L'Inchiesta Quotidiano OnLine

La Trincea, il diario dal primo al 5 giugno. Democrazia bloccata, Roma assorbitutto, parla Pigliacelli

LUNEDI' 1 GIUGNO

Dalle colonne del Corsera, Nicola Zingaretti invoca «uno spirito nuovo basato sul confronto, il dialogo e l’unità». Subito dopo spiega: «Non significa annullare le differenze, cambiare governi o ruoli tra maggioranza e opposizione ma inaugurare una nuova fase all’insegna della concordia nazionale». Insomma noi restiamo al governo e voi restate dove siete. Ma basta questo ipotetico confronto a superare la crisi nerissima nella quale siamo immersi? Il governatore di Bankitalia Visco aveva nei giorni scorsi - in occasione della sua tradizionale relazione -, avvertito su «come il “distanziamento sociale” appiattisce la curva dei contagi senza eliminare il virus, così le misure di sostegno contribuiscono a diluire nel tempo e ad attutire le conseguenze della crisi senza eliminarne le cause». Tradotto vuol dire che, con la democrazia bloccata che stiamo vivendo causa forza maggiore emergenziale, non si va da nessun parte e, anzi, da agosto in poi, superato il blocco delle procedure di mobilità, aumenteranno ancora le disuguaglianze.

Mentre si impennano i livelli di debito pubblico e privato. L’impresa impossibile di Zingaretti di dare ad intendere che lui e colleghi di governo saprebbero cosa fare, è pari pari riferibile anche ai territori, dove una classe dirigente s’è liquefatta al cospetto dei problemi soprattutto economici e sociali sollevati dalla pandemia. La risposta delle istituzioni s’è poggiata essenzialmente sulle spalle dei sindaci e sugli assessori più esperti (a Cassino vanno citati Maccaro ed Exodus). Mancano all’appello energie e cervelli, svincolati da potentati e lobby. Salvare il Paese e le sue regioni non è cosa che si possa affidare a questi eletti (pure di destra...). Si torni al voto e si tenti ancora col cambiamento. Incrociando le dita.  

 

MERCOLEDI' 3 GIUGNO

L’elenco degli “schiaffi” al territorio, per quanti hanno perso il conto dei fatti negativi e ricordano solo la stazione Tav, giocando a fare gi spiritosi benaltristi, annovera anche lo stato in cui è stato ridotto l’ospedale di Cassino (senza mai dimenticare la soppressione di quello di Pontecorvo). Perché se un solo nosocomio sui 4 residui in provincia ha problemi così gravi da bloccarne le attività essenziali e urgenti per i pazienti, un motivo ci sarà. Il sindaco di Cassino Salera ha consultato il rettore Betta per fare opera di convinzione più a Sud: dall’Università di Napoli potrebbe arrivare un supporto in termini di risorse umane e di prospettive. Finalmente si individua una direttrice lungo la quale non dovrebbero essere assiepati bottegai e quinte colonne del potere costituito e fortificato dai noti poteri.

Ci si accorge così quanto sia grave la situazione, ben al di là dell’emergenza Covid. Che ha costituito un buon alibi per far manovrare gli stessi di sempre, con più giustificazioni di prima ma stessi risultati: inefficienze e smantellamento sistematico dei servizi al territorio. La misura sarà finalmente colma? Al sistema Sanitario nazionale negli ultimi 10 anni sono stati sottratti 37 miliardi (25 solo nel 2010-2015). Zingaretti ha fatto la sua bella figura (si fa per dire) e l’ultima inchiesta di “Report” l’ha identificato come il primo diligente allievo del sistema lombardo delle privatizzazioni. Che poi il problema vero è che molta gente muore aspettando il turno oppure torna a viaggiare per un altrove che dovrebbe salvarle la pelle.   

 

GIOVEDI' 4 GIUGNO

Roberta Lombardi, capogruppo M5S Lazio, oggi ha chiesto poteri speciali per Roma Capitale: «La Regione - ha argomentato - soffre della sua presenza perché, a livello di indici, la Capitale assorbe quelli di livello regionale. Se penso a quelli sanitari, Roma con le sue strutture sanitarie assorbe gran parte del fabbisogno regionale ma non si puo' pensare che chi abita nella provincia di Frosinone debba fare riferimento a Roma nella sua quotidianita' di cura sanitaria». Cara Lombardi lo pensi pure. E immagini che più ci si allontana da Roma e più la sua Regione Lazio ha assorbito ed estirpato servizi sanitari fino a giungere a Cassino. Città oggi senza possibilità di fare interventi chirurgici per mancanza di anestesisti. E nessuno dei soliti noti si strappa i capelli, protesta e interviene.

Anzi, tutti zitti, muti e allineati. Quelli dem famosissimi, dico. Ma pure gli altri non scherzano (dalla Lega ai M5S) quanto a silenzio. Il discorso inverso vale per i rifiuti dove è Roma a dover fare riferimento quotidianamente alla provincia di Frosinone, anzi, per la precisione, al triangolo della monnezza cassinate Colfelice-Roccasecca-San Vittore del Lazio. Proprio oggi in consiglio regionale Ciacciarelli ha discusso la sua interrogazione sul via libera del Consiglio dei Ministri e della conseguente decisione della Regione circa la sopraelevazione del IV Bacino della discarica di Roccasecca. Sul perché ci si accanisca col cassinate per lo smaltimento dei rifiuti del Lazio nessuno interviene, manco molti sindaci interessati. Che però il 14 giungo saranno in stazione a festeggiare Zingaretti e Battisti per la fermata Tav. Quella sì che è una conquista decisiva. Complimenti vivi. 

 

VENERDI' 5 GIUGNO

Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio, spopola sul web. Come noto lui, da rappresentante (sedicente) di una parte dominante della classe dirigente del nord della provincia, è stato inviato a Cassino - e qui ospitato su invito del sindaco - con la finalità dichiarata di voler placare le “pretese” dei soliti cassinati per una loro stazione Tav. Dopo il nostro resoconto dell’incredibile cena santangelese, la sua reazione ha animato dichiarazioni risultate una sfilza di insulti e minacce a Mario Costa. Quel video, nell’assenza imbarazzante di una moderazione che salvi almeno gli estremi dei codici penale e civile, rischia di diventare un cult per gli appassionati dell’orrido e dell’irripetibile.

A Costa ovviamente va la piena solidarietà di chi scrive queste note. Perché su Pigliacelli (e sui suoi mandanti ciociari), in effetti, c’è molto poco da scherzare. Intanto la nostra intervista al sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, registra l’indebolimento del fronte dei primi cittadini del Sud, dopo l’uscita sulla fermata a Cassino che, comunque, è progetto già in discussione sul tavolo Cosilam (ha precisato lo stesso Sacco). Insomma la tensione esiste. Di sicuro è assente la governance del territorio. Eppure c’è chi sorride sempre
anche a Sud, pensando di azzeccarle tutte. Ma poi ci si ritrova con un presidente Cosilam gradito al presidente Asi, con la cena organizzata a Pigliacelli, perfino con l’entusiasmo dopo che si seppe che la stazione Tav la si faceva a Ferentino e non a Roccasecca.

Ora sull’ospedale di Cassino - che è rimasto con 6 anestesisti rispetto ai 7 di Alatri (ma va?) - si fanno incontri e confronti. La soluzione ci sarà dalla prossima settimana. Forse. Perché se sul “Santa Scolastica” bisogna prendersi altri giorni senza affannarsi, che male fa? Mica saremo al “Goretti”, caspita!

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604