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Una delle riunioni di programmazione in assessorato con gli istituti comprensivi Una delle riunioni di programmazione in assessorato con gli istituti comprensivi

Scuola Pio Di Meo, scintille tra preside e assessore (già dirigente scolastico)

«Ci sono momenti nella vita in cui priorità personali impongono silenzio, ed è per questo che finora nelle tante “dicerie” ho scelto di non intervenire. Ma se il percorso fatto viene strumentalizzato e fuorviato anche da chi quel percorso lo ha condiviso fianco a fianco per ben tre mesi senza sosta e senza tregua, allora vuol dire che è necessario far sentire la propria voce». L'assessore alla pubblica istruzione, Maria Concetta Tamburrini, rompe il silenzio e va al contrattacco. La nota divulgata dalla dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Cassino 1, Maria Rosaria Di Palma, a quanto pare ha lasciato di stucco l'amministratore comunale che, nel corso di questi mesi, ha riunito più volte le dirigenze scolastiche del territorio per trovare insieme percorsi condivisi sulla riapertura in sicurezza. 

«Il 3 agosto, con nota agli atti della scuola, si sollecitava il Comune di Cassino a fornire risposte certe alle tante richieste ed ipotesi avanzate per il rientro in presenza di tutti gli allievi» scriveva la DS Di Palma, sottolineando che «non avendo ricevuto alcuna risposta, e avuta conferma il 28 agosto che le cinque aule richieste alla San Benedetto non sarebbero state più disponibili per l’Istituto Comprensivo 1 di Cassino, si è appreso anche che la rotazione di alunni nei gruppi di lavoro non rispondeva al principio di precauzione, ed il 31 agosto si è avuta la certezza che si doveva procedere alla formazione di altri gruppi classe stabili, ma vincolati dalla capienza delle aule di cui al momento si disponeva, al fine di far rientrare tutti in presenza, come indicato nel Protocollo Scuola per il primo ciclo. Poiché la definizione dei criteri di formazione delle classi è di competenza del Consiglio di istituto, è stato coinvolto l’organo collegiale per la necessaria condivisione di tutte le componenti della scuola anche attraverso la sua rappresentanza dei genitori, prevedendo il sorteggio come ultima ratio. Consapevole che la soluzione adottata non è certamente quella auspicata fino alla fine di agosto, l’assenza di spazi e le mancate risposte alle interpellanze della dirigenza dell’Istituto Comprensivo Cassino 1, non ha lasciato possibilità alternative». E' solo uno dei numerosi passaggi al vetriolo che la scuola ha riservato al comune di Cassino e all'assessore in particolare. E proprio la Tamburrini replica ora nero su bianco ad ogni tipo di contestazione.

«Rispondo prendendo come riferimento tre parametri - esordisce l'assessore -: autonomia scolastica, numero aule richieste, tipologia di risposta. Autonomia scolastica: è il principio cardine di tutta l’organizzazione scolastica, quella che determina lo stile di ogni istituto, quella che rende il “preside” un vero e proprio “dirigente” che, con i propri organi collegiali, definisce il profilo dell’offerta formativa assumendosene tutte le responsabilità. In base a questa autonomia, che come ex dirigente ben conosco nei margini di applicazione, la Dirigente del 1° I.C. ha avuto libertà e facoltà di stabilire come rispondere alle direttive del Comitato Tecnico Scientifico per organizzare le classi in questo particolare periodo: in piena autonomia e responsabilità ha fin dall’inizio lavorato sulla costituzione dei cosiddetti gruppi classe basando le sue successive richieste proprio su questa scelta operativa. È una scelta condivisibile o meno, ma è la scelta della DS del 1° I.C.

Numero aule richieste: a giugno il numero delle aule mancanti per tutti gli I.C. erano circa 30, nel giro di pochissimi giorni, grazie alle molteplici variazioni dei parametri stabiliti dal CTS, sono radicalmente scese a 8 per il 1° I.C. e 2 per il 3° I.C., dato formalmente indicato dalle rispettive DS anche al MIUR Lazio nel sondaggio ufficiale del fabbisogno delle aule richieste ai comuni fatto il 15 luglio e regolarmente acquisito agli atti dall’Amministrazione e ribadito nella successiva email del 27 luglio. Da sottolineare che nelle 8 aule richieste erano inserite anche le 2 che il Dirigente dell’Area Tecnica aveva più volte sottolineato, sarebbero state disponibili entro il 5 settembre (cosa regolarmente accaduta). A seguito di una lettera in cui la Provincia comunicava la non disponibilità di 4 aule all’interno dell’IIS “San Benedetto”, il numero delle aule richieste dalla DS del 1° IC, come da email del 28 agosto acquisita agli atti, è sceso a 4 poiché “alla luce di questa variazione, la scrivente, con il supporto dell’ RSPP, ha rivalutato la possibilità di utilizzare altri spazi presenti nell’edificio della Scuola Secondaria di 1 grado “Di Biasio”. L’Amministrazione, come richiesto, ha affittato 4 aule per il 1° comprensivo all’interno dell’edificio delle Stimmatine.

Tipologia di risposta: questo è il passaggio che maggiormente lascia perplessi e fa pensare. Se “risposta” vuole dire email formali e protocollate, allora, mio malgrado, sono costretta ad ammettere che è vero: le risposte sono state poche, anche se fondamentali visto che comunicavano l’avvenuto affitto dei locali richiesti. Se “risposta” significa, invece, disponibilità al dialogo, incontri in assessorato, continue telefonate, messaggi, sopralluoghi in tutti i locali inimmaginabili – ex Economia e Commercio, Scuola Ponte La Pietra, locali confiscati alla mafia, ex Centro di Ricerca, locali Stimmatine, e questo solo per citare i più grandi – ai quali è sempre seguito regolare incontro in assessorato per verificare planimetrie ed ipotesi di sistemazione delle classi, allora forse qualcuno dovrebbe essere più corretto e chiaro, per non dire sincero.

Ci tengo a sottolineare che tutti i documenti citati  sono stati visionati insieme a tutta la documentazione di riferimento, da alcuni genitori che, a partire da risposte poco chiare avute dai responsabili referenti scolastici e, in qualche caso, anche abbastanza insinuanti, hanno voluto fare chiarezza su quanto fosse stato fatto dall’Amministrazione e dall’Assessore per garantire la reperibilità dei locali. Facendo l’analisi di tutto, in realtà la mancanza di aule non è dipesa dalla non risposta del Comune o dell’Assessore, la mancanza di aule, così come confermato dalla stessa Dirigente proprio nella sua nota di difesa, è dovuta al fatto che “la rotazione dei gruppi di lavoro non rispondeva al principio di precauzione” e che il 31 agosto la DS ha avuto la certezza di dover creare gruppi stabili.

Il problema è nato dalla natura dell’organizzazione ipotizzata dalla dirigente che poggiava sul fatto che all’interno delle classi si sarebbero formati dei “gruppi variabili” e non stabili, in modo da mantenere l’unitarietà della classe stessa, abbassando allo stesso tempo il numero complessivo degli alunni e creando attività di approfondimento a rotazione. La nota ministeriale del 31 agosto ha letteralmente frantumato tutta l’organizzazione messa in piedi dalla DS con il suo staff. Sarebbe stato più onesto riconoscere quest’ulteriore difficoltà, condividerla il 31 agosto via email con l’Assessore o, se proprio non si fidava, con il Sindaco stesso, oppure comunicarla formalmente il 7 settembre in occasione dell’ultimo incontro svoltosi in Sala Giunta alla presenza di tutti i DS e i Presidenti dei vari Consigli di Istituto, di cui è stato redatto formale verbale e dai cui non si evince alcun dato di questo tipo.

Tralascio di elencare tutti i suggerimenti telefonici che sono stati dati in questi ultimi giorni, anche tramite i genitori stessi, per verificare altre soluzioni di supporto a questa situazione, perché ritengo che, secondo il criterio adottato, ricadano nelle “non risposte”.  E tralascio - conclude l'assessore Tamburrini -  le riflessioni strettamente personali su tutta la vicenda. Mi preme solo dire che, se si vuole perseguire di nuovo la via del dialogo e del confronto, l’Assessore e l’Amministrazione ribadiscono disponibilità. Certo è che, questa volta, tutto sarà certosinamente documentato, vagliato e messo agli atti, perché a questo punto anche noi vogliamo vederci chiaro su ogni sfaccettatura futura».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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