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La Trincea, il diario dal 14 al 17 luglio. Dem conservatori, rifiuti senza emendamenti e assessore senza posto fisso

MARTEDI' 14 LUGLIO

Il Pd provinciale accelera verso il congresso di federazione tra la maggioranza schiacciante di Francesco De Angelis e la minoranza schiacciata di Pompeo e Costanzo. C’è da chiedersi a cosa serva una conta simile se non ad assegnare le solite fettine di potere. Certo, solo briciole agli oppositori interni. Ma la logica del numero maggiore dovrebbe determinare, generalmente, la scelta fra più opzioni. Tuttavia il bello del Pd è che non ci sono opzioni tra cui scegliere ma solo posti su cui sedersi. Per il resto è già tutto deciso da chi conta veramente, che di rado frequenta sezioni e prende la parola nei comitati politici. Meno che mai partecipa a votazioni anche solo apparentemente democratiche. Sui rifiuti non c’è altra scelta dall’accogliere i rifiuti ed i soldi di Roma, andando avanti con il privato prescelto per l’impianto di lavorazione dell’umido.

Sulla sanità basta assicurare che tra Frosinone e Alatri - cuore del potere che conta in periferia - funzioni il minimo indispensabile. Importante è non curarsi del sud della cosiddetta provincia (ma questa è una regola generale che vale per tutto, a partire dalla Tav) dove da mesi un ospedale non riesce neppure a programmare operazioni chirurgiche. Sull’acqua di tutti si va avanti con la conciliazione tra Ato 5 e Acea così si cancella per sempre il tentativo di ritornare ad una gestione pubblica (come vorrebbe perfino un referendum). Sull’occupazione chi se ne frega: il lavoro non c’è e non si pretenderà che il Pd risolva una cosa del genere. Già al governo voterà i pieni poteri per poi non decidere niente: decisivo è solo restare in posti ben retribuiti. Ecco perché l’esito finale del congresso Pd sarà ininfluente. Più conservatori di così ci sono solo gi imbalsamatori. 

 

MERCOLEDI' 15 LUGLIO

Altro che emendamento scritto proprio dai sindaci del Cassinate, in pompa magna 20 giorni fa a Roccasecca, da presentare al Piano rifiuti della Regione, per stoppare il trasferimento di immondizia romana nel Cassinate e per far sì che, a discarica di Cerreto esaurita al 31 dicembre 2020, gli altri territori del Lazio si facciano carico delle necessità della provincia (come la nostra area ha fatto fino ad oggi a beneficio di altri). La commissione regionale competente ha votato a maggioranza per il rinvio del testo in aula, evitando così di esaminare i circa 300 emendamenti depositati, tra i quali quelli relativi alla costituzione dell'ambito territoriale ottimale di Roma Capitale. Resta la speranza teorica che possano essere esaminati dall’assise della Pisana. I 3 dem, con il voto decisivo di Ciani, hanno avuto la meglio in Commissione.

Ma il destino sembra segnato lo stesso. Sia le aspirazioni del Cassinate, stufo dei soprusi in fatto di immondizia, che l’idea che Roma possa finalmente fare da sé senza insozzare le sue periferie, sono destinate ad essere vanificate dal possibile submaxiemendamento di Giunta che tutto cancella, come accaduto per il Ptpr. E la delibera votata dagli esecutivi di Roccasecca, Pontecorvo, Piedimonte e Cassino, per citare i centri principali? Carta sprecata. Eppure, ha spiegato Marco Cacciatore (ex M5S) «gli emendamenti presentati si sarebbero potuti ragionevolmente esaminare in poche sedute di commissione». Ma il tempo manca. A questa simil democrazia.

 

GIOVEDI' 16 LUGLIO

Nel Paese in cui fa chic dire che esistono tanti “prenditori”, tra aprile e giugno 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria, il Lazio ha fatto segnare un saldo positivo di 2.386 imprese. Il Rapporto sul secondo trimestre 2020 pubblicato da Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, ci dice che a Frosinone e provincia sono nate 212 di aziende. In cui non c’è gente che sta seduta sugli scranni - dopo essere stata prescelta dal capo-partito e fortuitamente eletta - ad incassare il denaro di tutti a fine mese con la pretesa, pure, di fare la morale al prossimo. E’ anche la giornata in cui s’è scoperto che un assessore regionale in carica (Alessandra Troncarelli) aveva deciso di prendere parte ad un concorso pubblico indetto in forma aggregata tra le Asl di Frosinone, Latina e Viterbo. Si sarebbe “misurata” (si fa per dire, visto che un beneficiato che siede in via Cristoforo Colombo alla corte di Zingaretti non potrà mai essere equiparato agli altri 1280 e passa signor nessuno).

Anche la decenza ha un limite e la Regione Lazio ci ha tolto dall’affanno con una nota annunciando che stamane l’assessore in questione “ha deciso, per una questione di opportunita', di inviare una mail, indirizzata alla Asl di Latina, per formalizzare la propria rinuncia al concorso pubblico”. Il posto fisso è rinviato. Ilaria Fontana, deputata M5S, si ricorda che sta per scaturire il verdetto-bis del Consiglio dei Ministri sui rifiuti nel Cassinate,la Regione che vuol ampliare a tutti i costi Cerreto. La pentastellata ha scritto a Costa e Franceschini. Si accettano scommesse: accontenteranno un’altra volta segretario nazionale Dem (Raggi). 

 

VENERDI' 17 LUGLIO

Aria di carte bollate e comunque di veleni attorno all’ultima tornata elettorale per l’elezione dell’amministrazione comunale di Cassino. Una riunione carbonara sventata nelle scorse settimane dal sindaco Salera in persona, intervenuto a sorpresa in una cena che qualcuno pensava potesse essere organizzata all’insaputa del primo cittadino, pareva aver fatto definitivamente saltare un tentativo di ammutinamento  tra le linee del Pd cittadino (non contro la conduzione complessiva della maggioranza di Salera ma in polemica con assetti interni). Quella cena sarebbe, infatti, servita alla creazione di un ulteriore gruppo consiliare sempre a sostegno del primo cittadino.

Da allora il malcontento è riemerso un mese fa in maniera formale (e quindi decisamente più insidiosa). Così il 12 giugno scorso viene depositata e protocollata alla Prefettura di Frosinone, alla Commissione Circondariale Elettorale del Comune di Cassino, all’ufficio del sindaco di Cassino e, per conoscenza, all’organizzazione sindacale Fenadip, una “richiesta di accesso formale a documenti amministrativi per esame e/o estrazione di copie ai sensi di varie normative in materia. La richiesta è firmata da un 43enne che era stato molto attivo nell’ultima tornata amministrativa (se ne deduce, quindi, che sia a conoscenza di molti retroscena della fase pre-elettorale a cominciare dalla raccolta delle firme a sostegno delle candidature): «in qualità di cittadino del Comune di Cassino», chiede di ottenere in visione o di estrarre copia degli«atti separati della dichiarazione di presentazione di candidato alla carica di sindaco e di lista di candidati alla carica di consigliere comunale (ovvero i moduli di raccolta firme di sottoscrizione) della lista Pd-Partito Democratico in relazione alle elezioni amministrative per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale di Cassino tenutesi il 26 maggio del 2019 e nel successivo turno di ballottaggio». La Commissione Elettorale Circondariale di Cassino scrive ai rappresentanti della lista del Pd e al cittadino richiedente l’accesso agli atti in data 29 giugno 2020: «Ai sensi delle vigenti disposizioni la lista rappresentata dalle ss.ll., è stata individuata quale soggetto contro-interessato. Entro 10 giorno dalla ricezione della presente le ss.ll. possono eventualmente presentare una motivata opposizione alla richiesta di accesso trasmessa. Si fa presente che, decorso tale termine senza che alcuna opposizione venga prodotta, l’Ufficio scrivente provvederà comunque sulla richiesta di accesso».

Ma il 2 luglio giunge alla Prefettura di Frosinone ed alla Commissione Elettorale Circondariale oltre che al sindaco di Cassino una seconda richiesta di accesso agli stessi atti (vale a dire sempre gli atti separati) da parte di una giovane candidata alle elezioni amministrative risultata non eletta, una 34enne. La particolarità stavolta è che l’atto viene indirizzato anche a tutti i consiglieri comunali. Quale sia il punto di approdo di quest’azione portata avanti con la doppia richiesta non è ancora chiaro. Anche se ieri sera - dalla trasmissione web Tanfuk di Giorgio Di Folco (Pistoia) - è emerso un elemento che potrebbe dar luogo ad accertamenti da parte della Procura della Repubblica. Il videoblogger ha infatti intervistato una candidata coprendola alla vista del pubblico web, probabilmente si tratta della stessa ragazza che ha sottoscritto la seconda richiesta di accesso agli atti.

La giovane, intervistata, ha raccontato dell’abbinamento elettorale tra lei ed un esponente Pd, poi eletto in Consiglio comunale. Sullo sfondo la necessità della donna, con una figlia, di trovare una sistemazione lavorativa. Il suo impegno elettorale sarebbe stato, quindi, esclusivamente finalizzato all’ottenimento di un posto di lavoro. Visto, però, che la promessa sarebbe stata disattesa ha maturato la decisione di recarsi da Pistoia e, più in generale ai giornali, per denunciare l’accaduto. Tutte circostanze che, con tutta probabilià, saranno chiarite a seguito dell’apertura di un fascicolo da parte della magistratura inquirente. Del resto un esposto è stato presentato questa mattina via Pec alla Procura della Repubblica da parte dell’avvocato Giuseppe Martini, esponente del Gruppo Cassino a 5 Stelle e già candidato a sindaco per lo stesso movimento. Martini, partendo proprio dalle dichiarazioni rilasciate dalla ex candidata al Consiglio a Pistoia chiede che venga accertato la sussistenza o meno di estremi che profilino l’ipotesi di voto di scambio. Ma di sicuro c’è un piano politico sul quale c’è assenza di dichiarazioni e prese di posizione rispetto ad una  vicenda che sta assumendo dimensioni non certo trascurabili. Oltretutto non sembrano esclusi sviluppi, sia in sede amministrativa che giudiziaria, in grado di destabilizzare la situazione creatasi dopo l’ultima tornata elettorale. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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