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Uno dei titolari della farmacia insieme ai due dipendenti Uno dei titolari della farmacia insieme ai due dipendenti

Multe ai farmacisti mentre scaricano le bombole riportate da un cliente

Tre verbali, ognuno da 400 euro, per un totale di 1200 euro di multa. Sanzioni ad uno dei titolari della farmacia “Fischetti” di Roccasecca, ad un farmacista dipendente e al magazziniere. I carabinieri non fanno sconti a nessuno se il DPCM prevede multe salate a coloro che non rispettano il distanziamento sociale. In questo caso, i tre sanzionati, pur indossando la mascherina, erano troppo vicini tra loro - come si evince dalle immagini - dopo aver scaricato due bombole riconsegnate da un cliente. Nel verbale di contestazione, il maresciallo dell’Arma della Stazione di Roccasecca che ha elevato la contravvenzione scrive testualmente: «Non rispettava il distanziamento interpersonale di un metro da persona non convivente, violando quanto previsto dall’articolo 1 comma 2 del DPCM del 13/10/2020 ...». Il carabiniere integerrimo ha svolto il suo dovere. Non si discute sul fatto che abbia applicato la legge facendola rispettare indipendentemente dal ruolo del trasgressore. Ma i verbali elevati ai farmacisti in tempi di pandemia diventano un caso, una questione etica che divide e fa discutere anche in maniera veemente. I farmacisti  che stavano svolgendo il loro dovere, esattamente come i carabinieri, non hanno mandato giù la contestazione, considerata anche la difficoltà a scaricare due bombole di ossigeno vuote rispettando il distanziamento sociale. Al contrario! Il dipendente della farmacia Fischetti, il dottor Gaetano Corda, ha pubblicato un post sul profilo facebook, taggando i datori di lavoro e altri colleghi, con tanto di foto con la multa in mano. Apriti cielo! Roccasecca e comuni limitrofi si schierano dalla parte del farmacista e dei fratelli Fischetti che annunciano il ricorso. Il post fa oltre 200 condivisioni, un centinaio di commenti e si aggiudica alcune centinaia di like. Viene rilanciato, corre sul web. Vengono taggati rappresentanti e associazioni di categoria, da Federfarma a Riccardo Mastrangeli (presidente dell’ordine dei farmacisti di Frosinone) ma anche la stampa, Le Iene e Striscia la Notizia. 
Il fatto fa rumore e a metterci il carico da novanta sono proprio le parole del dottor Corda: «Sono amareggiato perché sono stato multato dai carabinieri durante lo svolgimento del mio lavoro di operatore sanitario per non aver rispettato il distanziamento interpersonale di almeno un metro da persona non convivente». Questo l’incipit, ma il farmacista fornisce anche la sua versione dei fatti: «Mi trovavo fuori dalla farmacia  con mascherina per ritirare due bombole di ossigeno accompagnato dal magazziniere e dal titolare». 
A parlare ci sono anche le immagini del sistema di videosorveglianza della farmacia che ritraggono i tre mentre parlano dopo aver ritirato le bombole. Poi il dottor Corda si sposta verso la strada dove, nel frattempo, giungono i carabinieri. Cosa abbiano detto al dottore non ci è dato saperlo, così come non conosciamo la risposta del professionista. Subito dopo i verbali. Erano le 18,09 di martedì 3 novembre quando sono stati redatti.
I militari dell’Arma stavano svolgendo un servizio di controllo del territorio con particolare riguardo al rispetto del DPCM. Nel transitare in via Piave, davanti alla farmacia, hanno notato i tre trasgressori. Poi la multa e la rabbia di chi in tempi di pandemia e in pieno lockdown, quando le mascherine erano introvabili, ha continuato a lavorare per assicurare un servizio essenziale ai cittadini. Il ricorso è stato già annunciato sui social dove i commenti e la solidarietà ai sanzionati continuano a moltiplicarsi. «Fai ricorso al prefetto. Per motivi lavorativi» precisa un conoscente. E ancora: «Ma se pure le forze dell’ordine vedono ciò che vogliono. È finita. Davanti al bar (...) tutti senza mascherine. Scherzano e nessuno delle forze ordine vede...». Ironico un altro farmacista: «Ciao collega, sembra una barzelletta». E chi conclude: «La mia solidarietà. Spero che si accorgano dell’enorme errore commesso e che le multe vengano annullate».
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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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