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La mega discarica di Cerreto

Roccasecca / Ampliamento della discarica, il sindaco Sacco si prepara a “marciare” su Roma

In un momento particolarmente complicato come quello che stiamo vivendo, in balìa di un’emergenza sanitaria che si fa sempre più pressante, il Consiglio dei Ministri e lo stesso presidente Giuseppe Conte, hanno trovato il tempo e il modo, su sollecitazione della regione Lazio, di interessarsi della discarica di Cerreto di Roccasecca, provvedendo ad eliminare tutti gli ostacoli che impedivano il suo ennesimo ampliamento, dando così il via libera alla realizzazione dell’ormai famoso quinto bacino. Un esempio virtuoso di abnegazione e di tempistica che, se impiegato in altri ambiti (uno per tutto il contrasto alla pandemia di Covid-19), avrebbe fatto sicuramente comodo, considerando quanto la nazione sta soffrendo in questo momento. L’ennesima mazzata, dunque, inferta ad un territorio sempre più marginalizzato e devastato dal punto di vista ambientale che, come per incanto, torna ad essere centrale soltanto quando si tratta di accogliere i rifiuti, soprattutto quelli che Roma capitale non riesce a smaltire. La notizia, come è facile capire, è stata accolta a Roccasecca con grande delusione e mortificazione, anche perché rappresenta la prova provata di quanto lo stato centrale e la regione Lazio abbiano deciso di affossare definitivamente questo territorio, una volta verde ed ameno, che ora si è trasformato in una gigantesca e maledorante pattumiera: basti ricordare, accanto alla mega discarica di Cerreto, il contiguo impianto di preselezione e trattamento dei rifiuti sito nel comune di Colfelice e il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, in quello che ormai tutti conoscono come il famigerato “triangolo della puzza”. Delusione, quindi, mortificazione, scoramento ma nessuno vuol sentir pronunciare la parola resa: e così la battaglia continua, anche se le sconfitte subìte per mano di un nemico fin trioppo potente, sia politicamente che economicamente, cominciano ad essere troppe. Il paladino instancabile di questa dura, ostinata ed impari lotta è sicuramente il primo cittadino di Roccasecca Giuseppe Sacco, che incarna lo spirito guerriero di chi non vuole deporre le armi e di chi è fermamente convinto di dover continuare a guerreggiare per una causa legittima contro le prevaricazioni e le ingiustizie. Per questo, dopo aver metabolizzato l’ennesimo pugno inferto alla stomaco, giunto inaspettato in un momento in cui si sta decisamenre pensando ad altro, con l’amministrazione comunale in prima linea nel tentativo di arginare le variegate problematiche determinate dal Covid, immediatamente è passato al contrattacco, pensando di portare la protesta del territorio direttamente a Roma, in Piazza Montecitorio, all’ombra dei palazzi eburnei del Governo, coinvolgendo anche i sindaci dei comuni limitrofi che non faranno sicuramente mancare il loro prezioso apporto. Perché questa, signori miei, non è solo la battaglia di Roccasecca ma quella di un intero territorio che non vuole essere più mortificato da scelte scellerate e vuole tornare a respirare un’aria pulita e non appestata dalle nauseabonde esalazioni tossiche che fuoriescono da quella montagna immane ed immonda di rifiuti. La data fissata per la manifestazione di protesta è giovedì 19 novembre, alle ore 10.00, nel cuore plusante della Capitale. Il tutto si svolgerà con un numero contingentato di persone, ben distanziate fra loro e nel pieno rispetto delle normative anti contagio. Non a caso il sindaco Sacco ha provveduto ad informare la questura di Roma circa lo svolgimento della manifestazione. E se i più sono scettici sugli effetti della stessa, una cosa è certa: Roccasecca, la sua gente e il territorio della media Valle del Liri, non hanno alcuna intenzione di arrendersi.          Fernando Riccardi

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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