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Un frame di uno dei documenti depositati Un frame di uno dei documenti depositati

Omicidio Mollicone: la difesa dei Mottola deposita una relazione. Le parole di Lavorino

Il criminologo Carmelo Lavorino (consulente della famiglia Mottola e coordinatore dei lavori) non ha potuto partecipare all’udienza preliminare. Come lui tutti gli altri consulenti. Ma al termine della giornata ha tenuto a precisare che il pool difensivo dei Mottola ha depositato una dettagliata relazione con ben 24 punti con i quali si confuta il lavoro dell’accusa. «Ci sia avvia verso la conclusone, una pianificazione del tutto. Naturalmente ci sarà il rinvio a giudizio, non può non esserci perché 52 faldoni sono troppi, ci sono state delle attività investigative lunghissime, molto forti e pesanti che non possono essere confutate nell’udienza preliminare. Ci sarà il processo e tramite l’avvocato Germani abbiamo depositato la nostra consulenza con 24 punti di conclusione. Punti molto forti con i quali portiamo in evidenza gli errori investigativi. Abbiamo sottolineato tutte le contraddizioni sostanziali e circostanziali che abbiamo rilevato all’interno dell’informativa dei Carabinieri. Abbiamo confutato la questione della porta, del Dna vegetale e dei frammenti ma è soltanto l’inizio del nostro lavoro. Se ci sarà il processo, come sarà, avremo contatti con i giornalisti e chiederemo ai signori Mottola di rispondere alle domande dei giornalisti che saranno concertate per evitare accuse gratuite. Si fanno le domande, si risponde, ci saranno deduzioni e controdeduzioni». 
Perché questi incontri con la stampa?
«Semplice, perché alla conferenza stampa non avevano ancora parlato con il giudice. A me interessa che parlino prima con il giudice e poi con i giornalisti. Visto che dall’inizio dell’indagine i soggetti indagati subiscono un attacco mediatico incredibile perché si propagano solo le notizie degli inquirenti, è giusto che prima del processo si conoscano i punti di vista della difesa di modo da informare correttamente l’opinione pubblica. Per otto anni i Mottola sono stati buttati sulle prime pagine come gli assassini di Serena senza sapere quali fossero le investigazioni reali e gli elementi di prova o sospetto nei loro confronti. Ora, invece, abbiamo visto tramite questi 52 faldoni com’è la situazione». 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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