggior parte di noi, erano donne, prova tangibile che sono le più sensibili al problema. Quindi invitiamo le donne ciociare ad iscriversi. Vorremmo che l’incontro chiesto con il Prefetto da diversi giorni e che per averlo bisognerà aspettare la prima decade di dicembre, venisse anticipato perché gli atti delinquenziali da parte di ignoti continuano incessanti. Inoltre – continua Rocco - come sostiene sul proprio sito Pietro Alviti, professore di Ceccano che ben si conosce, ci sarebbe la possibilità di far intervenire l'esercito di stazza a Sora che possiede strumenti molto sofisticati ed in grado di individuare i delinquenti che provocano tali disastri ambientali.  Non è che possa farlo realizzare la Task Force tutto ciò, servirebbe invece che gli eletti alla camera e senato del nostro territorio, insieme al Coordinamento dei sindaci chiedessero al Ministero dell'Ambiente di intervenire in tal senso. Un fatto è certo, l’azione di disturbo della Task Force ha fatto smettere immediatamente il fenomeno, mentre altre volte si è protratto per diverse ore. Bisogna insistere e creare tutti i presupposti per controlli preventivi, anche avvalendosi di telecamere da caccia agli infrarossi autoalimentate, da posizionare nelle varie cascate, in modo che si possa delimitare subito la zona dove iniziano i fenomeni malavitosi. Serve l'impegno di tutte le forze, politiche, civiche e militari, altrimenti non se ne uscirà mai fuori».

Grazie Rocco e buon lavoro, anzi, buona caccia. «Grazie a voi per l’attenzione perché siete sempre presenti sul problema» Il Prefetto, come insiste e sostiene la Task Force deve istituire al più presto, una cabina di regia in prefettura, da dove si potranno coordinare tutte le forze disponibili, per risalire ai responsabili di tali scempi. Il sindaco Roberto Caligiore di Ceccano che rappresenta il comune più colpito da tali fenomeni e quale appartenente al Coordinamento dei sindaci, dovrebbe proporsi come capofila, per ottenere al più presto tale cabina di regia e ci risulta che sia stato investito di tale azione già in un consiglio comunale di giugno di quest’anno ma che ancora, dopo circa 6 mesi, nulla è stato fatto.

Luciano Bracaglia

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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