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Angelo Corsi Angelo Corsi

Verso Frosinone-Cosenza, da Supino allo "Stirpe" da... rivale: Corsi si racconta

Supino-Frosinone, distanza praticamente nulla. 13,5 i km che dividono i due Comuni. E che diventano 14,1 se bisogna dirigersi allo stadio “Benito Stirpe”. L’impianto giallazzurro che venerdì sera farà da cornice al match tra Frosinone e Cosenza. Una sfida tutt’altro che banale per Angelo Corsi, difensore e capitano rossoblù, nativo di Ferentino e originario proprio del piccolo centro supinese. «Lì, in quella terra, ho la mia famiglia e gran parte delle amicizie coltivate dall’infanzia. E’ normale che possa provare delle sensazioni particolari, non sarà una gara banale. Dentro mi sento Ciociaro».

La partita e il mito di Alessandro Nesta -

Guai, però, a credere che l’asticella della concentrazione tenda a scendere: «Veniamo da due sconfitte e stiamo cercando la quadratura insieme al lavoro del mister Occhiuzzi. Fare risultato sarebbe importante, per cui daremo il massimo anche perché a livello di gioco nelle uscite precedenti non abbiamo fatto male. Ce la giocheremo a testa alta, consapevoli di trovare davanti una delle formazioni più forti della Serie B che ha esperienza, solidità e mentalità. Al timone, poi, c’è un mito che non ha bisogno di particolari presentazioni». E qui non c’è fede interista che tenga: «Alessandro Nesta – ha confidato Angelo Corsi alla nostra redazione - rappresenta il top di questo sport, soprattutto per un difensore. Profonda ammirazione nonostante la passione per il tifo nerazzurro che mi è stata trasmessa da bambino. Parliamo di un campione assoluto che adesso sta cercando di affermarsi anche nelle vesti di allenatore».

Dalla passione per il karate al… Morolo Calcio -

La storia del terzino destro classe ’89 è molto particolare. Una favola bellissima, fonte di insegnamento e di ispirazione per tanti ragazzi che partono dal basso sognando di diventare grandi. E iniziata nella scuola calcio di Morolo, nonostante la passione nutrita per il karate: «Fino a 10 anni ho praticato con bei risultati questa disciplina, conseguendo la cintura nera. In seguito ha preso il via l’avventura a Morolo ed il calcio è diventato dominante». Grazie anche a delle figure fondamentali che ancor oggi ricorda con piacere: «Il mio primo allenatore è stato Giovanni Corsi. Come non menzionare, poi, mister Gabrielli. Istruttori essenziali per il mio percorso di crescita, partito proprio in quella piccola realtà». Un curioso cambiamento improvviso, poi, fa intersecare le strade di Angelo e del Rio Ceccano: «Tutto è legato a Massimo Carlini, docente venuto a svolgere un periodo di supplenza nella mia scuola. Con lui, legato anche alla squadra di calcio di Ceccano, si è instaurato subito un bel rapporto e l’ho seguito».

L’arrivo al Pescara con la Calabria nel destino -

Tanti tornei disputati, diverse nobili rivali affrontate nel rettangolo verde. Tra cui il Pescara che lo punta subito. È matrimonio a prima vista: «In biancazzurro sono cresciuto tantissimo. Quando vai via di casa a 14 anni è inevitabile che anche le cose più semplici possano sembrare complicate. Contano la buona volontà e lo spirito di sacrificio». La trafila nel settore giovanile del Delfino avviene spedita. E che la Calabria fosse posta nel destino lo si percepisce dall’esordio in Prima Divisione datato 31 agosto 2008 avvenuto al cospetto del Crotone. «Un curioso intreccio – il racconto del difensore del Cosenza – che ha anticipato il futuro, visto che insieme a me ha esordito anche Marco Verratti».  

Zeman, meritocrazia e professionalità -

Nelle due stagioni successive viene ceduto in prestito prima al Monopoli in Seconda Divisione e poi alla SPAL in Prima Divisione. Nell’estate del 2011 il ritorno tra le fila dei pescaresi dove trova Zdeněk Zeman: «Un altro grande del calcio. Mi vedeva come mezzala nonostante fossi un centrocampista esterno all’epoca. Ma di lui, nonostante non abbia trovato mai spazio, ho apprezzato la schiettezza. È una persona perbene, un professionista che premia la meritocrazia. Quando mi allenavo in un certo modo, andavo in panchina. E la storia, onestamente, parla da sola per il boemo. Gradoni e fatica, un metodo meticoloso che sul campo produceva risposte importanti». 0 presenze in quella parentesi, specie poiché davanti aveva giocatori eccellenti: «In organico figuravano Lorenzo Insigne, Ciro Immobile ma anche tanti altri. Era una squadra fortissima per la B». I risultati ed i numeri finali lo testimoniano in modo eloquente: vittoria del campionato con 83 punti e miglior attacco del torneo (90 gol segnati, 28 dei quali realizzati dal capocannoniere Immobile). Nel mezzo di questa splendida cavalcata, però, per Corsi si aprono le porte di una nuova avventura: a gennaio c’è il Pergocrema.

Dall’Aprilia al Cosenza, inizia la splendida storia d’amore -

Dopo sei mesi a Crema, il 14 luglio 2012 si concretizza il passaggio all’Aprilia, compagine in cui resta fino al 29 gennaio 2014. In questo giorno c’è la firma della svolta. Arrivano i Lupi. È l’inizio di un bellissimo amore: «A dicembre, prima di quel trasferimento, avevo segnato nei minuti finali il gol vittoria per l’Aprilia proprio contro il Cosenza. L’impatto con la città è stato subito positivo. Varie le similitudini con Frosinone: conosci dove fare la spesa, sai dove andare a prendere il caffè al bar. E poi è estremamente calda. Qui il calcio lo si vive in modo viscerale. L’80% della gente tifa per il Cosenza, non esistono Inter, Juventus o Milan. C’è solo il Cosenza e ciò ti fa provare delle emozioni particolari». Un amore sbocciato anche sul piano personale: «La mia compagna è di qui, adesso aspettiamo un bambino. Questa terra mi è entrata dentro a tutti gli effetti».  

I numeri e quello spavento datato 17 febbraio 2019 -

221 presenze arricchite da 4 reti messe a segno. Numeri incredibili che lo fanno entrare di diritto tra i giocatori con più presenze nella storia del club cosentino. Soddisfazioni meritate, raggiunte non senza vivere momenti di grossa difficoltà. Come il grave infortunio al ginocchio rimediato il 17 febbraio 2019 nella partita contro la Cremonese con rottura del legamento crociato anteriore: «In quel momento mi è crollato il mondo addosso. Eravamo approdati in Serie B dopo 15 anni grazie ad un rendimento clamoroso. Finalmente in cadetteria realizzo il mio desiderio di debuttare, a livello di squadra le cose vanno bene. E poi arriva un fulmine a ciel sereno. Ma non mi sono mai abbattuto. Non nego il fatto che la paura abbia allungato i tempi di recupero, specie a livello psico-fisico». Oggi però è in forma, ne è uscito alla grande. Quel momento è solo parte del passato. E domani sera Corsi sarà di nuovo in Ciociaria. Rivale sul campo, pronto a fare uno sgambetto al Frosinone.  

Roberto De Luca

DA "L'INCHIESTA-QUOTIDIANO DI SERA" DEL 18 NOVEMBRE

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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