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“Questo non è amore”, la campagna della Polizia contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” , istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU che ha considerato tale fenomeno una violazione dei diritti umani. A causa dell’attuale emergenza sanitaria non è stato possibile celebrarla con le consuete manifestazioni ma, nonostante questo, la Questura di Frosinone non rinuncia all’informazione e sensibilizzazione sul tema. La violenza nei confronti delle donne è stata definita come una vera e propria violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione, che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, sia nella vita pubblica, che nella vita privata. Per violenza di genere si intende qualsiasi “violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato”, considerando come scenario in particolare quello domestico, teatro degli atti di violenza che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima. Gli obiettivi da perseguire su questo fronte per le donne e gli uomini della Polizia di Stato sono molteplici ma è prioritario riuscire a prevenire gli atti di violenza, proteggere le vittime, perseguire gli autori dei crimini contro le donne, aiutare e sostenere le vittime attraverso la collaborazione dei diversi enti preposti, promuovere una campagna di informazione e sensibilizzazione volta alla diffusione di una cultura non discriminatoria, priva di stereotipi e pregiudizi. Affinché si giunga finalmente all’eliminazione della violenza contro le donne c’è bisogno dell’impegno delle istituzioni su vari fronti, da quello normativo a quello politico, passando per quello educativo e giudiziario senza neppure trascurare quello sociale e familiare. Il “Codice rosso”, divenuto legge a luglio 2019 ha fornito nuovi strumenti adeguando la normativa vigente, prevedendo come reati tutta una serie di comportamenti che non trovavano una giusta collocazione nelle precedenti prescrizioni. Questo ha permesso anche agli investigatori della Polizia di Stato di rispondere alle richieste di giustizia di tante donne vittime ad esempio del cosiddetto Revenge porn, offrendo loro un valido strumento per difendersi. Per determinare l’efficacia degli strumenti messi in campo bisogna sempre fare riferimento ai dati statistici, che restituiscono il metro col quale effettuare una giusta valutazione. Dall’analisi dei dati relativi alla provincia di Frosinone, che opportunamente vanno letti tenendo conto anche della particolare situazione che si è vissuta dall’inizio dell’emergenza legata alla diffusione del virus Sars-Cov2, si può constatare che fortunatamente nel periodo che va da gennaio a settembre di quest’anno non ci sono stati femminicidi, le denunce per il reato di Atti persecutori sono diminuite da 143 a 110 (considerando come riferimento lo stesso periodo del 2019), per i Maltrattamenti in famiglia sono scese da 127 a 106 mentre per il reato di violenza sessuale purtroppo si è registrato un lieve incremento da 12 a 17. Il coinvolgimento della cittadinanza attraverso la diffusione della cultura della legalità e del rispetto sono fondamentali per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne e la Polizia di Stato continuerà senza sosta ad impegnarsi al fianco delle donne ed in difesa delle vittime.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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