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I controlli di Pasquetta I controlli di Pasquetta

Veroli, nessun contagio e cittadini ligi al 'no pasquetta day'

Veroli, Pasquetta, i controlli e i contagi: la prima resiste, la seconda non ha avuto seguaci, i terzi sono stati impeccabili e gli ultimi almeno per oggi hanno lasciato in pace la perla ernica. I dati della Asl girati al sindaco Simone Cretaro hanno dato la cifra della situazione odierna: a Veroli oggi non sono state registrate nuove positività all’acido nucleico del coronavirus. Ma oggi era anche una giornata particolare, per tutta Italia e specie per una città come Veroli, che annovera nel suo territorio uno spot paesaggistico-turistico di primo livello come Prato di Campoli. Nello specifico della situazione attuale, con precise disposizioni a far divieto di sosta e transito, il rischio che il Lunedì In Albis si trasformasse in una fiera dell’irresponsabilità era quanto meno da paventare e prevenire sul campo. A presidiare i varchi per la località montana e non solo lo spiegamento di forze messo in campo dal comandante della Polizia Municipale Massimo Belli, che in coordinamento con la Benemerita ha dislocato fin dalla mattina nei punti chiave di accesso al pianoro un numero di pattuglie maggiorato, uno spiegamento di forze già testato con gli equipaggi che già ieri avevano fatto un lavoro egregio.

Di fatto ha prevalso il buon senso di tutti i verolani, che hanno confermato un aplomb civico già palesato in altre precedenti tappe dell’odissea Covid. Alle raccomandazioni puntualmente fatte dal sindaco Simone Cretaro ai suoi concittadini a ché in questo giorno cruciale non vi fossero improvvidi ‘colpi di testa’ hanno fatto eco le considerazioni ex post del comandante Belli, che ha sostenuto con assoluta cognizione di causa che "i verolani hanno recepito in maniera ammirevole gli appelli fatti per restare  a casa. Sia ieri che oggi sono state dispiegate sul territorio 5 pattuglie locali in coordinamento con i Carabinieri. Abbiamo tenuto due giorni di presidio fisso a Santa Maria Amaseno, sulla strada che porta Prato di Campoli e non abbiamo elevato alcuna contestazione, oltre che rilevato un traffico veicolare ridottissimo. Chi circolava aveva motivi più che validi e legali. E’ stato un lavoro capillare - ha tirato poi le somme il comandate - per il quale ringrazio l’intero organico del reparto che ho l’onore di dirigere”. Poi la chiosa elegiaca, che oggi, fra sollievo e mission civica compiuta, ci sta tutta: “Prato di Campoli deserto e nel pieno della primavera è straordinario”.
Monia Lauroni

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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