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Vendita di birra in Italia, nel Lazio prevalgono i marchi con una gradazione alcolica leggera

La birra più amata dai laziali è una Ipa a gradazione alcolica leggera: la sceglie on line il 17 per cento dei consumatori. È quanto emerge dai dati di Doppio Malto, birrificio che apre un nuovo ristorante a Roma, presso il centro commerciale Maximo e che da fine aprile ad oggi ha percorso 300mila chilometri su e giù per lo Stivale per consegnare le birre artigianali vendute sul suo nuovo e-commerce.

A tavola, si sa, l’Italia si divide e se le battaglie fra arancina e arancino, tortellini e cappelletti, Grana e Parmigiano non hanno nulla da invidiare a quelle fra Guelfi e Ghibellini, le differenze si fanno sentire anche al momento di ordinare una birra. La preferita da chi vive nel Lazio? Una IPA a gradazione alcolica leggera, scelta dal 17% di chi ordina online. È quanto emerge dai dati di vendita di Doppio Malto che, analizzando gli acquisti effettuati sull’e-commerce, ha mappato il consumo della bevanda a base di luppolo sul territorio nazionale.

Spostandosi nel resto del Paese, invece, gli abitanti del nord e delle isole condividono l’amore per una IPA a gradazione alcolica leggera, mentre al centro sul gradino più alto del podio c’è una English Ale ad alta fermentazione e al sud guida la classifica una Lager, la “chiara” per eccellenza, non filtrata.

Secondo l’ISTAT, a consumare birra è 1 italiano su 2, percentuale leggermente più alta al centro, dove si raggiunge il 53% contro il 51% del nord e il 49% di sud e isole. E se i più recenti dati elaborati da The Brewers of Europe mostrano come in Italia oltre 6 birre su 10 siano bevute fuori casa, la situazione attuale potrebbe spingere verso un ribaltamento, ampliando ancor di più il ruolo dell’e-commerce.

Nel dettaglio, nel Lazio il 17% dei consumatori opta per la fresca Summer IPA che stacca di 4 punti percentuali una Ale dal gusto deciso, la Stone, e una Pils chiara dal sapore fresco, la Oak. Completano la top five la Crash, una triple honey IPA ad alta fermentazione e la Zingi, ginger Ale che si caratterizza per il suo sapore speziato capace di richiamare alla mente un mercato orientale. I numeri del brand nato ad Erba forniscono anche un panorama completo dei gusti regione per regione: nelle aree settentrionali le predilette sono la Summer, la Oak, e la Bitter. Spostandosi al centro, le Ale occupano due dei tre posti disponibili sul podio: guida la classifica la Stone, seguita dall’estiva Summer e dalla speziata Zingi. Al sud, invece, regna sovrana una Lager a bassa fermentazione, la Leila, che nella sua versione senza glutine viene scelta dal 20% dei consumatori che vivono in quest’area; seguono la Summer e una IPA dal colore ambrato, Mahogany. Infine, nelle isole il trio vincente è composto dall’amatissima Summer, dall’aromatica Bitter e dalla Stone, birra ben strutturata che si fa notare per la nota dolce del malto e il tono caldo del caramello.

A mostrare il trend ascendente della produzione brassicola italiana sono anche i dati di Assobirra che parlano di un aumento di cinque milioni di ettolitri nel decennio 2009-2019 e quelli di The Brewers of Europe che mettono in luce come i lavoratori impiegati nel settore siano cresciuti del 17% dal 2012 al 2018. Ma il Made in Italy vede salire il suo indice di gradimento anche al di fuori dei confini nazionali: a confermarlo non è soltanto la recente apertura di un ristorante Doppio Malto in Francia, presto seguita da una seconda inaugurazione internazionale a Glasgow, ma anche i dati del report annuale di Assobirra che dimostrano come l’export sia raddoppiato negli ultimi 10 anni, raggiungendo un valore di 3,4 milioni nel 2019.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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