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La dottoressa Ilaria Quattrociocche La psicologa Ilaria Quattrociocche

Educare i propri figli. L'esperienza della Token Economy

Un papà mi chiede come educare al meglio il proprio figlio. Ovviamente non esiste una risposta universale, ma la pedagogia, la psicologia e tutte le discipline educative dispensano molteplici approcci e metodi. Ma allora quale può essere il migliore strumento? Il migliore in assoluto e sempre valido non esiste. Può invece esistere la soluzione migliore per quel discente, in quel momento di crescita, nel rispetto delle caratteristiche personali di tutti gli attori del processo educativo.

Propongo oggi uno strumento che forse può essere usato in diverse situazioni, adattandolo, di volta in volta, allo specifico caso di interesse: la Token Economy. Negli ultimi anni si è sentito sempre più spesso parlare di Token Economy, soprattutto all'interno delle scuole. Amata da alcuni, criticata da altri, la Token Economy è uno strumento di intervento basato sull'approccio comportamentale, che può rivelarsi davvero efficace.

Si tratta di un programma comportamentale che ha come obiettivo quello di incrementare la frequenza di comportamenti desiderabili da parte del bambino e diminuire così la frequenza dei comportamenti “problema”. Si basa sull'uso di gettoni (tokens) che vengono consegnati al bambino ogni qualvolta egli emette il comportamento target desiderato e che, alla fine, potranno essere scambiati con altri rinforzatori (premi). Quindi, per esempio, se il bambino emette il comportamento desiderato A per tre volte nell'arco della giornata, riceverà in totale tre gettoni che potrà scambiare con un rinforzatore concordato in precedenza (una caramella, un gioco, ecc.). È importante che la consegna dei gettoni sia contingente (cioè che avvenga subito dopo) alla messa in atto dei comportamenti target desiderabili; non deve perciò avvenire 10 minuti, mezz'ora o ore dopo. Questo permette di rinforzare e gratificare immediatamente il bambino per il suo comportamento positivo, anche se la consegna del rinforzatore finale avverrà successivamente.

Come fare? Per prima cosa è necessario definire i comportamenti target desiderabili dei quali si vuole aumentare la frequenza. Partire magari da pochi comportamenti, che siano facilmente realizzabili in tempi brevi. Molto importante è effettuare la scelta dei comportamenti in termini operazionali, ovvero definendoli in modo che siano chiaramente osservabili e quantificabili, ad esempio: lavarsi i denti da solo, rimanere vicino alla mamma mentre si è al supermercato, restare seduto a tavola fino alle fine del pasto, iniziare i compiti sempre alla stessa ora, e così via.

Comportamenti come “Fai il bravo”, “Non agitarti” possono essere soggetti a molteplici interpretazioni personali e quindi non osservabili e quantificabili. Successivamente definire i “tokens”. I “gettoni” o tokens possono essere di diversa forma, colore e tipologia; l'importante è che questi simboli siano graditi al bambino e, soprattutto, che siano conteggiabili. Andranno benissimo quindi piccole faccine sorridenti, adesivi, timbri, bottoni colorati, stelline di cartoncino o stoffa, ecc. I tokens andranno distribuiti al bambino subito dopo l'emissione del comportamento target e accompagnati da importanti rinforzi sociali, come un bel sorriso, una piccola pacca sulla spalla, un abbraccio, un “molto bene!”.

Per alcuni comportamenti basteranno pochi gettoni, per altri sarà necessario più impegno da parte del bambino; per tale motivo è importante partire da comportamenti target facilmente raggiungibili per poi, man mano, lavorare su comportamenti più complessi. E poi  è necessario definire i rinforzatori, cioè i premi veri e propri. L’elenco dei premi, che il bambino potrà scambiare con i gettoni ottenuti, va creato insieme a lui e dovrà seguire un ordine specifico, a partire dal premio che richiede pochi gettoni a quello che ne richiede un numero maggiore.

È importante stabilire con chiarezza l'elenco, supportandolo anche con immagini, e variare spesso i premi, in modo da mantenere sempre alta la motivazione e l'interesse del bambino. In ultimo vanno anche definiti i momenti in cui i tokens verranno scambiati con i rinforzatori: inizialmente è bene effettuare lo scambio frequentemente (metà giornata, fine giornata), per poi dilatare sempre di più i tempi (tre giorni, una settimana, un mese). Il programma di Token Economy termina nel momento in cui i comportamenti target sono stati acquisiti e sono diventati autorinforzanti per il bambino.

Questo strumento potrebbe essere criticato e giudicato poco “etico” perché il bambino metterebbe in atto dei comportamenti positivi solo per ottenerne un beneficio e non per una spinta motivazionale interna: questo può accadere però perché forse non si ha ben chiaro quale obiettivo si pone un buon programma di Token Economy. Si tratta infatti di uno strumento con solide basi scientifiche, poiché nasce da decenni di studi e ricerche psicologiche nel campo dell'Analisi Comportamentale.

Una Token Economy efficace può essere progettata con il supporto di adeguate figure professionali, come uno psicologo, un pedagogista o un educatore,  in modo tale che il bambino, a programma concluso, saprà generalizzare in maniera efficace l'apprendimento dei comportamenti desiderabili nell'ambiente naturale, senza necessitare più di un rinforzo tangibile (D. Ianes, S. Cramerotti, ADHD a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti, Erickson, 2012).

Sarò lieta di accogliere ancora richieste su argomenti di vostro particolare interesse. Inoltre è possibile prenotare la vostra consulenza, in presenza oppure on-line al numero 347.4068962 e indirizzo di posta elettronica ilaria.quattrociocche@gmail.com

Ilaria Quattrociocche 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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