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Frosinone-Ascoli, il doppio ex Biso: «I Ciociari hanno bisogno di continuità»

«Il Frosinone adesso ha bisogno di continuità. E dopo la vittoria di Venezia, anche contro l’Ascoli sarà vietato sbagliare. Mi aspetto un bel match».  Sono le parole pronunciate alla nostra redazione da Mattia Biso, importante doppio ex che ha provato ad anticipare i temi principali della partita di oggi. Facendo un tuffo, ovviamente, nei ricordi del passato vissuti nelle due realtà. 
Gli anni del Picchio tra passato e… presente -
Il classe ’77 di Milano è stato un centrocampista di qualità. Fantasia e geometrie a dipingere eccelse visioni di gioco con pennellate d’alta classe. Una lunga trafila prima dell’arrivo in Serie A. Fortemente sudato. Voluto e meritato, avvenuto proprio con la maglia del Picchio nella stagione 2005-06: «Alla piazza marchigiana – ha raccontato – sono molto legato perché è lì che i miei sogni si sono tramutati in realtà. Il doppio esordio assoluto prima in Serie B nel 2004 e poi in A nel 2005. Due anni splendidi, trascorsi in maniera intensa e con grande trasporto emotivo». Era l’Ascoli del presidente Roberto Benigni e guidato dal tandem Giampaolo-Silva. Periodi e dinamiche completamente diverse rispetto a quelle attuali: «Essendo cambiate molte cose, non ho più rapporti diretti con la società. Continuo comunque a seguire con interesse le vicende che coinvolgono la squadra. Dalla sessione di mercato da poco terminata, l’organico ne è uscito rivoluzionato. Ecco perché credo che agli uomini di Bertotto vada concesso del tempo per trovare l’amalgama necessaria. Lo stesso Frosinone, però, dovrà prestare attenzione. Meglio non fidarsi di un’avversaria che presenta queste incognite». 

I ricordi giallazzurri ed il legame con Frara, un professionista esemplare -
In Ciociaria Biso ha militato dal 1 gennaio 2008 al 1 luglio 2011. Da Cavasin a Braglia, fino alle esperienze vissute con Moriero, Carboni e Campilongo. Nell’ultima stagione, purtroppo, l’epilogo più amaro con la retrocessione in C1: «A Frosinone sono affezionato in una maniera importante. Anche lì ho vissuto degli anni splendidi, difficili da dimenticare perché mi hanno dato tanto sotto ogni punto di vista. E mi riferisco, in particolare, ai legami affettivi rimasti immutati nonostante il passare del tempo». Un’allusione che si direziona verso una figura ben precisa: Alessandro Frara. «Con lui c’è un rapporto speciale – ha ammesso Biso -, è un mio carissimo amico che ha grandi qualità umane e professionali. Adesso si sta affermando anche dietro la scrivania nelle vesti di direttore sportivo e sono i fatti a dimostrarlo». Cinque nuovi arrivi, ma anche operazioni in uscita di peso notevole in termini di bilancio. «Alessandro ha preso Piotr Parzyszek che, a mio avviso, è un attaccante vero destinato a far parlare di sé. Grigoris Kastanos è un centrocampista forte che abbina qualità e quantità. Non a caso, viene dalla Juventus U23». Senza dimenticarsi di Marcos Curado: «Un difensore un po’ “Gasperiniano”, dotato di mentalità e portato a difendere in avanti perché non ha paura. Anzi, è aggressivo e sa leggere le mosse degli avversari. Un altro bel colpo del direttore». Una stima incondizionata quella nutrita verso Frara che esula dal rapporto amichevole realmente esistente: «Di lui apprezzo il fatto che va a vedere i giocatori che vuole dal vivo. Lo ha fatto con Andrija Novakovich, con Piotr Parzyszek e anche con altri che poi magari non sono arrivati. Aspetti che denotano grandi qualità di osservatore».  

Il Leone deve puntare alla A - 
Per questo motivo, il Frosinone va messo di diritto tra le candidate principali alla promozione in A: «Non ho dubbi nel dirlo, specie considerando quanto accaduto lo scorso anno con il salto sfiorato soltanto nella finale di ritorno playoff con lo Spezia. Io ero lì perché lavoravo con i liguri, per cui ho osservato la partita. La squadra giallazzurra ha tirato fuori una prestazione di livello assoluto. Ha giocatori importanti e necessita solo di continuità. Quella che è venuta meno nella stagione passata». Con Alessandro Nesta in panchina: «Averlo confermato – il pensiero di Biso – è stato un atto di fiducia nel lavoro svolto insieme al suo staff tecnico. Si ritorna sempre alla parola continuità. La società, poi, lo ha accontentato sul mercato prendendo giocatori funzionali. Penso che questo possa davvero essere l’anno del Frosinone». Affinché ciò accada, è necessario sfatare il tabù “Benito Stirpe”: «L’assenza del pubblico sta pesando su ogni squadra, ma sui Ciociari è probabile che abbia avuto un impatto peggiore. Dare una sterzata a questo trend negativo a partire dalla sfida di domani con l’Ascoli è fondamentale. Ma sarà tutt’altro che semplice». 

Roberto De Luca

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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