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La psicologa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

Un tuffo nella mitologia per comprendere l'universo femminile

L’universo femminile è da sempre definito come un “qualcosa di complicato”. Ma esistono tante vie per tentarne una comprensione e una di queste è lo studio della storia delle dee del mondo mitologico. La maggior parte di noi ha studiato le divinità dell’Olimpo. Nell’ambito della psicologia archetipica (Hillman, 1970), che volutamente si collega con le arti, la cultura e la storia della società, si tenta di risolvere i problemi psicologici andando oltre i modelli scientifici, perché ciò che è “archetipico” appartiene a tutta la cultura, a tutte le forme dell'attività umana. Infatti, secondo la definizione tradizionale, gli archetipi sono le forme primarie che governano la psiche. In che misura questi modelli archetipici delle divinità dell’antica mitologia greca sono tuttora validi per comprendere noi stessi e guidare il nostro comportamento?

Se la donna impara ad entrare in contatto con i modelli archetipici che la influenzano dall’interno, saprà sfuggire alle implacabili dicotomie (maschile/femminile, madre/amante, donna di successo/casalinga, eccetera) che da sempre la tengono prigioniera. Questi potenti modelli interni sono responsabili delle principali differenze che distinguono le donne fra loro. Così alcune, ad esempio, per sentirsi realizzate hanno bisogno della monogamia, del matrimonio o dei figli e si sentono disperate e furiose se il traguardo appare irraggiungibile. Per altre donne la cosa più importante è l’indipendenza e si concentrano sulla realizzazione di obiettivi significativi per loro in termini di autonomia.

Altre donne sono sempre in cerca di emozioni forti e di nuove esperienze, può succedere che passino da un rapporto all’altro, attraversando momenti di tensione creativa. Altre ancora cercano la solitudine e scoprono che la cosa più importante per loro è la spiritualità. Ma ciò che realizza un tipo di donna può non avere alcun senso per un’altra, a seconda della dea che in quel momento agisce in lei.  E ogni donna, nell’arco della sua vita, potrà identificarsi con la dea o con le dee che governano la sua personalità; potrà inoltre decidere quale coltivare e quale tenere a freno per realizzare pienamente la propria individualità.

Facciamo subito un esempio: la dea Artemide, nota ai romani come Diana, dea della caccia e della luna, è la personificazione dello spirito femminile indipendente. L’archetipo che rappresenta consente alla donna di cercare le proprie mete in un ambito di sua scelta. La dea vergine era immune dall’innamoramento, rappresenta il senso di integrità, di completezza. La donna che ha questo archetipo “attivo” risponde al “so badare a me stessa” e perciò funziona da sola, con fiducia e spirito di indipendenza. E’ una donna che si sente “intera” anche senza partner accanto e persegue obiettivi ed interessi senza bisogno di approvazione maschile. Inoltre, come la dea della caccia, insegue la preda che ha scelto, certa di raggiungere immancabilmente il suo obiettivo. Non si lascia distrarre nel suo cammino ed eventuali competizioni stimolano la sua eccitazione per la “caccia”.

Artemide rappresenta anche qualità idealizzate dai movimenti femminili: realizzazione e competenza, indipendenza dagli uomini e dalle loro opinioni e interesse per le donne e per le giovani vittimizzate ed impotenti. Basti ricordare che la dea Artemide aiutò la madre Leto nel parto, salvò lei ed Aretusa dalla violenza carnale e punì l’attentatore. Le istanze sostenute da Artemide corrispondono a quelle di cui si è occupato il movimento femminista, che hanno dato luogo all’istituzione di cliniche per donne violentate, di organizzazioni femminili per l’autoproduzione, di organizzazioni di aiuto per donne molestate sessualmente e di luoghi di rifugio per donne che subiscono maltrattamenti e percosse.

Il movimento femminista ha portato in primo piano l’importanza di un parto sereno e sicuro e del ruolo della levatrice; si è inoltre occupato dell’incesto e della pornografia, sempre motivato dall’intento di impedire la violenza sulle donne e sui bambini e di punire coloro che la esercitano. Le dee greche sono immagini di donne vissute nella fantasia umana per oltre tremila anni, che ancora oggi però riproducono o rappresentano ciò che le donne sono, con un potere maggiore e un comportamento più diversificato di quanto storicamente non sia stato loro consentito di manifestare. Le dee greche dell’olimpo possono anche essere studiate come metafora di conflitti interni, con caratteristiche tanto negative quanto positive. quindi si potrebbe dire che in ogni donna sono potenzialmente presenti tutte le dee: la donna poi deve decidere quale aspetto di sé esprimere.

Ilaria Quattrociocche*

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

*La dott.ssa Ilaria Quattrociocche è una Psicologa Clinica, laureata presso l’Università degli Studi dell’Aquila, abilitata all'esercizio della professione (Albo A), specializzata in Trattamento Funzionale Antistress e tecniche di comunicazione efficace. Laureanda in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Si occupa delle maggiori problematiche psicologiche: depressione, disturbi ossessivi compulsivi, disturbi d’ansia, disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti, disturbi da sintomi somatici, disturbi di personalità, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, disturbi del sonno - veglia, disturbi di abuso di sostanze e disturbi della sfera sessuale. Attualmente svolge la libera professione presso il suo studio sito in Sant'Apollinare (FR). Il suo obiettivo è quello di applicare con le persone in difficoltà  procedure di comunicazione efficace e protocolli empatici per affrontare insieme eventuali disagi nel rispetto delle caratteristiche uniche ed irripetibili che ciascuno possiede. L’impegno è risolvere problematiche e potenziare le abilità in modo creativo e flessibile, ponendo attenzione ai tempi ed alle modalità personali, trovando gli strumenti utili per vivere una vita più felice ed appagante.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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