L'Inchiesta Quotidiano OnLine

Pigliacelli, missione compiuta: meravigliare i cassinati sulla Tav

Ce ne vuole per tenere a freno l’irruenza di Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio di Frosinone e già leader degli industriali ciociari. Lui è un tipo verace e dice “pane al pane” ma, soprattutto, quando punta l’obiettivo non demorde. Va a meta e basta. Il sindaco di Cassino, Enzo Salera, ieri s’è assunto - e probabilmente se ne sarà anche pentito - l’onere di fare gli inviti a cena in un noto locale della sua Sant’Angelo in Theodice per conto del super-presidente che, nella fattispecie, veniva a rappresentare il punto di vista di un altro super-presidente, Francesco De Angelis e del Pd che conta a livello regionale. Anche se Pigliacelli avrebbe sintetizzato in manera colorita il suo ruolo: «Sono il soldato del numero uno della provincia di Frosinone». Sarà. E, se lo ha detto lui, c’è da credergli.
Convocati attorno al tavolo sindaci e amministratori del Cassinate che, dopo aver preso sonori schiaffoni politici dai noti Dem frusinati e regionali - discarica ampliata a Cerreto, stazione Tav sottratta al territorio e spostata a nord, fondi ai consorzi industriali (13 a 1 tra Asi e Cosilam: parliamo di milioni di euro), soppressione di Cosilam e Consorzio di Bonifica -, dovrebbero avere anche la buona creanza di stare zitti. Come in effetti hanno fatto nella quasi totalità (temendo di perdere qualche finanziamento della giunta Zingaretti, probabilmente) se non fosse il noto Libero Mazzaroppi (ieri su queste colonne, come altre volte) a descrivere la situazione ed a raccontare la necessità - se non l’urgenza - che il Cassinate si ribelli e finalmente rialzi la testa.
Ma lo scopo di Pigliacelli era di ricondurre a miti consigli i cassinati che non possono aspirare al “ciuf ciuf”, visto e considerato che i soldi sul progetto li mettono i ciociari. E che i cassinati fanno solo chiacchiere (non avendo bigliettoni).
Principale bersaglio del super-presidente è stato durante la cena l’ex presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese che, ad un certo punto, è stato chiamato telefonicamente ed apostrofato come - secondo Pigliacelli - meriterebbe.
Mentre la scena andava avanti - scoppiettante ma non certo elegante - restavano silenti e impietriti oltre che imbarazzati i vari Salera, De Bellis, Cardillo, Ferdinandi, Villani, Murro e compagnia di malcapitati. Molti dei presenti sono di fede deangelisiana di ferro. Ma - fortunatamente - la performance del super-presidente dell’ente camerale qualche crepa l’ha aperta nella loro metallica adesione alla linea De Angelis-Buschini-Battisti. Per ora solo di lesione intima ed etica si tratta. Qualcuno si sarà detto: «Ma davvero ci trattano così?». Qualcun altro si sarà destato: «Ebbene sì, in effetti ci trattano così non da oggi. Da sempre».
Ma le responsabilità dello stato di cose non sono certo dello spumeggiante Pigliacelli e neppure del furbacchione presidente Asi. Urge un grande specchio alla classe dirigente cassinate, attuale, recente e meno recente. Di fatto il “confronto” voluto da Pigliacelli non s’è fatto perché non s’è discusso di niente, tra battute, frecciate e, a volte, insulti. Tutto è filato via nell’assenza completa di argomentazioni politiche o imprenditoriali.

L’umiliazione di Cassino e del Cassinate segna un’altra tappa mirabile. Eppure l’orgoglio si sta risvegliando, giura qualcuno. Magari dovrebbe ricominciare dalla richiesta di una governance autonoma per l’area vasta omogenea del Sud Lazio e dal superamento dell’organizzazione provinciale della Regione Lazio. Il tassello fondamentale da rimuovere è questo, istituzionale: da qui nasce tecnicamente la sudditanza quando parliamo di centri decisionali.
Perché altrimenti, meglio portare discarica di Roccasecca, Saf di Colfelice e inceneritore di San Vittore del Lazio a servizio di De Luca e De Magistris che, di sicuro, non hanno dimenticato che l’Alta Terra di Lavoro è sempre stata un’opportunità da valorizzare. Il nord di un meridione disperato ma dignitoso.
Lasciando magari Pigliacelli e De Angelis al loro brillante e terribile destino di sud di Roma Capitale.
Auguri

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604