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San Vittore del Lazio: l'omaggio del sindaco al cavaliere Spennato, combattente democratico premiato da Pertini

"Con grande dolore e tristezza comunichiamo che oggi 22 settembre 2020 il Cavaliere Ufficiale Vittore Spennato è tornato alla casa del Santissimo Padre. Il Cavaliere Spennato è stato un pilastro importante della nostra storia e del nostro vissuto e tessuto sociale: con la sua scomparsa perdiamo Il conservatore per eccellenza della memoria storica del paese che diede Lui i natali": così il sindaco di San Vittore del Lazio, Nadia Bucci.

"Il Suo passato - aggiunge -, il suo impegno civico ed intellettuale sono impressi non solo nella memoria di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ma sono stati consegnati a tutte le generazioni di San Vittore del Lazio che avranno il difficile ma gratificante compito di mantenerli vivi e fervidi anche negli anni a venire. Insignito di prestigiosi riconoscimenti, si è battuto durante la Seconda Guerra Mondiale nella campagna dell’ex Jugoslavia. Fu ferito nel settembre 1943 nelle vicinanze di Spalato, fatto prigioniero e deportato nel campo di concentramento Stammlager XVII B di Gneixendorf (Austria) dall’ottobre del ‘43 all’agosto del ‘45. Rientrò a casa, convolò a nozze con la moglie Alba dalla quale nacquero i figli Franco e Paolo. Ha trascorso molti anni della sua vita nel tenere viva la memoria delle vittime civili e militari, successivamente raccolte nel libro “Il Martirologio di San Vittore del Lazio”. Oltre al titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito e la Croce al Merito di Guerra, l’ex Presidente Pertini gli conferì il Diploma d’Onore per aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò". 

"In questo momento di dolore e sconforto - conclude il primo cittadino -  sono attuali le parole che il Sindaco, avv. Nadia Bucci dedicò al Cav. Uff. in occasione del suo 95esimo compleanno: "Attraverso Te, i Tuoi ricordi, le Tue Testimonianze e il Tuo impegno al servizio dei Caduti, dei dispersi e dei civili di San Vittore del Lazio, possiamo oggi ripercorrere l’intera storia del dopoguerra cogliendo l’occasione assieme ad essa la grande statura umana. Un testimone attivo della nostra storia a cui va dedicato il più sentito atto di riverenza.." Il suo ricordo rimarrà indelebile nella mente di ciascuno di noi, nella certezza che ci guarderà e ci guiderà dall’Alto. Sentite condoglianze ai familiari tutti".

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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