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La Trincea, il diario dal 7 al 10 luglio. La classifica meritata, mascherine coi led, riflessioni a 5S

MARTEDI' 7 LUGLIO

Non ci sono stati commenti dei principali esponenti Pd alla catastrofica (per loro) classifica nazionale dei governatori e dei sindaci più apprezzati dagli italiani, secondo il sondaggio pubblicato ieri dal Sole 24 Ore. Zingaretti è finito al posto che merita, in fondo all’elenco. Non perché - come sostiene qualche analista - lo si sia percepito più come segretario nazionale Dem che come presidente della regione. L’esatto contrario: ha fatto il governatore del Lazio in maniera arcigna e determinata a servizio ed a vantaggio di Roma capitale. Emblematiche le vicende dei rifiuti, col doppio ricorso al Consiglio dei Ministri per lasciare in funzione Cerreto; l’abbandono della sanità cassinate al suo destino con l’ospedale al collasso senza che a nessuno interessi lo stop di mesi agli interventi chirurgici; la inamovibile gestione privatistica dell’acqua per la quale i Dem spingono a favore di una “pace tombale” tra Acea e Ato5, cancellando il tentativo di risoluzione cotrattuale animato dai comitati e movimenti.

Tra le periferie solo Latina si salva perché destinata ad accentrare servizi sanitari ed economici territoriali (Asl con Dea di secondo livello e Camera di Commercio unificata): arriveremo ad un’unica governance per il sud della capitale. Non c’è spazio per i decentramenti né rispetto per le autonomie dei territori omogenei nella visione zingarettiana. La linea è quella dell’accentramento dei poteri (consorzi industriali e bonfiche inclusi). Nessun ospedale è stato riaperto nonostante il Covid, da Anagni a Ceccano e Pontecorvo. Zingaretti, comunque, non è mai stato vittima del Movimento 5 Stelle. I 5S si sono messi, zitti zitti, a reggere in piedi l’anatra mai zoppa. Perché il potere inebria anche reclute e pivelli.    

 

MERCOLEDI' 8 LUGLIO

La realta' racconta che 13 milioni di euro tirati fuori dalle tasse dei cittadini laziali sono illegittimamente nelle tasche di qualche privato particolarmente “dinamico” con la Regione durante l'emergenza Covid. La vicenda è tornata ad riscaldare gli umori oggi alla Pisana perché, dopo due mesi, ancora siamo al punto di partenza. «Nei primissimi giorni di maggio – ricorda oggi Francesco Storace tornato a scrivere sul Tempo – si affacciò in Consiglio regionale il governatore Zingaretti a giurare che lo scandalo era sepolto. “Perché la ditta che si era intascata ben 14 milioni di euro – quella che fabbrica lampadine, la Eco.Tech – era pronta a restituirli. Con tanto di piano di rientro. Carta straccia: siamo a luglio e sessanta giorni dopo Zingaretti ...». Il vicepresidente Leodori, da parte sua, ha negato accordi presi con la Ecotech su un piano di rientro (che però era stato oggetto di dichiarazioni sui giornali e su media).

In questi mesi la Regione ha prodotto un decreto ingiuntivo contro una societa' con capitale sociale di diecimila euro. L’opposizione con Fratelli d’Italia fa il suo mestiere e spara a zero: «Il presidente zero Zingaretti, ancora una volta assente, si e' arreso, ma purtroppo per lui noi invece siamo determinati a portare avanti questa battaglia», afferma la consigliera Chiara Colosimo. Da parte Dem niente dichiarazioni su quella che definivano solo una fake news. Il presidente Zingaretti, con una qualche coerenza, si dedica all’ultima campagna social regionale: «No all’abbandono di guanti e mascherine nell’ambiente», è il suo slogan. Ecco, appunto.

 

GIOVEDI' 9 LUGLIO

Marco Mastronardi, consigliere comunale del capoluogo, si autocongela dall’M5s perché, confida, di aver chiesto maggiore partecipazione del suo partito alla vita politica dei territori. A parte l’eccezione Pintori a Sora, che anima iniziative concrete e pungola la maggioranza, ci sarebbe da chiedersi cosa fanno Mastronardi e gli altri eletti sotto le 5 Stelle per dare un senso al movimento e renderlo vivo anche localmente. Perché a dirla tutta quel che ne vien fuori è impalpabile, a parte le cose concrete del citato consigliere sorano e le uscite dei parlamentari Frusone e Fontana. Segneri sul nodo del lavoro al momento tace. Marcelli si dedica a sanità (senza disturbare Zingaretti) e binario per Avezzano. Ma non c’è da pretendere miracoli se perfino Luigi Di Maio sussurra ai colleghi:  “Così andiamo a sbattere a settembre, non può tenere se andiamo avanti così”. Chiacchiere e distintivi. Del Pd parliamo sempre. Oggi lasciamo perdere. Il centrodestra non mette in scena spettacoli più avvincenti.

Nella Lega c’è Rufa che almeno documenta su Fb la sua attività parlamentare, Gerardi da Pontecorvo non si sente sui temi che contano, a Frosinone s’è consumata la rottura con Fagiolo (e che notizia!). Ci sono i consiglieri regionali, vero, a partire da Ciacciarelli (San Giorgio caput orbis). Ci sarebbe pure qualche consulente del Carroccio con la qualifica di trombettiere di rinforzo perché di alto lignaggio: in fatto di prebende non si getta niente. Forza Italia fa quel che può: Quadrini è impegnato a commentare tutto quel che serve a fare un bel comunicato stampa. Basta far sapere in giro che si sta lì seduti, ottimamente. La giostra gira e guai a perdere giri. 

 

VENERDI' 10 LUGLIO

“L’emergenza di Roma non solo compromette il ciclo virtuoso del territorio in materia di rifiuti ma rende necessaria e improrogabile l'immediata cessazione di ulteriori conferimenti da fuori Ato a Roccasecca, ormai prossima alla saturazione”: nessuno l’ha detto durante l’ultima assemblea della Saf (i cui conti reggono grazie a Immondizia Capitale), ad eccezione del sindaco di Aquino Mazzaroppi, ma oggi lo si è ribadito nel corso del Consiglio provinciale.

La frase è testuale ed arriva da una nota stampa dove si spiega anche che “il prolungato apporto di rifiuti dalla Capitale, in assenza di valide alternative programmate nel territorio di riferimento, sta determinando il celere esaurimento del IV° Bacino della discarica gestita dalla Mad Srl e assorbendo velocemente le residue disponibilità destinate ai Comuni dell’Ato di Frosinone, che avrebbero garantito autosufficienza alla Ciociaria fino al 2026. Entro quella data gli uffici della Provincia avrebbero completato la procedura, attualmente in corso - ma va? e la chiusura di cerreto al 31 dicembre 2020 a chi interessa? - , di aggiornamento del Piano Territoriale Provinciale Generale (Ptpg)”.

Per capire quanto si meni il can per l’aia lasciando al territorio del Cassinate l’incombenza di far fronte agli scarti urbani di tutti, basta leggere altri passaggi come “la proposta di stralciare, dall’iter di aggiornamento del Ptpg, il capitolo relativo all’individuazione di nuove aree – non siti, questi di competenza regionale – da adibire a discarica. Approvato, inoltre, l’emendamento proposto dal presidente Pompeo di affidare al Politecnico di Torino l’individuazione aggiornata delle aree potenzialmente idonee in coerenza con la pianificazione territoriale regionale e provinciale”. Il sito alternativo non è roba attuale, prima o poi lo individueranno dei professori. Poi arriverà la politica. Evviva la fuffa. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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