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Storia di un social più inquinato del Nocione

«E’ tutta colpa dell’infodemia. Non si capisce più niente, ognuno parla, se la canta e se la sòna. E giù, commenti su commenti».

«La infoche? Ma che lingua parli? Mi pari mio figlio, quello piccolo. Non lo riconosco più da quando fa la DAD, la DID, le DEMO e tutta quella roba su internet. Che è successo, racconta».

«E come faccio? Se non sei dentro il sistema non puoi mica capì. Da un post se ne creano dieci, tra rispondi e commenta e mi piace e me stai sul like. E poi da dieci diventano cinquanta, insomma so’ rimasto sveglio tutto la notte, ho letto più di 400 commenti e alla fine mi si è ingarbugliato tutto il discorso. Non mi ricordo manco più da dove ero partito. So solo che a un certo punto parlavano a mucchi, si accavallavano, tornavano indietro...un casino bestiale. E poi, a un certo punto ho visto che, uno dietro l’altro, scrivevano la stessa frase e uscivano dal gruppo. E tutti a salutare, a fare ciao con la manina. Insomma, una bella presa per i fondelli reciproca».

«Ma non facevi meglio a farti una bella dormita, c’hai certe occhiaie che mi pari un Panda. Pure abbandonato. Ma chi te lo fa fare. Fai come me. Io ho una ‘talpa’ nei gruppi. Non sono iscritto a niente, faccio tutto da ‘esterno’. Anzi, da outsider dice mio figlio. E su whatsapp mi arrivano tutti gli aggiornamenti. Screenshot, foto, commenti, ricostruzioni e video. Anche anticipazioni. In pratica, mi fanno sapere prima tutto quello che uscirà sui social, pensa. Io non mi espongo, ma sono più informato della Cia. E dell’Fbi. E del Kgb. E di C.S.I.».

«Sì, vabbè. Secondo me ti sei montato la testa. Mi pari scemo, con tutte ste sigle. Che poi, che ci fai con queste informazioni che ti arrivano, gli scoop?».

«E’ roba che scotta. Se vuoi contare qualcosa, caro mio, devi essere avanti, anzi più avanti. Un passo prima degli altri. E poi dove non sai, inventi. Non sai come è divertente. Ti dà potere».

«Per fare cosa?» «Te lo dico io. Per fare il deficiente - tuona il figlio, quello adolescente -.E meno male...com’era la storia degli adulti autorevoli, eh papà? Ma sì, bravi tutti. Avete invaso i social e li avete inquinati. Altro che Nocione. Non vi bastavano i rifiuti interrati, dovevate venire pure qui a seminare veleno...».

Rita Cacciami

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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