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Il segretario provinciale Fiom, Donato Gatti Il segretario provinciale Fiom, Donato Gatti

Coronavirus, Donato Gatti (Fiom): «Pronti a farci anche denunciare per tutelare i lavoratori»

Chiusura di tutte le attività produttive non essenziali. In pratica, far rallentare l’Italia. Una misura ulteriormente restrittiva, dopo quelle precedenti messe in atto, che va proprio nella direzione che nei giorni scorsi era stata indicata dalle sigle sindacali. Ed infatti, l’annuncio del Premier è giunto ieri in tarda serata, dopo una lunghissima videoconferenza con i leader di Cgil, Cisl, Uil che avevano chiesto un atto di responsabilità. Allo stato attuale, tuttavia, non c’è ancora il decreto e Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom Cgil, tuona: « Il Presidente Conte ha trovato il tempo di fare una diretta FB in cui ha annunciato la chiusura temporanea delle  fabbriche, ma ad ora non c’è nessun decreto.

Non è il momento delle polemiche ma così non va. Prima i decreti poi le conferenze stampa, altrimenti si crea incertezza, incomprensione, instabilità e paura.

A chi in queste ore sta chiamando per sapere dalla Fiom cosa fare domani al primo turno non diamo risposta perché non possiamo darla. È il governo che deve darla, trovo inaccettabile la lettera di Confindustria secondo la quale di fatto tutto sembra essere diventato essenziale. Se c’è un governo, che faccia la sua parte e tenga fede a quello che ha dichiarato ieri sera».

A livello provinciale la Fiom, con il suo segretario territoriale, è più determinata che mai a salvaguardare la salute dei lavoratori.

«Già da venerdì – sottolinea infatti Donato Gatti - sostenevamo che bisognava chiudere perché troppo pericoloso e anche se qualche azienda ci ha minacciato di querela, noi siamo andati avanti con le nostre richieste. Perché, se serve a salvare vite umane, siamo anche pronti a farci denunciare».

«All’interno dell’Skf di Cassino, ad esempio, tantissimi lavoratori non si sentono al sicuro perché lo stabilimento si trova proprio al centro della città, dove non si ha un quadro sicuro del livello di contagio raggiunto. Inoltre, e non è da sottovalutare, tanti lavoratori provengono da aree anche molto distanti e dichiarate zona rossa, come in provincia di Latina».

Vista disattesa la richiesta di fermarsi per qualche giorno in attesa di sviluppi, utilizzando gli adeguati strumenti messi a disposizione dal governo, la RSU Fiom insieme al segretario provinciale Donato Gatti ha quindi dovuto fare «una scelta dura ma doverosa, quella di dichiarare lo sciopero per tutta la settimana. A quanto pare – conclude Gatti - si è dimostrata la scelta giusta».

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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