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Gian Carlo Bertoni (Progetto Falvaterra)

Falvaterra / «Manca una politica adeguata in grado di arrestare lo spopolamento del paese»

«Chiacchiere e tasse sono la sintesi della politica del sindaco  Piccirilli e della sua giunta - così esordisce nel suo intervento Gian Carlo Bertoni, capogruppo di “Progetto Falvaterra” -. Per iniziare parliamo di tasse. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale abbiamo messo in evidenza l’eccessiva pressione fiscale esercitata dal Comune sui contribuenti. In particolare abbiamo evidenziato le palesi ingiustificate incongruenze delle attuali aliquote della Tari, che, tanto per fare un esempio, tassa di più gli studi professionali delle officine. Il sistema adottato dall’amministrazione comunale peggiora la già iniqua connotazione di “imposta patrimoniale” di quella che dovrebbe essere invece una tassa commisurata alla qualità e quantità dei rifiuti da trattare. Abbiamo sperato con le nostre osservazioni di indurre l’amministrazione Piccirilli ad “un ravvedimento operoso” con una ridefinizione delle aliquote eccessivamente squilibrate, anche in considerazione degli effetti negativi esercitati dal Covid sui bilanci delle famiglie. Ma, come ogni contribuente ha potuto verificare, ciò non è avvenuto. In compenso abbiamo scoperto quale sia la visione di politica fiscale di Piccirilli che sostiene che il processo di gestione dei rifiuti non si può revisionare. Sarebbe una posizione ragionevole, anche se non condivisibile, se lo stesso Piccirilli avesse un progetto di sviluppo demografico di Falvaterra. La politica fiscale di Piccirilli delinea, infatti, un singolare circolo vizioso i cui elementi caratterizzanti sono dati dal rapporto fra diminuzione della popolazione e costi di gestione del processo dei rifiuti il cui risultato è l’aumento prospettico pro-capite della Tari: cioè meno siamo più paghiamo, il che non è esattamente un incentivo a stabilirsi a Falvaterra. L’incremento della popolazione residente e non residente deve essere l’obiettivo di ogni amministrazione che seriamente si voglia impegnare nel contrasto del declino di Falvaterra. Secondo l’Istat, al 31 dicembre del 2010, i residenti erano 594: al 31 dicembre del 2019 solo 543. Secondo i dati di “Opensoldipubblici” nel 2010 la tassa sui rifiuti è stata di 82.991,00 euro, nel 2019, 105.754,83 euro. Risultato: nel 2010 il peso procapite della tassa è stato di 139,72 euro. Nel 2019 il peso tributario procapite è stato di 194,76 euro. Con la visione di politica fiscale di Piccirilli meno siamo e più paghiamo. E con questo arriviamo alle chiacchiere. Fino ad oggi non c’è stato verso di avere da Piccirilli un progetto che sia finalizzato a contrastare lo spopolamento del paese ed a promuoverne lo sviluppo turistico. Il nostro sindaco boccia sistematicamente tutte le proposte di ampliamento della partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa ed anche quando riusciamo a far approvare delibere che possano contribuire allo sviluppo turistico di Falvaterra, a queste non viene dato seguito. Come abbiamo già detto l’attuale amministrazione ha escluso Falvaterra da tutte le principali azioni di promozione turistica della Regione. Se il sindaco Piccirilli pensa che per promuovere l’immagine di Falvaterra basti un video, una sagra paesana o una estemporanea iniziativa a rimorchio di altri, allora che Dio ci aiuti» così ha concluso il suo intervento Gian Carlo Bertoni, capogruppo consiliare di “Progetto Falvaterra”. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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