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Carmine Di Mambro fotografato davanti all'ospedale Santa Scolastica Carmine Di Mambro fotografato davanti all'ospedale Santa Scolastica

Frosinone, liste d’attesa segnate in rosso. L’Asl peggiore per i tempi delle visite specialistiche

Il già consigliere Carmine Di Mambro torna a parlare di sanità e soprattutto delle liste di attesa che pongono la provincia di Frosinone a l'ultimo posto nel Lazio. «Nonostante si vada ribadendo l’uscita dal commissariamento, la nostra è la regione in cui i cittadini si lamentano di più per i tempi d’attesa necessari a fare una visita, un esame clinico o radiologico e la cosa diventa grave se si parla della provincia di Frosinone», sottolinea. «E’ chiaro, quindi, il risultato di una gestione sanitaria ciociara fallimentare - attacca -. Vengono prese in considerazione tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali (brevi, differibili e urgenti). Le criticità si registrano soprattutto per quelle differibili che secondo gli standard regionali dovrebbero essere eseguite entro 60 giorni dalla prenotazione. Il monitoraggio viene effettuato ogni mese in base all’indice TDA, ossia il rapporto tra il numero delle prenotazioni evase nei tempi prestabiliti rispetto al numero totale delle prenotazioni varia».

Ci sono tre gradi di qualità: verde (quando il 90% delle prenotazioni rispetta i tempi standard), giallo (quando il rispetto dei tempi standard è tra il 50 e l’80% delle prenotazioni) e rosso (quando le prenotazioni entro i tempi standard sono inferiori al 50%). La metà delle prenotazioni effettuate, in provincia di Frosinone, vanno oltre il tempo massimo, è il dato peggiore nella regione Lazio. Nell'ultimo mese, ma ormai è un dato che si ripete da anni, a fronte di 1148 prenotazioni per visite specialistiche, meno della metà, cioè il 48,3%, è stata evasa nei tempi prestabiliti dalla regione per gli esami differibili.

«Questo - commenta Di Mambro - è il quadro che emerge dal monitoraggio delle liste di attesa nell'ASL di Frosinone che registra il dato peggiore nel Lazio. Ebbene, nell’ultimo mese le criticità maggiori, da colore rosso, hanno riguar- dato le visite di gastroenterologia, fisiatria, oculistica e cardiologia, malissimo per la maggior parte delle visite specialistiche. Difficoltà si sono registrate anche per l’ecografia alla mammella, la colonscopia e l’elettrocardiogramma dinamico». Su 31 tipologie di esami, quasi la metà non riesce a rispettare gli standard di attesa imposti della regione Lazio. Solo un paziente su tre riesce ad ottenere un appuntamento entro il tempo massimo previsto per gli esami differibili. «Questo in sintesi è il quadro desolante che emerge dal monitoraggio delle liste di attesa nella ASL di Frosinone. Le situazioni peggiori, stando ai dati delle ultime quattro settimane, si registrano per le seguenti specializzazioni: gastroenterologia, fisiatria, oculistica e mammografie. In questi casi - ricorda l’ex consigliere comunale di Cassino - solo un paziente su 10 riesce ad ottenere una visita entro il tempo massimo previsto».

«Leggermente meglio, ma si fa per dire perché il dato è sotto la media, per chi deve fare una visita pneumologica, dermatologica, neurologica o cardiologica. In questi casi solo un paziente su 3 riesce ad avere un appuntamento nei termini di legge fissati dalla regione Lazio». Nell'ultimo mese la ASL di Frosinone, per le visite specialistiche, ha riscontrato il dato peggiore delle aziende sanitarie laziali, cosa che si ripete molto spesso in questi anni. La ASL di Frosinone, quindi, è quella che sta faticando di più a ristabilire la normalità nelle attività ambulatoriali. «Le cause di questa difficoltà - analizza Di Mambro -, non sono da attribuire al Covid-19 perché il problema già c'era, vanno rintracciate in una pessima organizzazione regionale, nella carenza dei medici e nei paletti fissati dalla regione per l'erogazione dei servizi ambulatoriali oltre l'orario di servizio con le prestazioni aggiuntive». «Se cresce l’esternalizzazione alla Asl di Frosinone, del resto, si produce l’amplificazione dei costi mentre i tempi di attesa subiscono un ulteriore allungamento. Chiediamo al direttore generale e al Presidente Zingaretti di fermare l’esternalizzazione che aumenta i costi, riduce servizi e qualità del sistema sanitario e rendere succubi i lavoratori professionisti. Occorre ricordare che la sanità è finanziata dai cittadini contribuenti. I lunghi tempi d’attesa danneggiano la salute dei cittadini e sperperano il denaro pubblico», conclude Di Mambro.

La Regione Lazio ha predisposto un sistema di rilevazione dei tempi di attesa (TDA) che monitora ogni settimana le visite e gli esami diagnostici. I dati riportati si riferiscono alle prime visite e agli esami strumentali, diviso per classe di priorità: urgente, breve e differibile. Per ogni prestazione viene indicata la percentuale di prenotazioni effettuate con tempo di attesa entro gli standard regionali: 72 ore per le urgenti; 10 giorni per le brevi; 30 giorni per le visite differibili; 60 giorni per le prestazioni strumentali differibili. L'indice TDA (rapporto tra il numero delle prenotazioni evase nei tempi prestabiliti rispetto al numero totale delle prenotazioni) varia in tempo reale a seconda della selezione effettuata. Il colore verde indica il rispetto dei tempi per almeno il 90% del totale delle prenotazioni; il colore giallo indica che le prenotazioni entro lo standard sono comprese tra 50-89%; il colore rosso indica che le prenotazioni entro lo standard sono minori del 50% sul totale delle prenotazioni per il periodo selezionato.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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